Bonus Bebè Inps: guida alla richiesta e spiegazione

Tutto quello che devi sapere sui requisiti per poter richiedere il bonus bebè e come fare per inoltrare la domanda all’INPS.

Indice dei contenuti

  1. Bonus Bebè Inps: guida alla richiesta e spiegazione
  2. Importo del bonus: fasce e ISEE
  3. Requisiti per la richiesta del bonus
  4. Come viene pagato il bonus bebè?
  5. Quando dura il bonus bebè
  6. Come estendere il bonus e rinnovarlo
  7. Revoca del bonus: quando si rischia?
  8. Bonus bebè: tutti gli aggiornamenti

Bonus bebè: cos’è? E’ questo uno degli incentivi previsti dallo Stato a sostegno di tutti i cittadini italiani ma anche comunitari o extracomunitari in possesso di idoneo titolo di soggiorno al momento in cui si verifica una nascita, un’adozione o un affidamento preadottivo. Si tratta quindi di un “aiuto” che lo Stato prevede per le famiglie che si trovano costrette ad affrontare spese a volte anche elevate per il sostentamento dei figli. L’importo del bonus bebè non è così alto, tuttavia è un aiuto che vale la pena richiedere soprattutto in questo delicato momento in cui, tra difficoltà lavorative e pandemia, si fatica spesso a arrivare alla fine del mese con serenità. Sapere di poter contare su una cifra che anche se piccola è sicura, allora, potrà essere di sostegno a tutti coloro che hanno qualche difficoltà a far tornare i conti e che saranno così più alleggeriti.

Molte persone fanno confusione pensando che bonus bebè è bonus nascita siano la stessa cosa. Non è assolutamente così, si tratta di due misure ben distinte. Sono sempre a sostegno della famiglia ma il bonus nascita non è il bonus bebè. Il primo è una somma di 800 euro versata a tutti coloro che diventano genitori. Una sorta di premio alla nascita, appunto, per il quale l’INPS non richiede l’ISEE ma piuttosto la documentazione che attesti l’ingresso in famiglia di un neonato (che sia certificato di adozione o di nascita, a seconda delle situazioni). Questo per dire che potrai fare richiesta di bonus nascita e bonus bebè in separate sedi in modo da ottenere entrambi gli incentivi che ti spettano dallo Stato nel momento in cui diventerai genitore.

Se rientri in una delle condizioni appena elencate, ovvero se sei cittadino italiano o comunque straniero con regolare permesso di soggiorno e hai da poco accolto un bebè in famiglia, puoi allora informarti per fare intanto domanda bonus bebè e ottenere dunque l’importo che ti spetta secondo le modalità previste dalla legge. C’è molta rigidità non tanto sui requisiti ma sulla tempistica, quando ci si accinge a fare domanda di bonus bebè. E’ necessario dunque che tu sia bene informato per non cadere in errore e essere penalizzato.

Importo del bonus: fasce e ISEE

Da quest’anno l’ISEE per bonus bebè è cambiato e, di conseguenza, si è allargata la platea di beneficiari che possono fare richiesta di questo incentivo che, è bene specificarlo, può essere richiesto indifferentemente da uno – e solo uno – dei due genitori. O la madre o il padre, insomma: l’assegno di natalità viene corrisposto a uno dei due.

Fino allo scorso anno la presentazione dell’ISEE era necessaria e obbligatoria per ricevere il bonus bebè. Le cose sono poi cambiate e oggi l’assegno di natalità viene corrisposto anche a chi non lo presenta. In questo caso, però, ci si dovrà accontentare dell’importo minimo previsto per questa misura di sostegno alle famiglie.

Presentare l’ISEE insomma può rivelarsi vantaggioso se si è certi di avere un importo annua basso e si può aspirare a qualcosa di più dell’importo base previsto per questo bonus. Per chi ha invece una soglia di ISEE particolarmente elevata, invece, la presentazione dell’ISEE può anche non essere necessaria visto che ci si dovrà comunque accontentare dell’importo minimo previsto dall’INPS per questo bonus.

