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Come diventare Notaio e Quanto si guadagna

Pare che i notai guadagnino molto, siano ricchi e facciano una bella vita. Un luogo comune che detto così sembrerebbe un po’ superficiale e persino offensivo per una categoria che ha dovuto studiare molto e intraprendere una strada lunga e difficile per realizzare questo obiettivo.

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In effetti nell’immaginario popolare, la figura del notaio è da sempre accomunata a persone facoltose. Quello che sicuramente molti tendono a sottolineare è che i guadagni di un notaio siano veramente rilevanti e cospicui. Certo, ma non sarà solo questo il motivo che spinge tanti (ma non troppi vista la strada complicata) giovani laureati in giurisprudenza a voler imboccare questa via. Non saranno solo i lauti guadagni.

Inoltre una “cattiveria” che circola ricorrente nell’ambiente è quella che si diventerebbe notai per nepotismo e che si tratterebbe di un’attività “tramandata” di padre in figlio. Una sorta di “casta” fortunata. Una diceria che si scontra in ogni caso con una realtà ineludibile: il concorso è durissimo e bisogna studiare tantissimo.

“Insieme a quello in magistratura, è uno dei concorsi pubblici più selettivi. Richiede impegno e preparazione, è consigliabile fare una buona pratica. Bisogna esercitarsi facendo molti atti e frequentando le scuole del notariato”, secondo Salvatore Lombardo, primo siciliano a ricoprire la carica di presidente del Notariato italiano.

Il notaio rappresenta una figura molto prestigiosa, una carriera molto ambita per chi ha studiato giurisprudenza. Un sogno realizzabile che quindi richiede molto studio, impegno e dedizione.

Come diventare Notaio

Le funzioni

Il notaio è un pubblico funzionario a cui viene affidata la funzione di garantire la validità dei contratti e, più in generale, dei negozi giuridici, attribuendo pubblica fede agli atti e sottoscrizioni apposte alla sua presenza. Una professione legale che deve essere super partes per tutelare le parti in egual misura, al quale lo Stato affida anche la riscossione delle imposte, per attività e operazioni economicamente rilevanti.

Perché concludere una compravendita, un mutuo, una donazione, un atto costitutivo di società o redigere un testamento non significa completare e stampare un modulo già predisposto, ma preparare un atto sicuro, valido e inattaccabile nel tempo. Per svolgere questo ruolo lo Stato richiede al notaio un’elevata conoscenza giuridica, garantita dal superamento di un concorso pubblico gestito direttamente dal Ministero della Giustizia e sottopone il notaio a continui controlli effettuati da organi dello Stato.

Una professione di estrema delicatezza a metà tra pubblico ufficiale e libero professionista.

 

Tappe da superare

  • La laurea in Giurisprudenza;
  • la pratica di diciotto mesi in uno studio notarile (con la possibilità di anticipare sei mesi nell’ultimo anno di università)
  • un concorso pubblico gestito dal ministero della Giustizia reputato uno dei concorsi pubblici più selettivi.

 

 

Pratica notarile

Una volta conseguita la laurea in Giurisprudenza si può presentare la domanda di ammissione alla pratica notarile. Tale domanda va presentata al Consiglio Notarile del Distretto dove si intende svolgere la pratica stessa e va corredata del pagamento di una tassa e della dichiarazione del notaio il cui studio verrà frequentato nel periodo prescritto. L’ammissione viene, quindi, deliberata dal Competente Consiglio Notarile nelle sue riunioni periodiche.

A seguito dell’ammissione alla pratica notarile, il candidato dovrà frequentare lo studio del notaio da lui indicato per il periodo di 18 mesi (di cui almeno un anno continuativamente dopo la laurea e con la possibilità di anticipare 6 mesi già nell’ultimo anno del corso di laurea) e dovrà consegnare al Competente Consiglio Notarile allo scadere di ogni due mesi dalla data di ammissione un certificato di frequenza rilasciato dal medesimo notaio. Almeno un anno di pratica deve essere svolto all’interno di uno studio notarile del distretto designato dal praticante con il consenso del notaio stesso e con l’approvazione del Consiglio. Su richiesta dell’interessato spetta al Consiglio Notarile la designazione del notaio presso cui effettuare la pratica. Il periodo di pratica si deve comunque completare entro 30 mesi dall’iscrizione.

Ai fini dello svolgimento del concorso, la pratica costituisce elemento imprescindibile in quanto consente di applicare e vedere operare istituti e situazioni giuridiche, corredando cosi in modo qualificante la preparazione teorica.

