Ferie, “3 milioni di euro a chi ci rinuncia quest’anno”: a centinaia di italiani già arrivato il bonifico

Ferie non godute nella PA: oltre 3 milioni di euro riconosciuti ai dipendenti in causa - circuitolavoro.it (freepik)
Ferie non godute nella pubblica amministrazione: oltre 3 milioni di euro rimborsati ai dipendenti pubblici.
Un’ondata di sentenze favorevoli, chi ha lasciato il lavoro senza aver sfruttato le ferie, oggi può richiedere indennizzi anche sopra i 70.000 euro.
Nei primi mesi del 2025, la controversia sulle ferie non godute dai dipendenti della Pubblica Amministrazione, ha preso una direzione netta. Secondo un’analisi condotta da Consulcesi & Partners, su 425 sentenze esaminate, 412 erano a favore dei lavoratori.
Il 97% dei casi, con indennità complessive che superano i 3 milioni di euro. L’attenzione è però rivolta all’onere della prova: se un dipendente pubblico lascia il lavoro senza aver utilizzato tutte le ferie, l’amministrazione può decidere di evitare di pagare. Ciò, solo se il datore di lavoro dimostra di aver messo il lavoratore nelle condizioni di usufruire delle ferie.
Se le prove non esistono o non sono sufficienti a convincere il giudice, scatta in automatico l’indennità sostitutiva, ovvero il corrispettivo economico che rimpiazza le ferie non godute.
L’Europa è con i lavoratori: a dichiararlo è questa direttiva
A sostenere le sentenze a favore dei lavoratori vi è anche una nota normativa europea ben precisa. L’articolo 7 della Direttiva 2003/88/CE lo dice chiaramente: ogni lavoratore ha diritto alle ferie retribuite e, in caso in cui non abbia potuto usufruirne per responsabilità del datore di lavoro, ha diritto ad un risarcimento economico alla fine del rapporto.
La Corte di Giustizia dell’UE ha ribadito che il motivo della cessazione del rapporto di lavoro non incide sul diritto all’indennità: che si tratti di pensionamento, licenziamento o dimissioni, l’amministrazione deve dimostrare di aver informato correttamente il dipendente e avergli permesso di prendersi le ferie. In mancanza di queste condizioni, il diritto al compenso sostitutivo scatta in automatico.
A quanto ammonta l’indennizzo per i lavoratori della PA
Le cifre variano molto da caso a caso, tuttavia i numeri possono sorprendere. Secondo varie analisi, i dirigenti medici rientrano tra le categorie più risarcite, con casi accertati in cui tali figure hanno ottenuto fino a 72.000 euro. Subito dopo ritroviamo i funzionari, con importi che arrivano fino a 50.000 euro e, infine, professori precari che hanno superato i 12.000 euro.
In media, ogni sentenza favorevole ha portato ad un risarcimento di oltre 7.000 euro. Ma in base a cosa si calcola l’indennizzo? In particolare sono due i fattori:
- lo stipendio;
- il numero di giorni di ferie residui alla fine del rapporto di lavoro.
Con l’ordinanza n.17643/2023, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’indennità scatta al termine del rapporto ed è un credito con natura mista, soggetto ad una prescrizione di 10 anni. Per coloro che intendono tutelarsi, è importante sapere quanti giorni di ferie sono state accumulate e conservare tutte le comunicazioni con l’ente pubblico e farsi assistere da un legale.