In generale, il bonus bebè si divide in 3 fasce di importo, a seconda del valore dell’ISEE presentato. Ovviamente più questo è basso più sarà alto l’assegno di natalità che ha lo scopo di aiutare maggiormente le famiglie con un basso reddito o con più figli a carico. C’è infatti una sorta di maggiorazione prevista dall’INPS quando si richiede il bonus bebè non per un primo figlio ma per un secondo o un terzo. Questo perché si presume che, in famiglie numerose, anche le spese relative ai bambini siano decisamente più alte e possano condizionare non poco il bilancio familiare. Di seguito ecco la tabella relativa agli importi degli assegni nascita figlio. Basterà capire in quale fascia rientri per avere un’idea di quanto più o meno potrà essere il valore del tuo assegno di natalità in caso di primo figlio o di secondo/terzo figlio.

  • ISEE  non superiore a 7mila euro annui. Si riceveranno 1.920 euro annui o 2.304 euro annui in caso di figlio successivo al primo. Al mese quindi rispettivamente 160 euro (primo figlio) o 192 euro (figlio successivo al primo)
  • ISEE  superiore a 7mila euro annui, ma non superiore a 40.000 euro. Si riceveranno 1.440 euro annui o 1.728 euro annui in caso di figlio successivo al primo. Tradotto, rispettivamente, 120 euro al mese (primo figlio) o 144 euro al mese (figlio successivo al primo)
  • ISEE  sia superiore a 40mila euro. In questo caso l’assegno di natalità sarà di 960 euro annui o 1.152 euro annui in caso di figlio successivo al primo. Ossia, rispettivamente, 80 euro al mese (primo figlio) o a 96 euro al mese (figlio successivo al primo)

Requisiti per la richiesta del bonus

Per richiedere il bonus bebè occorre essere cittadino italiano, comunitario o extracomunitario in regola e avere avuto/adottato/in affido un figlio nel 2021 (e 2020 fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare per adozioni e affidamenti preadottivi). Non ci sono insomma particolari requisiti per fare richiesta di bonus per cui il consiglio è quello di fare richiesta non appena entrerai in possesso dei requisiti necessari in modo da toglierti il pensiero e essere certo di fare domanda nei tempi giusti.

Come viene pagato il bonus bebè?

L’assegno di natalità viene erogato ogni mese dall’INPS con data che non è uguale per tutti i mesi. Esempio: se a gennaio il pagamento viene fatto a metà mese, non è detto che per febbraio varrà lo stesso. Questo perché l’INPS, pur garantendo il pagamento di 12 mensilità a tutti coloro che faranno richiesta di assegno, non prevede un giorno esatto per l’erogazione dell’importo.

Il pagamento del bonus bebè sarà effettuato dall’INPS attraverso le seguenti modalità: assegno domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN , conto corrente estero Area SEPA, intestati al richiedente. Sarà la persona che fa richiesta di bonus bebè a specificare anche il metodo di pagamento preferito. Dal sito dell’INPS, accedendo al tuo personale profilo, avrai la possibilità di conoscere per tempo la data per cui il pagamento dell’assegno di natalità è previsto. Qual è il tipo di riscossione migliore per il bonus bebè? E’ difficile dirlo, molto dipende dalla tua personale situazione. Sicuramente l’accredito sul conto corrente è immediato e ti fa risparmiare tempo rispetto a un assegno che andrà poi versato allo sportello bancario. Ma è tutto molto relativo per cui, prima di specificare con quale modalità intendi essere pagato, pensaci bene.

Quando dura il bonus bebè

Il bonus bebè copre fino al compimento di un anno di vita del bambino, quindi dura 12 mesi esatti in totale. Spetta cioè a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato o affidato. La domanda deve essere presentata entro al massimo 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare, a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. L’INPS fissa tutta una serie di regole in caso di eventi specifici. Ad esempio specifica che di questo bonus potrà usufruire l’altro genitore in caso di decesso del genitore richiedente. L’altro genitore dovrà però presentare all’INPS tutti gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno entro 90 giorni dalla data del decesso.

Ancora, l’INPS prevede che se l’assegno non potrà più essere concesso al genitore richiedente (e l’evento può accadere per i più svariati motivi), l’altro genitore potrà subentrare riscuotendo ancora l’assegno ma con l’obbligo di presentare una nuova domanda entro 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice, che dispone la decadenza dalla potestà o l’affidamento esclusivo all’altro genitore. In questo caso l’assegno spetterà al nuovo genitore richiedente dal mese successivo a quello di emanazione del provvedimento giudiziario.