Concorso notarile

Il concorso notarile viene bandito annualmente e si svolge a Roma in unica sede Nazionale. La partecipazione al concorso è consentita, a coloro che terminano la pratica notarile entro i 45 giorni successivi alla pubblicazione del bando, in quanto questo è appunto il termine ultimo di presentazione della relativa domanda.

In media solo un aspirante ogni venti supera il concorso, che richiede una preparazione giuridico-fiscale di altissimo livello.

Il limite d’età per partecipare al concorso è di 50 anni.

Il concorso notarile è distinto in due momenti: prova scritta e orale.

 

Prove d’esame

L’esame scritto consta di tre distinte prove teorico-pratiche, riguardanti un atto di ultima volontà e due atti tra vivi, di cui uno di diritto commerciale. In ciascun tema sono richiesti la compilazione dell’atto e lo svolgimento dei principi attinenti agli istituti giuridici relativi all’atto stesso.
L’esame orale consta di tre distinte prove sui seguenti gruppi di materie: diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione, con particolare riguardo agli istituti giuridici in rapporto ai quali si esplica l’ufficio di notaio; disposizioni sull’ordinamento del notariato e degli archivi notarili; disposizioni concernenti i tributi sugli affari.

 

La nomina

La nomina con la relativa assegnazione della sede avviene mediante decreto del Direttore Generale della Giustizia Civile del Ministero della Giustizia e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Il notaio, nei termini stabiliti dalla legge, deve compiere le formalità prescritte e prendere possesso della propria sede. Tali formalità comprendono tra l’altro un giuramento effettuato presso il Tribunale nel cui circondario si trova la sede assegnata.

Per ottenere la nomina a notaio è necessario:

• essere cittadino italiano o di un altro Stato membro dell’Unione europea ed aver compiuto l’età di anni 21;
• essere di moralità e di condotta sotto ogni rapporto incensurate;
• non aver subito condanna per un reato non colposo punito con pena non inferiore nel minimo a sei mesi, ancorché sia stata inflitta una pena di durata minore;
• essere fornito della laurea in giurisprudenza o della laurea specialistica o magistrale in giurisprudenza date o confermate da una università italiana o di titolo riconosciuto equipollente ai sensi della legge 11 luglio 2002, n. 148;
• avere ottenuto l’iscrizione fra i praticanti presso un Consiglio notarile ed aver fatto la pratica per diciotto mesi, di cui almeno per un anno continuativamente dopo la laurea.
• avere sostenuto con approvazione un esame di idoneità, dopo compiuta la pratica notarile;
• aver espletato per almeno centoventi giorni, dopo l’avvenuto superamento della prova orale, un periodo di tirocinio obbligatorio presso uno o più notai, che devono certificarne la durata.
È altresì necessario che, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, gli aspiranti non siano stati dichiarati non idonei in cinque precedenti concorsi, per esami, a posti di notaio, banditi successivamente all’entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69.

 

Quanto guadagna un notaio?

Secondo i dati ufficiali, i notai sono ancora oggi i professionisti più pagati, con redditi medi che superano i 200.000 euro, che arriva ad oscillare tra i 20.000 e i 30.000 euro mensili. Nonostante i guadagni importanti, è sempre inferiore il numero di laureati in giurisprudenza che decide di intraprendere il percorso per diventare notaio.

Tuttavia questa condizione da professionista super pagato non accomuna tutti coloro che svolgono questa attività. Ci sono una serie di variabili che contano e fanno la differenza: la reputazione dello studio, ma anche il tipo di clientela che fa richiesta dei servizi notarili e la posizione in cui si trova uno studio notarile. Quest’ultimo fattore può avere un forte impatto sul reddito: ad esempio città come Roma o Milano permettono alti guadagni e anche un flusso maggiore di clienti. Diversa invece, la situazione del Sud Italia, dove si fa sentire la crisi della vocazione.

A tracciare il quadro dello stato della professione è stata la Cassa di Previdenza del notariato che, durante il 51° Congresso tenutosi nel 2016, ha chiarito che è soltanto l’1% dei professionisti a poter vantare redditi tanto elevati, e che non sempre chi diventa notaio guadagna le cifre a cinque zeri evidenziate dalle statistiche.
Le cifre infatti sono veramente considerevoli, soprattutto se comparate con la maggior parte delle altre professioni e delle attività lavorative.

La remunerazione sale chiaramente con il crescere della reputazione dello studio e con la clientela che il singolo professionista riesce a procurarsi.

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