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Come diventare assistente sociale e quanto si guadagna

Ci sono dei mestieri di cui si sa poco, e non certo perché questi siano così rari. La professione di cui parliamo oggi prevede un campo d’azione abbastanza vasto, per cui definire i compiti di questa non è semplice come si potrebbe pensare. Uno studente universitario che oggi studi Scienze del Servizio Sociale, infatti, può prefigurarsi diverse prospettive di lavoro, proprio perché i servizi sociali rientrano in una categoria aperta.

Come si diventa assistente socialeAvrete capito che stiamo per conoscere meglio la figura dell’Assistente Sociale: in particolare specificheremo questi cosa fa, quanto guadagna, e quale percorso di studi deve seguire chi voglia diventarlo.

L’Assistente Sociale lavora per la comunità, offrendo la sua consulenza, mettendo a disposizione le sue conoscenze, ed esercitando il potere decisionale che la sua qualifica gli consente. I servizi di tale figura sono destinati a coloro che abbiano una difficoltà sociale o un handicap, e per questo sono tantissimi i casi in cui questa si rende necessaria.

 

Tra le principali attività affidate all’assistente sociale ci sono: quelle relative ai problemi dei minori (dispersione scolastica, tribunali per i minorenni, case-famiglia), ai problemi di salute mentale e di tossicodipendenza, le pratiche di adozione, il riconoscimento degli handicap fisici e mentali, l’assistenza sociale ai giovani che si rivolgono ai consultori, ai malati e alle famiglie di questi, agli anziani, alle famiglie in difficoltà, ai disabili, alle persone nei carceri penitenziari, agli extracomunitari che si rivolgono alle comunità di accoglienza.

Avrete capito che stiamo per conoscere meglio la figura dell’Assistente Sociale: in particolare specificheremo questi cosa fa, quanto guadagna, e quale percorso di studi deve seguire chi voglia diventarlo.

 

Come diventare assistente sociale?

Per esercitare questo mestiere occorre un titolo di studio universitario e il superamento dell’esame di Stato che abilitante e che consente di iscriversi all’Albo professionale. Occorre fare differenza tra l’Assistente Sociale (AS) e l’Assistente Sociale Specialista. (ASS). Il primo offre servizio alle persone, limitandosi ai compiti sopraelencati, Il secondo, invece, può anche organizzare e gestire questi servizi, rivestendo, così, un ruolo dirigenziale.

I titoli di studi necessari sono perciò distinti:

  1. per diventare AS basta un Diploma di Laurea in Servizio Sociale oppure una Laurea Triennale nella classe 6 – Scienze del Servizio Sociale (DM 509/1999) o nella classe L-39 Servizio Sociale (DM 270/2004); il superamento dell’esame di Stato consentirà l’iscrizione alla sezione B dell’Albo professionale;
  2. per diventare ASS occorre invece una Laurea Specialistica nella classe 57/S- Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali (DM 509/1999), oppure una Laurea Magistrale nella classe LM-87 – Servizio sociale e politiche sociali (DM 270/2004); il superamento dell’esame di Stato consentirà l’iscrizione alla sezione A dell’Albo professionale.

 

La registrazione  all’Albo è obbligatoria per poter svolgere la professione dell’Assistente Sociale, sia che si eserciti come dipendente, come liberi professionisti o anche solo come volontari.

Scienze sociali è percorso di Laurea che per Legge non prevede il numero programmato, spesso però le Università stabiliscono volontariamente di impostare il numero chiuso. Per questo motivo sarà necessario prepararsi per un test d’ingresso. Superare questa prima selezione è necessario per cominciare a studiare.

 

 

COSA FA L’ASSISTENTE SOCIALE?

L’Assistente Sociale lavora per la comunità, offrendo la sua consulenza, mettendo a disposizione le sue conoscenze, ed esercitando il potere decisionale che la sua qualifica gli consente. I servizi di tale figura sono destinati a coloro che abbiano una difficoltà sociale o un handicap, e per questo sono tantissimi i casi in cui questa si rende necessaria.