In ogni caso è bene sapere che se la domanda di bonus è presentata oltre i 90 giorni dalla nascita del bambino, l’assegno decorrerà dal mese di presentazione della domanda (e quindi gli assegni delle mensilità precedenti andranno del tutto persi senza possibilità di recuperarli in alcun modo). Il consiglio, insomma, è quello di fare richiesta di bonus bebè per tempo in modo da non avere brutte sorprese e poter così ottenere il massimo dell’importo previsto. Dopo l’arrivo di un bambino in casa le cose da fare sono tantissime e la normale routine viene letteralmente stravolta. Si perde insomma il senso del tempo e il rischio è quello di far trascorrere troppe settimane senza fare niente.

Ricordati allora di produrre all’INPS la documentazione necessaria per ufficializzare la tua domanda di bonus bebè. Il modulo bonus bebè è consultabile direttamente sul sito dall’INPS. Compilarlo non è difficile: basta inserire i dati che ti vengono richiesti sul bambino e caricare l’ISEE di cui sei in possesso. Passerà poi un po’ di tempo perché l’INPS dovrà valutare la tua domanda, sincerandosi che ci siano tutti i requisiti richiesti per poter dare il via libera al pagamento. Una volta valutata la domanda, se tutto va bene, ti sarà data comunicazione dell’accettazione della domanda stessa. Da quel momento ogni giorno sarà buono per ricevere il primo accredito. Se la domanda sarà accettata dopo un paio di mesi dalla nascita del bambino o comunque dell’arrivo in famiglia, è probabile che l’INPS erogherà il primo assegno di natalità che sarà “doppio“. Il bonus bebè è retroattivo e l’INPS considererà, in questo caso, i due mesi in cui sei rimasto scoperto. Insomma l’unica cosa da fare è quella di richiedere il bonus per tempo, entro tre mesi dalla nascita del bambino. Poi, anche se con modalità diverse, avrai però la sicurezza di ricevere quanto ti spetta.


Come estendere il bonus e rinnovarlo

Il rinnovo bonus bebè non è possibile. Una volta trascorsi i 12 mesi di ricezione dell’assegno di natalità, il bonus bebè non potrà infatti essere rinnovato. Questo incentivo infatti non dura per sempre ma è mirato solo al sostentamento del bebè nel suo primo anno di vita. Se si richiede il bonus bebè 2021 e l’assegno sfocia nell’anno successivo, andrà fatta nuovamente domanda per i restanti mesi del 2022. Come? Ripresentando l’ISEE, altrimenti l’INPS – in assenza di documentazione – non erogherà più il bonus. Esempio pratico. In caso di figlio nato a febbraio 2021, l’assegno di natalità coprirà fino a febbraio 2022 ovvero a quando il bambino taglierà il traguardo del suo primo anno di età. Ma per i restanti mesi del nuovo anno, per ottenere l’importo, andrà presentato nuovamente l’ISEE altrimenti non si riceverà più niente da parte dell’INPS. Inoltre non pensare che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale avverta il richiedente della mancata documentazione. Semplicemente non ti accrediterà più niente e per te sarà un problema, in corsa, rimediare.

Revoca del bonus: quando si rischia?

Il bonus può però decadere se il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge e che in automatico lo escludono dalla platea di coloro che possono ricevere il bonus (platea che peraltro è davvero molto vasta visto che comprende tutte le persone che diventano genitori con qualsiasi reddito). Nello specifico si rischia che il bonus bebè venga revocato in caso di specifiche situazione che vengono ben dettagliate dall’INPS sul suo sito ufficiale. Si perde il diritto al bonus bebè in caso di:

  • decesso del figlio
  • revoca dell’adozione
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale
  • il minore viene affidato in modo esclusivo al genitore che non ha presentato la domanda
  • il minore viene affidato a persona diversa da quella che ha presentato domanda
  • in presenza di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo

Bonus bebè: tutti gli aggiornamenti

Se da poco sei diventato genitore, potrai allora richiedere il bonus bebè all’INPS. Vuoi comunque essere sempre aggiornato sulle ultime novità relative a questo incentivo? E’ comprensibile, in effetti la burocrazia è sempre piuttosto complicata e cambia di tanto in tanto quindi ti consigliamo di visitare con costanza questa sezione e noi di CircuitoLavoro ti forniremo tutte le nuove disposizioni su questo prezioso incentivo. Per restare aggiornato e ottenere quello che di diritto ti spetta!

