Il Paese delle Meraviglie: Se sei Giovane, sei Choosy

Perchè citare Crozza quando si parla di ragazzi “Choosy”? E perchè non citare il Ministro del lavoro Fornero? La risposta è tanto banale quanto immediata: Maurizio Crozza ha un’innata capacità di farti sorridere e ragionare allo stesso tempo. E’ proprio quella voglia di essere “choosy” che lo porta ad esser bravo nel suo lavoro e, come in questo caso, a rappresentare il mondo di chi seleziona i candidati e sceglie le caratteristiche e/o i requisiti che un neo assunto dovrebbe avere. Siamo sicuri che chiunque, guardando questa parte del suo spettacolo, abbia pensato almeno una volta: “Questa non è solo una battuta, a me è capitato per davvero!”

 

E quindi oggi andiamo ad analizzare una situazione tutta italiana, che mostra come ad essere “esigenti” all’inverosimile, tante volte siano in realtà le aziende!

A lamentarsi sono soprattutto i giovani, che si ritrovano coinvolti in una serie di paradossi da cui pochi riescono ad uscire. Nel 2007 l’allora Ministro dell’Economia, lo scomparso Padoa Schioppa, li definì “bamboccioni”, perché arrivati ad una certa età si ritrovavano ancora a casa da mammà. Il Ministro accusava i ragazzi di accettare questa situazione, che la reputavano in realtà di comodo: perché andare a vivere da soli quando a casa dai genitori si hanno pasti caldi, bucato lavato e stirato e altri comfort? Al Ministro sfuggivano fattori come: lavoro precario, affitti carissimi e tutte le altre spese a cui si va incontro quando si vive da soli. Il Ministro dell’Economia, abituato ad avere a che fare con i numeri, si era dimenticato che non sta bene fare i conti in tasca agli altri.
Poco tempo fa, invece, è stato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, a dimenticarsi della difficile situazione lavorativa in Italia, definendo i giovani “choosy”, termine inglese che può significare “schizzinosi” o “esigenti”, ma che in ogni caso risulta un’espressione infelice. Infelice perché gli stessi ragazzi esigenti, qualsiasi profilo abbiano, sono perennemente “fuori”! Non si capisce le aziende cosa cerchino, e anche noi, quando studiamo i profili che un Gruppo sta cercando per indicarli a voi, ci rendiamo conto che, a volte, molte pretese sono assurde!

Ci fa sorridere la pagina Facebook, che al momento conta oltre 16mila fan, intitolata: “Aziende che ricercano giovani neolaureati con pluriennale esperienza”. Ci strappa un sorriso ma al tempo stesso ci allarma, perché ovviamente come si può pretendere che un ragazzo appena uscito dall’università abbia già alle spalle anni di esperienza lavorativa? C’è chi decide di studiare e lavorare allo stesso tempo, e poi si sente dire dal Viceministro Martone: «Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato».

 

E voi, in quale profilo vi ritrovate? Non stupitevi se un’azienda potrà dirvi…

Vi siete appena neo-laureati con un ottimo voto e nei tempi stabiliti? Cerchiamo qualcuno con esperienza!

Dopo la laurea avete conseguito un Master di II livello? Troppo qualificati per il posto che offriamo!

Siete solo diplomati ma avete già lavorato nello stesso ruolo? Per questo profilo cerchiamo qualcuno che abbia affrontato un percorso di studi accademico!

Avete i titoli di studio necessari e la giusta esperienza lavorativa? C’è un altro candidato più giovane, e noi diamo precedenza ai più giovani!

Fate in tutto e per tutto al caso dell’azienda? Come dite? Non siete residenti in zona?!

 

Ci verrebbe da supporre che alle aziende i giovani non piacciono (d’altronde non piacciono neanche in politica!). Probabilmente la paura dei datori di lavoro è che i ragazzi siano più difficili da formare e che rendano meno rispetto agli altri. Capiamo, quindi, l’importanza dello stage o del tirocinio post-laurea o durante l’ultimo anno universitario: questi permettono al laureando/neolaureato di confrontarsi finalmente con la pratica, dopo tanta teoria studiata all’università.

Il consiglio che vi diamo è quello di non farvi sfuggire questi stage, ma che almeno prevedano un dignitoso rimborso spese. Per lo stage, non siate troppo “choosy”, l’importante è che quello che farete finirà sul vostro curriculum! Per tutte le occasioni future, invece, iniziate seriamente ad esser esigenti. Non sottovalutate neanche la possibilità di un apprendistato, che se cercate bene ogni tanto salta fuori.

 

Infine, invitiamo le aziende a considerare i giovani stagisti/tirocinanti come una risorsa piuttosto che come un peso: formarli adeguatamente significa assicurarsi un valido candidato quando lo stage sarà finito. Per quanto riguarda i contratti di apprendistato, invece, basta informarsi sugli ultimi decreti interministeriali provenienti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze: è stato, infatti, istituito un Fondo di contributi destinati alle imprese che assumono giovani fino a 29 anni con un contratto di apprendistato.

Se non lo fate, siete fuori!

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