Dalla “Legge 23 marzo 1993, n. 84  sull’Ordinamento della professione di assistente sociale e istituzione dell’Albo Professionale” ,che potrete approfondire sul sito della Gazzetta Ufficiale, è possibile reperire tutte le informazioni relative alla descrizione della professioni, che sono state sinteticamente descritte nell’articolo.

Tra le principali attività affidate all’assistente sociale ci sono:

  • Mansioni relative ai problemi dei minori (dispersione scolastica, tribunali per i minorenni, case-famiglia),
  • Occuparsi dei problemi di salute mentale e di tossicodipendenza,
  • Valutare le pratiche di adozione,
  • Occuparsi del il riconoscimento degli handicap fisici e mentali,
  • Supportare l’assistenza sociale ai giovani che si rivolgono ai consultori,
  • Dare supporto ai malati e alle famiglie di questi, agli anziani, alle famiglie in difficoltà, ai disabili, alle persone nei carceri penitenziari, agli extracomunitari che si rivolgono alle comunità di accoglienza.

Per chi volesse intraprendere la carriera dell’insegnamento il MIUR con il Decreto Ministeriale 259 del 9 Maggio 2017  ha modificato e integrato le nuove Classi di Concorso, inserendo la LM87- Classe delle Lauree Magistrali in Servizio Sociale e Politiche Sociali ( o L57/S, o titoli equipollenti) all’insegnamento nelle materie denominate Filosofia e Scienze umane ,Codice A-18 e Scienze giuridico–economiche ed economiche, Codice A 46 . Requisiti per poter partecipare, oltre alla magistrale( o specialistica o titoli equipollenti del vecchio ordinamento) sono  anche i 96 crediti formativi “aggiuntivi” necessari per colmare le lacune di alcuni ambiti disciplinari.

 

Dove è richiesta la figura dell’Assistente Sociale?

Presso enti sia pubblici che privati. Qui, l’AS può rivestire il proprio ruolo professionale di competenza, oppure funzioni tecnico-amministrative. L’AS può essere richiesto presso:

  • i Ministeri,
  • gli ospedali,
  • le A.S.L.,
  • le cliniche private,
  • le case-famiglia,
  • le strutture penitenziarie,
  • i consultori,
  • i centri d’accoglienza,
  • i Tribunali per i minori,
  • i Dipartimenti di Salute Mentale
  • i Centri SerT (Servizi per le tossicodipendenze),
  • i centri per l’impiego.
  • può anche svolgere attività di ricerca presso Università e Istituti.

 

Quanto guadagna un Assistente Sociale?

L’Assistente Sociale che intende svolgere lavoro dipendente può ottenere un contratto di lavoro dopo una selezione tramite concorso pubblico oppure tramite assunzione da parte di una cooperativa. Ovviamente nel primo caso la retribuzione sarà maggiore: in media un contratto di lavoro full-time con almeno 36 ore lavorative settimanali assicura all’AS almeno 1200 € al mese. Per quanto riguarda l’assunzione da parte di una cooperativa, invece, lo stipendio si riduce considerevolmente. A ciò si aggiunge il fatto che è attualmente difficilissimo ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato: i datori di lavoro offrono quasi sempre un contratto a tempo determinato o a progetto.

L’AS che, al contrario, intende lavorare come libero professionista, può svolgere le stesse attività degli altri AS aprendo un proprio studio, oppure può dedicarsi alla ricerca in proprio, come associato, o convenzionato da enti pubblici e privati che operano nel settore dei servizi sociali.

Commenti

24 commenti

  1. Uno schifo di lavoro… Mal pagato, mai riconosciuto e bistrattato da altre figure professionali che ci comandano come Burattini dalle teste di legno… ordine professionale fasullo e incapace di valorizzare chi tanto spende e poco riceve da qs professione!

