Bonus bollette 600 euro: le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Il decreto Aiuti Bis ha promosso un nuovo incentivo per migliorare il walfare aziendale, prevedendo il rimborso dei costi delle utenze dei dipendenti da parte dei datori di lavoro.

L’Agenzia delle Entrate ha presentato le linee guida da seguire per consentire ai datori di lavoro la possibilità di erogare ai propri dipendenti il cosiddetto Bonus Bollette 600 euro.

L’intervento è destinato a coprire i costi di luce, acqua e gas.

Bonus bollette 600 euro: di cosa si tratta

Il Bonus Bollette è stato introdotto per supportare il datore di lavoro nel processo di erogazione di un contributo che permetta ai dipendenti di sostenere il pagamento delle proprie utenze. Il precedente governo, presieduto da Mario Draghi, ha promosso questa iniziativa per dare una spinta al walfare aziendale nazionale, alzando di fatto il limite entro il quale le imprese possono riconoscere ai propri lavoratori risorse rilevanti al di fuori delle imposte.

Tra i fringe benefits di questa misura sono incluse anche le utenze domestiche, in modo che le imprese – esenti da qualsiasi obbligo – possano supportare significativamente il reddito dei propri dipendenti soprattutto in risposta al fenomeno di forte inflazione che sta caratterizzando il Paese.

Il Bonus: contributo limitato alle sole utenze domestiche

Il Bonus, previsto da decreto, riguarda solo le somme pagate dai lavoratori per le utenze domestiche. Di fatti, queste fanno riferimento solo alle bollette indirizzate a immobili ad uso posseduti o detenuti dai dipendenti o dai suoi familiari. Il contributo può essere erogato indipendentemente dal fatto che negli immobili abbiano definito o meno la residenza o domicilio.

L’importante è che ne vengano sostenute le spese delle utenze.

Sono considerate utenze effettivamente indennizzabili in questo caso quelle:

  • Per uso domestico intestate al condominio;
  • Per uso domestico intestate a chi detiene la proprietà dell’immobile, con l’obbligo di segnalare nel contratto di locazione una forma di addebito analitico e non forfettario a spese del dipendente locatario.

Come ottenere il Bonus: le procedure per il dipendente

Il contributo si riferisce esclusivamente a una specifica categoria di spesa, pertanto il lavoratore deve fornire al proprio datore:

  • I giustificativi di pagamento;
  • Oppure, in sostituzione, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con l’indicazione del numero e dell’intestatario della fattura a puri fini identificativi;
  • Autodichiarazione con la quale si attesta che le stesse fatture non si riferiscono a richieste di rimborso presso altri datori di lavoro.

È importante segnalare che le fatture devono essere relative all’anno 2022, o al 2023 nel caso si faccia riferimento ai consumi dell’anno precedente.

Limiti ed eventuale tassazione

Attenzione: non è possibile superare il tetto di 600 euro.

Nel caso in cui, in sede di conguaglio, il rimborso dovesse superare tale cifra, il datore di lavoro sarà costretto a tassare l’intero importo.

Per maggiori informazioni l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n.35/E, ha fornito ai datori di lavoro tutte le indicazioni necessarie per poter proseguire con il riconoscimento del contributo.

Per seguire tutti gli aggiornamenti e le ultime notizie relative agli aiuti messi a disposizione delle imprese e dei lavoratori, qui è possibile consultare tutte le informazioni utili.

Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.
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