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Stage e Tirocini: le Nuove Linee Guida 2013

Hai alle spalle una brutta esperienza di tirocinio per cui non appena qualcuno ti dice che sta per intraprendere questa esperienza sbarri gli occhi e inveisci contro di lui?

tirocinioHai avuto un’esperienza negativa, come di frequente purtroppo è accaduto a chi negli anni si è trovato ad affrontare stage che non avevano molto a che vedere con le premesse iniziali.

Per questo è stato siglato un accordo tra Governo, Regioni e Provincie autonome di Trento e Bolzano per stabilire degli standard che potessero regolamentare i tirocini su tutto il territorio italiano.

 

Le “Linee guida in materia di tirocini“, è questo il titolo con cui il documento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è il prodotto dell’accordo tra Governo, Regioni e Provincie autonome di Trento e Bolzano, siglato il 24 Gennaio 2013, per regolamentare i tirocini stabilendo degli standard minimi obbligatori che debbano essere rispettati in tutto il Paese.

Le Linee guida, la cui emanazione era prevista dalla legge n.92/2012, si apprestano a fornire un importante stimolo al cambiamento per quello che riguarda non soltanto gli stage e i tirocini, ma anche le modalità di ingresso al mondo del lavoro, in linea con gli interventi della strategia Europa 2020. Spesso e decisamente non volentieri, i tirocinanti vengono impiegati in molte strutture esclusivamente come braccia in più che non hanno bisogno di stipendio: è per questo che molti tirocini sono spesso caratterizzati da attività non stimolanti per il tirocinante, ripetitive e per le quali non viene fornita formazione al tirocinante, vedi il classico tirocinio in cui “si fanno le fotocopie”.

 

Le Linee guida non regolamentano i tirocini curriculari promossi da università, istituzioni scolastiche e centri di formazione professionale, i periodi di pratica obbligatoria ai fini dell’accesso alle professioni ordinistiche, i tirocini transnazionali, i tirocini destinati a soggetti extracomunitari e i tirocini estivi.
I tirocini a cui le linee guida si rivolgono sono divisi in tre macro-categorie:

  • Tirocini formativi e di orientamento
    Questi tirocini si rivolgono a soggetti che abbiano conseguito un titolo da non più di 12 mesi e hanno come obiettivo l’agevolazione delle scelte professionali curando la transizione scuola-lavoro. Questa tipologia di stage non deve avere una durata superiore ai 6 mesi
  • Tirocini inserimento/reinserimento al lavoro
    I destinatari di questa formula di tirocinio sono inoccupati e disoccupati, ma anche beneficiari di ammortizzatori sociali con l’obiettivo di favorire un recupero occupazionale efficace. Questi tirocini non devono avere una durata superiore ai 12 mesi
  • Tirocini di orientamento e formazione e tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro in favore di disabili, persone svantaggiate, richiedenti asilo politico o titolari di protezione internazionale
    Questi tirocini avranno una durata massima di 12 mesi, prolungabili al massimo di altri 12 nel caso si tratti di soggetti disabili

 

Le Linee guida inoltre stabiliscono delle regole fondamentali da rispettare che sembra possano cambiare in modo radicale il mondo dei tirocini per come lo conosciamo oggi: tutti i tirocinanti devono percepire un assegno di indennità che non sia inferiore a 300 euro; il tirocinio non può essere utilizzato per attività formative per le quali non sia necessario un periodo di formazione; i tirocinanti non possono sostituire lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività o sostituire lavoratori assenti per malattia, maternità o ferie.

 

Cambierà davvero qualcosa nel nostro Paese o sarà l’ennesimo tentativo fallimentare, perché purtroppo le nuove norme sono facilmente aggirabili da disonesti e truffatori? Lo sapremo solo tra qualche mese e alcuni di noi (mi ci metto anch’io!) lo scopriranno sulla propria pelle. Nel frattempo, l’unica cosa che possiamo fare e leggere bene queste Linee guida sul sito della Gazzetta.

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