    • Maria Marchese Ragona

      Sono d’accordo, se tornassi indietro non rifarei assolutamente una scelta professionale del genere!!! Ahimè e la sconsiglio vivamente a chicchessia! Lavoro nella Sanità dal 1991… mi occupo di di dipendenze patologiche e guadagno appena 1600 euro. Ho pure rimesso in discussione la mia formazione rimettendomi in gioco e conseguendo una laurea specialistica con estremi sacrifici poiché madre, moglie e lavoratrice! Il risultato? Meno che niente, umiliazioni, diniego e bistrattazione su tutti fronti, economico e professionale. E nella Sanità ancora peggio dovendoti confrontare con la categoria dei Medici che purtroppo… ahimè… si sentono un “c….o” e mezzo mortificando quotidianamente la tua professionalità! Beh… sto accarezzando seriamente l’idea di licenziarmi e di investire nella mia azienda familiare e di fare tutt’altro per il resto della mia vita !!! Ma comprendo e rispetto nello stesso tempo chi farebbe salti mortali per avere un contratto nella Sanità considerati i tempi che corrono… però credetemi , il nostro è veramente un lavoro usurante è male retribuito oltreche scarsamente considerato!!!!

  2. Sono pure troppi per i guai che combinano le Assistenti Sociali.

    • generalizzare mi sembra un pò tragico .. c’è sempre stato un medico buono e uno cattivo nel mondo .. ma mi sembra che tutti godiamo nel riuscire a liberarci dai nostri mali grazie al medico .. buono .. ora non è che dobbiamo sempre impicccare tutti solo perchè altri non sono capaci di svolgere bene il proprio lavoro …

    • Come pure i padri che non sanno fare i padri

  3. Sono da anni alle prese con A.S. per l’infanzia che,sulla base di false motivazioni,hanno ottenuto l’affidamento di mio nipote.Fanno parte di una ASL territoriale e le continue relazioni al Tribunale per i minorenni sono unicamente volte a prolungare questa situazione,inventando di sana pianta conflittualità inesistenti.
    Mi chiedo,ma non è che abbiano qualche interesse economico a mantenere le pratiche aperte e come vengono retribuiti.Qualcuno può rispondermi? Grazie.

    • No, non hanno nessun interesse economico nel mantenere aperte le pratiche, anzi è lavoro in più che si accumula a tutto il resto.

      • Alexandra de Oliveira Silva

        Ecco, se si tratta di un piccolo comune e se si lavora con un contratto a progetto mantenere le pratiche aperte è un’ottimo modo di mantenere il lavoro.

  4. Azzo per sta miseria a Torino lo studente perde un sacco di anni per fare 2 tirocini del menga che vengono tegolarmente bocciati dal docente di turno . Pensate che il tutor e’ una ass soc rincoglionita che corregge le relazioni che poi vengono bocciate. Non sanno come rubare i soldi agli studenti bloccandoli per anni per tirocinii inutili e senza nessun valore pratico.

  5. sono un’assistente sociale che lavora da 25 anni c/o una asl, guadagno euro 1550+ tredicesima mensilità +gli incentivi quasi un’altro stipendio, mi rendo conto di essere bistrattato dal punto di vista economico, pero’ non cambierei la mia scelta per vari motivi : 1° quando ho voluto guadagnare l’ho fatto, ho insegnato, ho partecipato a vari progetti di prevenzione nell’ambito delle dipendenze, ritengo naturalmente che per fare tutte queste cose è necessario specializzarsi e avere molta passione;
    2° e’ una professione che ti da molte soddisfazione dal punto di vista relazionale se si riesce a lavorare in rete nel territorio di appartenenza e sopratutto creando e promuovendo gruppi di sostegno e di auto-mutuo-aiuto;
    3° e’ fondamentale non fossilizzarsi in un ruolo troppo circoscritto e legato esclusivamente al servizio di appartenenza ma pensare alla comunità dove si vive e si lavora solo allora arrivano le soddisfazioni professionali e insieme a questo anche economiche.

