Lavorare in Australia: Come Trasferirsi e Cosa Serve

Negli ultimi 15 anni il continente più remoto del mondo ha subito un vero boom di immigrazione europea, soprattutto italiana.

Si stima che ogni anno partano circa diecimila giovani italiani muniti del preziosissimo visto con l’obiettivo di trasferirsi nella terra dei canguri per tre motivi principali:

  • trovare opportunità di studio/carriera più stimolanti e promettenti
  • avere uno stipendio degno di essere chiamato tale
  • vivere un tenore di vita migliore.

I privilegi di vivere e lavorare in Australia sono numerosi: le principali metropoli sono sempre nella top 10 delle città più vivibili al mondo, i servizi che le aziende offrono ai propri dipendenti consentono loro di avere uno stile di vita agiato e la natura selvaggia e incontaminata regala panorami tra i più affascinanti del mondo.

Come vedete, gli input per trasferirsi di corsa in Australia sono alquanto accattivanti.

Nei prossimi passaggi vi spieghiamo cosa e come fare per essere pronti a vivere e lavorare nell’isola più estesa del mondo.

Lavorare in Australia: cosa serve e come fare (per Italiani)

Ovviamente come tutte le cose ci sono i pro e i contro e anche l’Australia non è da meno.

Nonostante appaia come un Paese idilliaco, pensare di trasferirsi in Australia senza lavorare è considerato hardcore. Il tenore di vita è caro, basti pensare che un biglietto per una singola corsa in metropolitana costa 4 dollari!

Non vogliamo spaventarvi, semplicemente darvi tutti gli elementi necessari per sapere come lavorare in Australia.

Una delle prime cose da fare è scegliere la destinazione. La maggior parte delle persone è solita optare per una delle due grandi metropoli: Sidney e Melbourne. Sono città multiculturali, avanguardiste, moderne e offrono un sacco di possibilità sia ludiche che lavorative. Va ricordato, però, che a volte, proprio nelle zone più periferiche o nelle città meno movida-centriche come Perth e Brisbane, si trovano lavori a stretto contatto con la natura dove la concorrenza è minore.

Altro elemento chiave da considerare prima di fare i bagagli è conoscere il proprio livello di inglese. Ecco perché si consiglia di seguire un corso, soprattutto chi ha una conoscenza base della lingua, prima di proporsi ai datori di lavoro.

E allora come iniziare a muovere i primi passi per trovare un’occupazione in Australia?

Sicuramente il buon vecchio metodo del bussare alla porta funziona sempre. Recarsi direttamente sul posto e farsi vedere spesso premia di più rispetto all’invio di un curriculum via mail. La ricerca online non è però da sottovalutare tout court. Il nostro consiglio è di iscrivervi a un‘agenzia di reclutamento o di utilizzare i motori di ricerca più conosciuti come Seek e Jora per vedere le posizione aperte. È interessante anche dare un’occhiata al sito Backpacker Job Board che contiene annunci rivolti ai backpacker (letteralmente viaggiatori con lo zaino).

I Lavori più richiesti in Australia

Lavorare in Australia da non australiani è difficile ma non impossibile.

Il Paese è storicamente un grande bacino di immigrazione, abituato a ricevere persone da tutto il mondo, a partire dagli inglesi nel 1800. Negli ultimi anni, però, la burocrazia si è inacidita, varando leggi migratorie alquanto restrittive. Oggi per entrare in Australia è indispensabile avere un visto adeguato, matrice attorno la quale si muovono praticamente tutte le opportunità lavorative del Paese.

Ma procediamo per gradi: prima di tutto è bene dire che esiste la Combined List of Eligible Skilled Occupations: una lista di posizioni aperte che richiedono esperienze dimostrabili, titoli di studio e un alto livello di inglese. Tra i lavori più appetibili e richiesti in Australia troviamo lo chef, il medico, il meccanico, l’ingegnere, il piastrellista.
Si tratta di un livello alto, dove a volte gli stessi titoli di studio conseguiti in Italia devono essere integrati con esami aggiuntivi o con la frequentazione di un corso ad hoc.
Per chi invece è alle prime armi, sta ancora studiando o semplicemente non ha le skills richieste dalla burocrazia australiana può ambire a trovare lavori nella ristorazione o nell’edilizia. Lavori come il cameriere, il runner, l’aiuto cucina non rientrano nella suddetta lista e richiedono solo il visto temporaneo.

Contratti di lavoro in Australia

 In Australia i contratti di lavoro più comuni sono tre:

Il contratto di lavoro casual
Viene considerato il più libero, il preferito dagli studenti. Permette ai lavoratori di essere pagati su base oraria senza un minimo fisso di ore, anche se spesso la cadenza è regolare. Solitamente la paga oraria è più alta, in quanto non si hanno i benefit riconosciuti dagli altri contratti. I lavoratori casual sono comunque tutelati dai National Employment Standards Scheme, i quali garantiscono: le pause, il riposo in caso di lavoro straordinario e il numero minimo di ore durante un turno.