 

Tutto quello che devi sapere sui requisiti per poter richiedere il bonus bebè e come fare per inoltrare la domanda all’INPS.

Indice dei contenuti

  1. Bonus Bebè Inps: guida alla richiesta e spiegazione
  2. Importo del bonus: fasce e ISEE
  3. Requisiti per la richiesta del bonus
  4. Come viene pagato il bonus bebè?
  5. Quando dura il bonus bebè
  6. Come estendere il bonus e rinnovarlo
  7. Revoca del bonus: quando si rischia?
  8. Bonus bebè: tutti gli aggiornamenti

Bonus bebè: cos’è? E’ questo uno degli incentivi previsti dallo Stato a sostegno di tutti i cittadini italiani ma anche comunitari o extracomunitari in possesso di idoneo titolo di soggiorno al momento in cui si verifica una nascita, un’adozione o un affidamento preadottivo. Si tratta quindi di un “aiuto” che lo Stato prevede per le famiglie che si trovano costrette ad affrontare spese a volte anche elevate per il sostentamento dei figli. L’importo del bonus bebè non è così alto, tuttavia è un aiuto che vale la pena richiedere soprattutto in questo delicato momento in cui, tra difficoltà lavorative e pandemia, si fatica spesso a arrivare alla fine del mese con serenità. Sapere di poter contare su una cifra che anche se piccola è sicura, allora, potrà essere di sostegno a tutti coloro che hanno qualche difficoltà a far tornare i conti e che saranno così più alleggeriti.

Molte persone fanno confusione pensando che bonus bebè è bonus nascita siano la stessa cosa. Non è assolutamente così, si tratta di due misure ben distinte. Sono sempre a sostegno della famiglia ma il bonus nascita non è il bonus bebè. Il primo è una somma di 800 euro versata a tutti coloro che diventano genitori. Una sorta di premio alla nascita, appunto, per il quale l’INPS non richiede l’ISEE ma piuttosto la documentazione che attesti l’ingresso in famiglia di un neonato (che sia certificato di adozione o di nascita, a seconda delle situazioni). Questo per dire che potrai fare richiesta di bonus nascita e bonus bebè in separate sedi in modo da ottenere entrambi gli incentivi che ti spettano dallo Stato nel momento in cui diventerai genitore.

Se rientri in una delle condizioni appena elencate, ovvero se sei cittadino italiano o comunque straniero con regolare permesso di soggiorno e hai da poco accolto un bebè in famiglia, puoi allora informarti per fare intanto domanda bonus bebè e ottenere dunque l’importo che ti spetta secondo le modalità previste dalla legge. C’è molta rigidità non tanto sui requisiti ma sulla tempistica, quando ci si accinge a fare domanda di bonus bebè. E’ necessario dunque che tu sia bene informato per non cadere in errore e essere penalizzato.

Importo del bonus: fasce e ISEE

Da quest’anno l’ISEE per bonus bebè è cambiato e, di conseguenza, si è allargata la platea di beneficiari che possono fare richiesta di questo incentivo che, è bene specificarlo, può essere richiesto indifferentemente da uno – e solo uno – dei due genitori. O la madre o il padre, insomma: l’assegno di natalità viene corrisposto a uno dei due.

Fino allo scorso anno la presentazione dell’ISEE era necessaria e obbligatoria per ricevere il bonus bebè. Le cose sono poi cambiate e oggi l’assegno di natalità viene corrisposto anche a chi non lo presenta. In questo caso, però, ci si dovrà accontentare dell’importo minimo previsto per questa misura di sostegno alle famiglie.

Presentare l’ISEE insomma può rivelarsi vantaggioso se si è certi di avere un importo annua basso e si può aspirare a qualcosa di più dell’importo base previsto per questo bonus. Per chi ha invece una soglia di ISEE particolarmente elevata, invece, la presentazione dell’ISEE può anche non essere necessaria visto che ci si dovrà comunque accontentare dell’importo minimo previsto dall’INPS per questo bonus.

