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Concorso per Magistrati Ordinari: 330 Posti

Sicuramente giudicare è un compito delicato e difficile sia nella teoria sia nella sua applicazione pratica: ancor di più la questione diventa delicata quando non si parla solo del privato cittadino ma ci si sposta su una dimensione più ampia che riguarda la cosa pubblica.

Ai tempi dei romani il termine magistrato, che deriva nientemeno che dal latino magisterare cioè governare, veniva utilizzato per designare coloro che erano titolari di un ufficio pubblico, e solo in tempi moderni ha assunto la più specifica coloritura di funzionario giudiziario. Affascinante, vero?

Ed è proprio di magistrati che parliamo oggi: il Ministero della Giustizia ha infatti bandito un concorso per magistrati ordinari, finalizzato alla copertura di 330 posti.

 

Il Ministero della Giustizia ha bandito un concorso, per esami, rivolto a 330 magistrati ordinari. Una volta verificato il possesso dei requisiti da parte dei candidati, gli stessi dovranno sottoporsi a una prova d’esame rigorosa e impegnativa. L’esame è strutturato in due prove, una scritta e una orale: la prova scritta prevede la stesura di tre elaborati teorici (diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo), mentre la prova orale indagherà la conoscenza del candidato dei diversi ambiti del diritto e delle relative procedure.

 

CONCORSO MAGISTRATI ORDINARI 2019

Ai concorrenti si richiede, inoltre, il possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana;
  • godimento dei diritti civili;
  • condotta incensurabile;
  • idoneità fisica;
  • posizione regolare rispetto agli obblighi di leva;
  • non essere stati dichiarati inidonei, per tre volte, nel concorso per esami;
  • essere in possesso degli altri requisiti previsti per legge;
  • essere in regola con il pagamento dei diritti di segreteria, per un importo pari a 50 Euro, quale contributo per la copertura delle spese concorsuali.

 

Possono partecipare al concorso per Magistrato i candidati che rientrano in una delle seguenti categorie:

  • magistrati amministrativi e contabili;
  • procuratori dello Stato che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti statali, con qualifica dirigenziale o assunti in posizioni corrispondenti all’area C, secondo quanto previsto dal CCNL comparto Ministeri, con minimo 5 anni di anzianità professionale, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • docenti universitari di materie giuridiche con diploma di laurea in giurisprudenza, che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti, con qualifica dirigenziale o appartenenti alla ex area direttiva, della pubblica amministrazione, degli enti pubblici a carattere nazionale e degli enti locali, assunti in seguito a procedure concorsuali per le quali si richiede il diploma di laurea in giurisprudenza, conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, con almeno cinque anni di anzianità e privi di sanzioni disciplinari;
  • soggetti abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari;
  • giudici di pace / onorari di tribunale, vice procuratori onorari e giudici onorari aggregati, che abbiano ricoperto il ruolo per almeno 6 anni senza demerito, revoca e sanzioni disciplinari;
  • laureati in giurisprudenza che hanno conseguito il titolo, eccetto che nel caso di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che hanno conseguito un diploma presso le scuole di specializzazione per le professioni legali previste dall’articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive modifiche, o un dottorato di ricerca in materie giuridiche, oppure il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, oppure che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 73 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114.

 

Per partecipare alla selezione, è necessario inviare la domanda di partecipazione, corredata dalla documentazione richiesta, entro e non oltre il 17 Dicembre 2018

Bando sul sito del Ministero della Giustizia

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