Bonus Renzi (Irpef) 2021: come funziona

Informazioni utili sull’ex bonus Renzi (oggi bonus Irpef) che spetta ad alcune categorie di lavoratori dipendenti. Importo, modalità di riscossione e requisiti per averlo.

Indice dei contenuti

  1. Bonus Renzi (Irpef) 2021: come funziona
  2. Bonus Renzi e Bonus Irpef: differenze
  3. Chi ha diritto al Bonus Renzi
  4. Bonus 80 e 100 euro: differenze
  5. Quando si restituisce il bonus?
  6. Bonus Renzi: info su Disoccupazione e Cassa Integrazione
  7. Bonus Irpef: Tutti gli aggiornamenti

Il bonus Renzi ha origini relativamente vicine. Era il 2015, infatti, quando con la nuova Legge di Stabilità l’allora Governo istituì questo incentivo che consisteva nell’erogazione di 80 euro per alcune categorie di lavoratori come misura a sostegno del reddito in un momento considerato di crisi per molte famiglie.

Fu un bonus che all’epoca fece parecchio discutere. Erano molte infatti le persone contrarie a questo provvedimento fortemente voluto e istituito da Matteo Renzi (il bonus porta infatti il suo cognome), incaricato dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di formare un nuovo Governo dopo le dimissioni di Enrico Letta dal ruolo di Presidente del Consiglio. Una volta a capo del Governo, il fiorentino decise per una serie di manovre fiscali tra cui appunto l’inserimento di 80 euro in busta paga per aiutare alcune categorie di lavoratori. Ma a fronte di molte persone contrarie a questo provvedimento ce ne erano altre che, con 960 euro in più in fondo all’anno (ovvero il corrispettivo di 80 euro per 12 mensilità ricevute in busta paga) dimostravano entusiasmo per questo provvedimento. Il bonus Renzi 80 euro ha insomma lasciato il segno, nel bene e nel male. Scopriamo alcune delle sue caratteristiche adesso che è stato sostituito e di fatto non esiste più ma esiste comunque qualcosa di simile per alcune categorie di lavoratori: il bonus Irpef.

Bonus Renzi e Bonus Irpef: differenze

Dallo scorso anno possiamo parlare solo di ex bonus Renzi visto che questo, dopo cinque anni di vita, si è trasformato in bonus Irpef. Le differenze sostanzialmente stanno nelle fasce di reddito che vengono considerate per l’erogazione del bonus e che sono state modificate per “abbracciare” un numero maggiore di persone. Cerchiamo allora di riepilogare schematicamente cosa prevedeva l’ex bonus Renzi e cosa invece prevede oggi il bonus Irpef, quest’ultimo pensato per i soli lavoratori dipendenti (come il bonus che lo ha preceduto, peraltro).

Bonus Renzi. L’erogazione di 80 euro spettava direttamente in busta paga ai lavoratori con un reddito compreso fra gli 8.174 euro e 24.600 euro annui. Nel caso il reddito fosse stato compreso tra 24.600 euro e 28.000 euro gli 80 euro calavano. Dai 29.000 euro in su, il bonus non era invece previsto perché considerata questa una fascia che garantiva giù abbastanza guadagno.

Bonus Irpef. Come anticipato, l’importo è di 100 euro  (20 in più rispetto a prima) previsti per i lavoratori con un reddito incluso fra 8.174 euro e 28.000 euro annui, fra 97 euro ed 80 euro per le buste paga fra i 28.001 euro ed i 35.000 euro e, in forma decrescente, fra i 35.001 e 40.000 euro. A colpo d’occhio, dunque, la prima cosa che viene da notare è che con il bonus Irpef è stata allargata la platea di beneficiari che possono usufruire di questo incentivo e che invece, con l’ex bonus Renzi, erano parecchi di meno.