    • Mi rivolgo a lei sperando, data la sua esperienza, mi possa consigliare.
      Sono una donna di 32 anni con laurea triennale in ‘Studi Politici Internazionali e Comunitari’, specialistica in ‘Sociologia e Ricerca Sociale’ e lavoro come segretaria presso uno studio associato di medici di famiglia. A marzo, si spera, conseguirò la triennale in ‘servizio Sociale e a giugno mi abiliterò come Assistente Sociale. Ho svolto il mio tirocinio presso il centro diurno del DSM della mia città e devo dire di essermi trovata meravigliosamente.
      Ora: data la mia età inutile dire che proverò ogni concorso pubblico in qualsiasi citta, paese o paesino italiano in cui bandiranno, ma nel frattempo come posso fare esperienza. Esistono enti in cui chiamano attraverso graduatorie?
      Grazie per l’attenzione
      Elena

      • Rispondo al suo commento perche ho 21 anni e ho lasciato l universita per lavorare ma ora vorrei iniziare una triennale.
        Mi preoccupa il discorso tironio.
        Come concili il lavoro con il tirocinio universitario?

  6. Che tristezza e che amarezza.
    Un corso di laurea per poi guadagnare il minimo salariale di €1200 nel migliore dei casi.
    Vergognoso.

    Se andassi a fare il programmatore (primo scalino nel settore informatico) guadagnerei €1800 al mese senza alcuna laurea (ma ovviamente con molta esperienza pregressa).

    Io mi sono scocciato delle proteste fatte con le parole e con le scritte sui cartelloni.

    Io scenderò in piazza con vanga e piccone quando si farà quello che si deve fare: una rivoluzione.

    Qui si dice ormai da anni che i giovani non hanno lavoro ma non si parla di quelli che come me lo hanno perso dopo i 30 anni di età e mai più trovato.

    Ecco, oltre a questi “vecchi” disoccupati , si aggiungeranno quei non più giovani che a furia di attendere un lavoro che non danno, si ritroveranno fuori etá lavorativa.

    Poi dicono di andare all’estero. Certo.
    Gli Africani e gli Asiatici vengono qui ad arricchirsi aprendo non so come attività commerciali mentre noi a casa nostra dovremmo sloggiare.

    • è la legge sull’apprendistato, amico, dopo i 29 anni costi il 305 in più al datore di lavoro e quindi chiunque non ha un contratto indetrrminato dai 30 anni in sù non troverà più niente; non importano le conoscenze o lìesperienza, vale solo il maggior beneficio fiscale, questo in Italia determina le prospettive occupazionale di tutti

  7. Ma sarebbe una laurea valida anche per l’estero? Dove magari è una professione più riconosciuta è qualificata?

  8. Maria Elena Coppola

    A ragazzi,statemi bene a sentire:purtroppo il lavoro non si trova,perfino se si sceglie Ingegneria si rischia di restare disoccupati,quindi tanto vale scegliere ciò che piace.poi magari si va all’estero e si svolge il lavoro dei sogni per il quale siamo stati 5 anni minimo (il 3+2,triennale +specialistica),dico minimo perchè ci si potrebbe mettere più tempo,sui libri ,sacrifici e cose varie.

  9. Solamente l’ A.S.S. può operare come libero professionista ? Grazie

  10. Dove si trova il lavoro

  11. L’assistente sociale…. Sconsiglio vivamente a chiunque di intraprendere questa carriera. Oggi vi trovereste a fine giornata lavorativa a recarvi da un vostro collega per un contributo economico. È sempre stata una professione priva di identità, all’ombra delle altre professioni maggiori, pur avvicinandosi ormai ad un secolo di storia. Usata spesso impropriamente dagli amministratori pubblici, mai riconosciuta a livello economico e quindi disertata dalla figura maschile. Ultimo colpo di grazia…un Ordine Professionale che si paga ogni anno, senza spina dorsale. Un gruppo di mamme part time al té delle cinque….

  12. lavoro impegnativo?? ma dove??!?!

  13. una laurea un lavoro impegnativo e di responsabilità verso le persone pagato meno di chi avvita bulloni…..questa l’importanza che la società dà agli assitenti sociali e indirettamente agli assistiti

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