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Emilia Romagna, 1000 posti di lavoro nella Sanità

La Regione Emilia Romagna ha intenzioni serie per quanto riguarda l’occupazione nel settore della Sanità regionale.
Emilia Romagna, 1000 posti di lavoro nella Sanità

È lo stesso ente regionale infatti a comunicare, tramite una nota stampa, l’accordo siglato con i sindacati confederali sulle politiche regionali di qualificazione e innovazione del Sistema sanitario.

I numeri sono sorprendenti e fanno ben sperare: si parla infatti di 500 nuove assunzioni a tempo indeterminato e 402 stabilizzazioni entro dicembre 2016, oltre alla proroga dei contratti dei 149 professionisti assunti per ridurre le liste d’attesa.

 

Secondo la Regione Emilia Romagna l’ accordo porta avanti l’impegno preso con il Patto per il lavoro, “assumendo e stabilizzando oltre mille persone, ovvero creare occupazione, la nostra priorità assoluta, ed è un accordo che rafforza e migliora un welfare universalistico grazie al quale non lasciamo indietro nessuno. Un accordo che dimostra l’attenzione al dialogo con le parti sociali: è la prova che stiamo investendo nel migliorare i servizi per i cittadini e che nella trattativa con i sindacati abbiamo trovato la quadra per stabilizzare e valorizzare le persone, innovando il sistema”.

 

L’impegno della Regione riguarda oltre 1000 unità di personale. Tradotto in risorse, significa dai 18 ai 25 milioni di euro a partire dal 2017.

 

Per quanto riguarda l’occupazione, i firmatari hanno condiviso la necessità di garantire la copertura del turn over sul settore sanitario pari al 90% del personale che cesserà di lavorare, a vario titolo. La stabilizzazione di 402 unità comprenderà personale dei settori tecnico ed amministrativo, mentre le 500 assunzioni riguarderanno principalmente l’area del comparto, con l’obiettivo di garantire i livelli di adeguatezza ed efficienza del sistema.

 

Altro punto contenuto nell’Accordo, la valorizzazione professionale di chi lavora nel comparto sanità per garantire un maggiore impulso ai processi di innovazione, a partire dai percorsi di integrazione sovraziendale. Tutto questo orientando le risorse alla promozione di specifici progetti, programmi o piani di lavoro per il miglioramento dei servizi rivolti all’utenza, per raggiungere una sempre maggiore “corrispondenza” tra le prestazioni rese e le esigenze del cittadino. In quest’ottica, le parti hanno condiviso la necessità di definire un Fondo che permetta la realizzazione degli obiettivi di valorizzazione del sistema: viene considerato prioritario istruire un percorso di confronto da realizzarsi entro novembre 2016.

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