Una cosa è rimasta uguale: il bonus Irpef, così come era l’ex bonus Renzi non viene erogato per i lavoratori che rientrano nella cosiddetta no tax area e che hanno un reddito inferiore a 8.174 euro. Questo perché sotto questa soglia i redditi Irpef non prevedono il pagamento di tasse. Occorre dunque fare attenzione perché molto spesso, nel caso ci si accorga che il lavoratore che ha percepito il bonus ha in realtà avuto un reddito basso, il bonus Irpef viene chiesto indietro per intero e questo può rappresentare un problema per la persona che lo ha ricevuto, magari ha già speso l’importo del bonus e deve invece restituirlo.

Chi ha diritto al Bonus Renzi

Ma chi ha diritto al bonus Renzi, oggi bonus Irpef? L’incentivo è pensato per specifiche categorie di lavoratori che potranno così aumentare il loro reddito usufruendo di questo incentivo, regolamentato con la Legge di Bilancio dello scorso anno e confermato anche per questo 2021 (occorrerà poi capire se il nuovo Governo lo confermerà anche per il prossimo anno ma ci sono molte probabilità che venga contemplato). Di seguito vi andiamo a elencare le categorie di lavoratori che potranno usufruire dell’incentivo vedendoselo accreditare in busta paga direttamente (solo alcuni lo riceveranno direttamente dall’INPS e non dal datore di lavoro ma analizzeremo questo aspetto in seguito, nel capitolo dedicato a bonus Irpef e disoccupazione).

Intanto, concentriamoci sulle categorie di lavoratori interessate da questa misura a sostegno del reddito. Possono fare richiesta dei 100 euro del bonus Renzi (ex) i soci lavoratori di cooperative oltre che i lavoratori in cassa integrazione con CIG ordinaria, CIG straordinaria, CIG in deroga, assegno ordinario ed assegno di solidarietà. Anche i percettori di borsa di studio, di assegno o premio per studio, stagisti e tirocinanti, collaboratori con contratto a progetto o co.co.co possono fare richiesta di bonus e questa è una novità rispetto al bonus istituito nel 2015 da Matteo Renzi che non era invece previsto per queste categorie di persone. Ma l’elenco delle categorie di lavoratori che possono richiedere questo incentivo è ancora molto lungo. Ne fanno parte sacerdoti, lavoratori in congedo di paternità, disoccupati in regime di indennità NASpI e in regime DIS-COLL. E ancora, disoccupati agricoli e lavoratrici in maternità per congedo obbligatorio.

Ma serve un modulo richiesta del bonus Renzi oggi bonus Irpef? No, per usufruire di questo incentivo non serve fare domanda. Addirittura per coloro che dallo scorso febbraio sono in disoccupazione, è la stessa INPS a erogare l’importo dovuto direttamente  sul conto corrente di chi ne ha diritto (separatamente dal pagamento mensile della NASpi che avviene appunto in automatico secondo le modalità fissate pr l’erogazione della disoccupazione). Per tutti gli altri, ovvero per coloro che lavorano, ricordiamo che l’erogazione del bonus avviene sempre dal datore di lavoro e il dipendente vedrà l’importo direttamente in busta paga, ogni mese.

Bonus 80 e 100 euro: differenze

Come abbiamo in parte anticipato, la differenza tra il bonus ex Renzi di 80 euro e quello di oggi (bonus Irpef) di 100 sta nella platea di beneficiari che possono richiederlo e che è in parte collegata al reddito (non solo a quello, abbiamo infatti visto come questo bonus abbracci anche più categorie di lavoratori). E’ bene anche sapere che l’esattezza del bonus Irpef spettante al singolo lavoratore viene calcolato sulla base del suo reddito annuo lordo ma può essere verificata la correttezza dell’importo solo alla fine dell’anno quando ormai è stato erogato. Questo nello specifico significa che, nel caso il valore calcolato non fosse stato quello corretto, occorre rimediare tramite conguaglio. Questo può capitare nelle due situazioni tipo in cui si può ravvisare un errore nel calcolo dell’importo del bonus Irpef.