In generale, il bonus bebè si divide in 3 fasce di importo, a seconda del valore dell’ISEE presentato. Ovviamente più questo è basso più sarà alto l’assegno di natalità che ha lo scopo di aiutare maggiormente le famiglie con un basso reddito o con più figli a carico. C’è infatti una sorta di maggiorazione prevista dall’INPS quando si richiede il bonus bebè non per un primo figlio ma per un secondo o un terzo. Questo perché si presume che, in famiglie numerose, anche le spese relative ai bambini siano decisamente più alte e possano condizionare non poco il bilancio familiare. Di seguito ecco la tabella relativa agli importi degli assegni nascita figlio. Basterà capire in quale fascia rientri per avere un’idea di quanto più o meno potrà essere il valore del tuo assegno di natalità in caso di primo figlio o di secondo/terzo figlio.

  • ISEE  non superiore a 7mila euro annui. Si riceveranno 1.920 euro annui o 2.304 euro annui in caso di figlio successivo al primo. Al mese quindi rispettivamente 160 euro (primo figlio) o 192 euro (figlio successivo al primo)
  • ISEE  superiore a 7mila euro annui, ma non superiore a 40.000 euro. Si riceveranno 1.440 euro annui o 1.728 euro annui in caso di figlio successivo al primo. Tradotto, rispettivamente, 120 euro al mese (primo figlio) o 144 euro al mese (figlio successivo al primo)
  • ISEE  sia superiore a 40mila euro. In questo caso l’assegno di natalità sarà di 960 euro annui o 1.152 euro annui in caso di figlio successivo al primo. Ossia, rispettivamente, 80 euro al mese (primo figlio) o a 96 euro al mese (figlio successivo al primo)

Requisiti per la richiesta del bonus

Per richiedere il bonus bebè occorre essere cittadino italiano, comunitario o extracomunitario in regola e avere avuto/adottato/in affido un figlio nel 2021 (e 2020 fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare per adozioni e affidamenti preadottivi). Non ci sono insomma particolari requisiti per fare richiesta di bonus per cui il consiglio è quello di fare richiesta non appena entrerai in possesso dei requisiti necessari in modo da toglierti il pensiero e essere certo di fare domanda nei tempi giusti.

Come viene pagato il bonus bebè?

L’assegno di natalità viene erogato ogni mese dall’INPS con data che non è uguale per tutti i mesi. Esempio: se a gennaio il pagamento viene fatto a metà mese, non è detto che per febbraio varrà lo stesso. Questo perché l’INPS, pur garantendo il pagamento di 12 mensilità a tutti coloro che faranno richiesta di assegno, non prevede un giorno esatto per l’erogazione dell’importo.

Il pagamento del bonus bebè sarà effettuato dall’INPS attraverso le seguenti modalità: assegno domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN , conto corrente estero Area SEPA, intestati al richiedente. Sarà la persona che fa richiesta di bonus bebè a specificare anche il metodo di pagamento preferito. Dal sito dell’INPS, accedendo al tuo personale profilo, avrai la possibilità di conoscere per tempo la data per cui il pagamento dell’assegno di natalità è previsto. Qual è il tipo di riscossione migliore per il bonus bebè? E’ difficile dirlo, molto dipende dalla tua personale situazione. Sicuramente l’accredito sul conto corrente è immediato e ti fa risparmiare tempo rispetto a un assegno che andrà poi versato allo sportello bancario. Ma è tutto molto relativo per cui, prima di specificare con quale modalità intendi essere pagato, pensaci bene.

Quando dura il bonus bebè

Il bonus bebè copre fino al compimento di un anno di vita del bambino, quindi dura 12 mesi esatti in totale. Spetta cioè a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato o affidato. La domanda deve essere presentata entro al massimo 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare, a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. L’INPS fissa tutta una serie di regole in caso di eventi specifici. Ad esempio specifica che di questo bonus potrà usufruire l’altro genitore in caso di decesso del genitore richiedente. L’altro genitore dovrà però presentare all’INPS tutti gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno entro 90 giorni dalla data del decesso.

Ancora, l’INPS prevede che se l’assegno non potrà più essere concesso al genitore richiedente (e l’evento può accadere per i più svariati motivi), l’altro genitore potrà subentrare riscuotendo ancora l’assegno ma con l’obbligo di presentare una nuova domanda entro 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice, che dispone la decadenza dalla potestà o l’affidamento esclusivo all’altro genitore. In questo caso l’assegno spetterà al nuovo genitore richiedente dal mese successivo a quello di emanazione del provvedimento giudiziario.

