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Concorso per Magistrati Ordinari: 340 Posti

Sicuramente giudicare è un compito delicato e difficile sia nella teoria sia nella sua applicazione pratica: ancor di più la questione diventa delicata quando non si parla solo del privato cittadino ma ci si sposta su una dimensione più ampia che riguarda la cosa pubblica.

Ai tempi dei romani il termine magistrato, che deriva nientemeno che dal latino magisterare cioè governare, veniva utilizzato per designare coloro che erano titolari di un ufficio pubblico, e solo in tempi moderni ha assunto la più specifica coloritura di funzionario giudiziario. Affascinante, vero?

Ed è proprio di magistrati che parliamo oggi: il Ministero della Giustizia ha infatti bandito un concorso per magistrati ordinari, finalizzato alla copertura di 320 posti.

 

Il Ministero della Giustizia ha bandito un concorso, per esami, rivolto a 320 magistrati ordinari. Una volta verificato il possesso dei requisiti da parte dei candidati, gli stessi dovranno sottoporsi a una prova d’esame rigorosa e impegnativa. L’esame è strutturato in due prove, una scritta e una orale: la prova scritta prevede la stesura di tre elaborati teorici (diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo), mentre la prova orale indagherà la conoscenza del candidato dei diversi ambiti del diritto e delle relative procedure.

 

CONCORSO MAGISTRATI ORDINARI 2017

Il bando per 320 posti di Magistrato ordinario è rivolto a tutti i candidati, appartenenti alle categorie elencate in seguito, in possesso dei seguenti requisiti generali:

  • cittadinanza italiana;
  • godimento dei diritti civili;
  • aver tenuto una condotta incensurabile;
  • inoneità fisica all’impiego;
  • posizione regolare nei confronti del servizio di leva;
  • non essere stato dichiarato per tre volte non idoneo nel concorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;
  • posizione regolare con il pagamento del diritto di segreteria;
  • possesso degli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti.

Possono partecipare al concorso colo che rientrino, senza possibilità di cumulare le anzianità di
servizio previste come necessarie nelle singole ipotesi, in una delle seguenti categorie:

  • magistrati amministrativi e contabili;
  • procuratori dello Stato che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti dello Stato, con qualifica dirigenziale o appartenenti ad una delle posizioni corrispondenti all’area C – comparto Ministeri, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • appartenenti al personale universitario di ruolo docente di materie giuridiche in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti, con qualifica dirigenziale o appartenenti alla ex area direttiva, della pubblica amministrazione, degli enti pubblici a carattere nazionale e degli enti locali, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica o, comunque, nelle predette carriere e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni
    disciplinari;
  • coloro che hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (giudice di pace, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, giudice onorario aggregato) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • laureati in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e del diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale e che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato.

 

Per partecipare alla selezione, è necessario inviare la domanda di partecipazione, corredata dalla documentazione richiesta, entro e non oltre il 5 Ottobre 2017

Bando sul sito del Ministero della Giustizia

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