Il contratto di lavoro part time
È simile a quello italiano, permette di lavorare tra le 20 e le 38 ore settimanali e generalmente prevede giorni e orari fissi. I lavoratori part time hanno diritto a ferie e malattie pagate e hanno un paga pro rata, ciò significa che non c’è un numero fisso di ore: devono essere concordate con il datore di lavoro.

Il contratto di lavoro full time
È a tutti gli effetti un contratto a tempo indeterminato, dove le ore settimanali vengono concordate con il datore di lavoro e sono in media 38.
I lavoratori con un contratto full time, oltre alla malattia e alle ferie hanno anche le feste nazionali pagate e hanno diritto a un numero massimo di ore a settimana.

È importante ricordare che in Australia, così come in Italia, il lavoro in nero è illegale! Vogliamo mettervi in guardia: alle volte capita di ricevere proposte di lavoro pagate cash, il nostro consiglio è di non accettare!
Anche se inizialmente potrebbe sembrare allettante e quasi conveniente, lavorare in Australia senza contratto significa rinunciare a molto: come al rimborso delle tasse versate e al Superannuation, il fondo pensionistico australiano. In più lavorare illegalmente non vi consente di avere coperture, diritti né la garanzia dei minimi salariali statali.

Cosa serve per lavorare in Australia? Visti e Documentazione 

I due documenti fondamentali per lavorare in Australia sono:
– il passaporto
– il visto di ingresso

Se per il primo le dinamiche burocratiche possono essere lunghe, per il secondo ci addentriamo all’interno di un labirinto contorto e farraginoso. Esistono infatti diverse tipologie di visti che si possono richiedere direttamente online attraverso il portale eVisa sul sito del Governo australiano.
Dopo aver avviato la procedura per l’ottenimento del visto più adatto a voi, potrete pagare direttamente online. Il prezzo del visto varia in base alla tipologia.
Vediamo insieme i visti nel dettaglio:

Il Visto Turistico
Chiamato anche eVisitor Visa, dura complessivamente 1 anno, utilizzabile per un massimo di 3 mesi per volta. È nato per motivi turistici, è gratuito, non può essere utilizzato per lavorare, ma è un ottimo modo per chi vuole studiare.

Il Visto Working Holiday
È il più conosciuto, per richiederlo bisogna:

  • avere un’età compresa tra 18 e 31 anni
  • essere in possesso del passaporto di un paese tra Belgio, Canada, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Hong Kong, Irlanda, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Malta, Olanda, Norvegia, Svezia, Taiwan e Regno Unito.

Con il visto vacanza-lavoro potrete rimanere in Australia fino a 12 mesi, lavorando anche full time per un massimo di 6 mesi con lo stesso datore di lavoro. Può essere esteso per altri 12 mesi se si sono maturate almeno 88 giornate lavorative presso una farm del continente. Costa 495 dollari australiani.

Il Visto per Studenti
È un visto che consente di lavorare part time per un massimo di 40 ore ogni 15 giorni. Per richiederlo bisogna iscriversi a un corso di studi. Costa 629 dollari australiani.

Lo Skilled Visa
È un visto permanente, per questo motivo tra i più ambiti e difficili da ottenere.

Non è univoco e varia a seconda dello Stato e del datore di lavoro. Per ottenerlo bisogna raggiungere un buon livello di inglese, passare attraverso un assessment a punteggio per il riconoscimento delle proprie competenze ed è obbligatorio che la propria professione sia presente tra le Medium and Long-term Strategic Skill della lista Combined List of Eligible Skilled Occupations.

Lo Sponsor Visa
È un visto temporaneo che permette a un lavoratore qualificato di vivere e lavorare in Australia per un massimo di 4 anni. La cosiddetta sponsorizzazione passa per diversi requisiti:

  • la professione esercitata deve comparire nella lista certificata
  • bisogna avere un livello di inglese alto
  • il datore di lavoro deve dimostrare di non essere in grado di trovare un cittadino australiano in grado di ricoprire la stessa posizione

Il Visto Permanente
È per pochi, anzi pochissimi. Si può ottenere attraverso diverse procedure come per esempio:

  • con un Partner Visa ovvero se il proprio partner ha la cittadinanza australiana
  • oppure dopo 4 anni di lavoro ricoprendo una professione presente nella Medium Long Term Strategic Skill sotto sponsor.

Come abbiamo visto le tipologie di visti per entrare e lavorare in Australia sono tante, è sempre consigliabile rivolgersi a un agente per l’immigrazione e consultare il sito ufficiale.

Oltre al visto va da sé che per cercare lavoro in Australia bisogna:

  • preparare un curriculum in inglese, che sia chiaro con qualifiche e referenze ben precise, lungo al massimo due pagine
  • scrivere una cover letter ad hoc. Sarà la vostra lettera motivazionale in grado di fare la differenza!