In ogni caso è bene sapere che se la domanda di bonus è presentata oltre i 90 giorni dalla nascita del bambino, l’assegno decorrerà dal mese di presentazione della domanda (e quindi gli assegni delle mensilità precedenti andranno del tutto persi senza possibilità di recuperarli in alcun modo). Il consiglio, insomma, è quello di fare richiesta di bonus bebè per tempo in modo da non avere brutte sorprese e poter così ottenere il massimo dell’importo previsto. Dopo l’arrivo di un bambino in casa le cose da fare sono tantissime e la normale routine viene letteralmente stravolta. Si perde insomma il senso del tempo e il rischio è quello di far trascorrere troppe settimane senza fare niente.

Ricordati allora di produrre all’INPS la documentazione necessaria per ufficializzare la tua domanda di bonus bebè. Il modulo bonus bebè è consultabile direttamente sul sito dall’INPS. Compilarlo non è difficile: basta inserire i dati che ti vengono richiesti sul bambino e caricare l’ISEE di cui sei in possesso. Passerà poi un po’ di tempo perché l’INPS dovrà valutare la tua domanda, sincerandosi che ci siano tutti i requisiti richiesti per poter dare il via libera al pagamento. Una volta valutata la domanda, se tutto va bene, ti sarà data comunicazione dell’accettazione della domanda stessa. Da quel momento ogni giorno sarà buono per ricevere il primo accredito. Se la domanda sarà accettata dopo un paio di mesi dalla nascita del bambino o comunque dell’arrivo in famiglia, è probabile che l’INPS erogherà il primo assegno di natalità che sarà “doppio“. Il bonus bebè è retroattivo e l’INPS considererà, in questo caso, i due mesi in cui sei rimasto scoperto. Insomma l’unica cosa da fare è quella di richiedere il bonus per tempo, entro tre mesi dalla nascita del bambino. Poi, anche se con modalità diverse, avrai però la sicurezza di ricevere quanto ti spetta.


Come estendere il bonus e rinnovarlo

Il rinnovo bonus bebè non è possibile. Una volta trascorsi i 12 mesi di ricezione dell’assegno di natalità, il bonus bebè non potrà infatti essere rinnovato. Questo incentivo infatti non dura per sempre ma è mirato solo al sostentamento del bebè nel suo primo anno di vita. Se si richiede il bonus bebè 2021 e l’assegno sfocia nell’anno successivo, andrà fatta nuovamente domanda per i restanti mesi del 2022. Come? Ripresentando l’ISEE, altrimenti l’INPS – in assenza di documentazione – non erogherà più il bonus. Esempio pratico. In caso di figlio nato a febbraio 2021, l’assegno di natalità coprirà fino a febbraio 2022 ovvero a quando il bambino taglierà il traguardo del suo primo anno di età. Ma per i restanti mesi del nuovo anno, per ottenere l’importo, andrà presentato nuovamente l’ISEE altrimenti non si riceverà più niente da parte dell’INPS. Inoltre non pensare che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale avverta il richiedente della mancata documentazione. Semplicemente non ti accrediterà più niente e per te sarà un problema, in corsa, rimediare.

Revoca del bonus: quando si rischia?

Il bonus può però decadere se il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge e che in automatico lo escludono dalla platea di coloro che possono ricevere il bonus (platea che peraltro è davvero molto vasta visto che comprende tutte le persone che diventano genitori con qualsiasi reddito). Nello specifico si rischia che il bonus bebè venga revocato in caso di specifiche situazione che vengono ben dettagliate dall’INPS sul suo sito ufficiale. Si perde il diritto al bonus bebè in caso di:

  • decesso del figlio
  • revoca dell’adozione
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale
  • il minore viene affidato in modo esclusivo al genitore che non ha presentato la domanda
  • il minore viene affidato a persona diversa da quella che ha presentato domanda
  • in presenza di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo

Bonus bebè: tutti gli aggiornamenti

Se da poco sei diventato genitore, potrai allora richiedere il bonus bebè all’INPS. Vuoi comunque essere sempre aggiornato sulle ultime novità relative a questo incentivo? E’ comprensibile, in effetti la burocrazia è sempre piuttosto complicata e cambia di tanto in tanto quindi ti consigliamo di visitare con costanza questa sezione e noi di CircuitoLavoro ti forniremo tutte le nuove disposizioni su questo prezioso incentivo. Per restare aggiornato e ottenere quello che di diritto ti spetta!

 

Menu