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Hai un’idea e non hai Fondi? Ecco il Crowdfunding

Crowdfunding, una parola mille risorse. La parola Crowdfunding significa letteralmente “finanziamento della folla” ed è un processo collettivo per raccogliere fondi e attrarre finanziamenti, principalmente online. Alla base del Crowdfunding si colloca il concetto di “microfinanza”: cioè che piccole somme raccolte dai singoli unite possono costituire un capitale consistente.

Il Crowdfunding come modalità alternativa di credito nasce attorno al 2005, ma comincia a diffondersi a partire dal 2008 a causa del clima di sfiducia verso il mondo della finanza causato dagli eventi dello stesso anno. Si propone come forma di finanziamento innovativa soprattutto per la base tecnologica a cui si appoggia: la modalità principale di attrarre i finanziamenti è infatti il web.

 

I numerosi social network che oggi sono a disposizione di tutti si sono rivelati uno strumento fondamentale per dare impulso a questo nuovo sistema. Come molti sostengono, l’idea non è affatto nuova, bensì mutuata dal modello aziendale del Crowdsourcing, cioè il progetto di sviluppo collettivo di un prodotto o di una piattaforma, come può esserlo Wikipedia oppure Linux.

La genialità di questo sistema è lo sviluppo “dal basso” di un progetto: non si tratta più di chiedere fondi ai grandi gruppi di finanziamento o alle banche, ma a persone e a gruppi di persone che sono al nostro stesso livello. In Italia se ne parla ancora troppo poco, ma negli altri paesi europei, come Gran Bretagna, Francia e Olanda, il sistema è pienamente funzionante e capillarmente diffuso. Molti blog che analizzano il fenomeno segnalano a malincuore questo “ritardo” nel nostro paese, che nonostante la critica situazione economica che riguarda in prima battuta la piccola impresa vanta pochissimi neofiti.

 

Possiamo fornire una classificazione delle tipologie di Crowdfunding basata sulla finalità e sul ritorno economico al finanziatore:

  • Piattaforme lending
    Sono la forma più riuscita di Crowdfunding: il creditore presta il suo denaro ad un altro privato e viene poi ripagato con rate mensili. Il creditore può richiedere degli interessi oppure no, come nel caso di microcredito a paesi più poveri. Piattaforme lending famose sono Lending Club, Prosper e Zopa, mentre per le piattaforme senza interessi ricordiamo Kiva.
  • Piattaforme reward-based
    In queste piattaforme si richiede un certo importo per portare avanti un progetto, presentando informazioni e documentazioni, e si riconosce un premio di valore crescente al crescere del contributo dato. Esempio di punta per questa forma di Crowdfunding è Kickstarter, grazie al quale hanno avuto modo di svilupparsi progetti di successo come il social network Diaspora o l’applicazione per smartphone Pebble.
  • Piattaforme equity
    Le piattaforme equity invece prevedono che chi contribuisce e finanzia il progetto diventi azionista della stessa, come nel caso di Crowdcube.
  • Piattaforme charity
    Esempio brillante di piattaforme charity è quello del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha utilizzato questo sistema, che si basa sul finanziamento senza restituzione del denaro, quindi si parla sostanzialmente di donazioni, per finanziare parte della sua campagna elettorale. Altro esempio illustre è la campagna Tous Mecenes del Louvre che prevedeva la raccolta di un milione di euro da privati e associazioni per acquistare da un privato Le Tre Grazie di Cranach.

 

In questo momento così delicato per l’economia italiana e mondiale, un sistema come il Crowdfunding sembra essere la soluzione ideale per rendere concrete tante ottime iniziative che stanno cercando spazio e attenzione dall’alto senza riceverne. E’ forse l’inizio di una vera e propria rivoluzione nel campo dell’iniziativa privata e della libera impresa? E’ ancora presto per dirlo, ma per ora possiamo riconoscere che il Crowdfunding è riuscito a colmare questo palpabile vuoto di soluzioni alternative per la formazione di capitale.

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