Lavoro in Australia per Italiani

Come abbiamo detto, l’inglese dal punto di vista lavorativo è una cartina tornasole. Ma si sa, da qualche parte bisogna iniziare e se, dopo aver seguito un corso di inglese vi sentite pronti a impugnare il vostro curriculum, vi consigliamo di armarvi di pazienza e buona volontà.

Uno dei settori dove ci sono maggiori opportunità lavorative per gli italiani è sicuramente quello della ristorazione e più in generale dell’ospitalità. Ci sono, infatti, tantissimi italiani che lavorano in Australia come camerieri, baristi e pizzaioli.

Non è raro vedere esposti fuori dai bar e dai ristoranti cartelli con scritto Staff hiring o Waiters required. Soprattuto per chi ha un curriculum ancora scarno, fare un’esperienza a stretto contatto con il pubblico è un ottimo modo per migliorare l’inglese!

Un altro settore dove c’è una grande richiesta di manodopera è l’agricoltura, in particolare le aziende cercano spesso raccoglitori di frutta. Vi spieghiamo tutti i dettagli nel paragrafo seguente.

Cosa sono le Farm australiane?

Per rinnovare la Working Holiday Visa abbiamo visto che è necessario lavorare almeno 88 giorni presso una farm. Ma che cos’è una farm australiana?

È una fattoria e, più in generale, una grande opportunità per conoscere meglio la cultura e la natura dell’Australia. È un’esperienza che può insegnare tanto, basta avere un grande spirito di adattamento e una grande voglia di fare!

Il lavoro si svolge solitamente presso un’azienda agricola o una comunità che offre vitto e alloggio. Le mansioni sono le più comuni e riguardano soprattutto la raccolta della frutta e la pesca. Il lavoro viene pagato ad ore e la retribuzione è settimanale. I documenti richiesti per lavorare in una farm Australiana sono:

  • assicurazione sanitaria
  • conto in banca
  • Tax file number
  • patente di guida

Per trovare la farm più adatta a voi, oltre a consultare i vari gruppi Facebook, vi consigliamo di dare un’occhiata a questi siti:

Il governo australiano ha compilato anche la Harvest Guide, una guida per i viaggiatori che desiderano contribuire alla raccolta e al confezionamento dei prodotti del territorio.

Studiare e lavorare in Australia

Studiare lavorando in Australia è possibile! Come vi abbiamo raccontato qualche paragrafo fa, esistono due visti che consentono di lavorare e studiare contemporaneamente: il Working Holiday Visa e lo Student Visa.

Il primo consente di lavorare per 12 mesi e seguire un corso della durata massima di 17 settimane. Mentre il secondo ha la stessa durata del corso di studi al quale si è iscritti e consente di lavorare part-time per un massimo di 40 ore ogni due settimane.

I motivi per studiare e lavorare in Australia sono tantissimi:

  • migliorare la lingua
  • creare una rete solida di contatti
  • avere continue opportunità lavorative
  • ottenere qualifiche altamente riconosciute

Se, però, non ve la sentite di buttarvi da soli nel mare magnum delle opportunità che l’Australia vi riserva, affidatevi a una delle numerose organizzazioni che si occupano dei programmi studio-lavoro e che offrono programmi strutturati per chi vuole iniziare una nuova avventura di vacanza-lavoro in Australia!

Stipendi: Quanto si Guadagna in Australia?

L’Australia, ormai lo sappiamo, offre un stile di vita elevato: tanto si guadagna ma tanto anche si spende.

Quali sono gli stipendi medi in Australia?
Il salario minimo è di 20 dollari australiani l’ora. Per legge in Australia una persona sponsorizzata deve ricevere uno stipendio minimo di $54 mila più la Superannuation. Il lavoratore può riscattare quest’ultima soltanto una volta in pensione o se decide di lasciare definitivamente il Paese.
Pertanto, togliendo le tasse, uno stipendio minimo australiano si aggira attorno ai $3.5 mila al mese, anche se sarebbe più corretto parlare di circa 1000 dollari a settimana, poiché in Australia gli stipendi e gli affitti vengono pagati settimanalmente. Niente male se si considera che è il salario minimo!
Per darvi un’idea: un pizzaiolo guadagna $47,000 lordi all’anno, esclusa la Superannuation, un camionista $56,000. Ovviamente parliamo di paga base, esclusi festivi e straordinari.

Per concludere possiamo dire che, a parte qualche cavillo burocratico di troppo, l’Australia sulla carta è davvero il Paese dei Balocchi!

Ci auguriamo di avervi dato con questo articolo un’idea generale per capire come iniziare a vivere e a lavorare in Australia.

A questo punto viene da chiedersi, cosa state aspettando a fare le valigie?

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