Primo caso: l’importo che è stato mensilmente corrisposto è stato inferiore a quello spettante: in tal caso, il dipendente riceverà il rimborso dell’importo non percepito direttamente in busta paga.

Secondo caso: il bonus fiscale che è stato corrisposto è stato più alto di quello che in realtà avrebbe dovuto essere. In questo specifico caso sarà il datore di lavoro allora a detrarre dalla busta paga del suo dipendente quanto è stato corrisposto in più e il lavoratore si troverà dunque per quel mese una busta paga inferiore perché corrisponderà allo stipendio “normale” meno il valore eccedente del bonus Irpef erogato per errore. L’erogazione di questo bonus, secondo le disposizioni fornite dal Governo nel 2020 (ovvero quando questo incentivo ha di fatto sostituito in tutto e per tutto l’ex Bonus Renzi), viene riconosciuto automaticamente dai sostituti d’imposta, ovvero dai datori di lavoro. Questo è da intendersi per le prestazioni rese dal lavoratore dal 1° luglio 2020 e rapportate al periodo di lavoro.

Bonus Irpef, calcolo. Come viene eseguito? La risposta è che viene eseguito in base al reddito, come abbiamo già specificato. Tuttavia aggiungiamo un aspetto importante, utile per avere le idee più chiare. Ai fini del calcolo del reddito non vengono considerati alcuni aspetti. Intanto le indennità COVID 19 di cui molti lavoratori hanno usufruito in questo ultimo anno e mezzo di difficile pandemia. E ancora, gli assegni familiari, l’assegno di maternità dello Stato, l’assegno per il nucleo familiare, il bonus nascita ovvero quel premio che viene garantito ad ogni donna che diventa madre o che adotta un bambino nel momento in cui l’evento avviene. Vengono esclusi dal calcolo del reddito utile al calcolo del bonus Irpef anche l’abitazione principale e le relative pertinenze, il reddito di cittadinanza qualora si percepisca, il bonus bebè e il bonus baby sitter (anche quest’ultimo inserito e rinnovato dal Governo per andare incontro, in questo periodo di Covid, a tutti quei genitori costretti a stare a casa coi figli visto la scuola chiusa e l’obbligo della didattica a distanza).

Quando si restituisce il bonus?

La restituzione bonus Renzi (oggi Irpef) deve essere eseguita solo se erogato per sbaglio a chi nella realtà non fa parte delle categorie di lavoratori beneficiari che prima abbiamo elencato. Altrimenti può capitare che il bonus Irpef possa essere restituito solo in parte perché appunto erogato in modo sbagliato, ovvero con una somma di denaro maggiore rispetto a quella che davvero sarebbe dovuta spettare al singolo lavoratore dipendente. Non ci sono di fatto altri casi che costringano il lavoratore dipendente a dover restituire i soldi ricevuti in busta paga insieme allo stipendio.

Bonus Renzi: info su Disoccupazione e Cassa Integrazione

Abbiamo specificato a chi spetta il bonus Renzi. Ma cosa accade per coloro che a oggi sono in disoccupazione o cassa integrazione? Il bonus Irpef vale anche per loro oppure sono esonerati dalla sua eventuale erogazione? Partiamo con il dire che l’ex bonus Renzi vale per coloro che sono in cassa integrazione e dunque è questa una buona notizia per chi si ritrova in questa situazione di disagio a causa della crisi economica diventata ancora più forte nel momento in cui alcune attività sono state costrette a chiudere o comunque lavorare a rilento e obbligate quindi a ricorrere alla cassa integrazione per i dipendenti.

Nella CU del 2021, per esempio, esiste un apposito spazio in cui si parla di clausola di salvaguardia che tutela dalla restituzione del bonus i lavoratori incapienti a causa Covid. Questa è però una decisione momentanea presa dal Governo per non danneggiare ulteriormente i lavoratori già in crisi in questo periodo di pandemia. Proprio per evitare di gravare ulteriormente su questi lavoratori, è stato deciso che solo per il 2020 anche i lavoratori incapienti in cassa integrazione da Covid 19 potranno vedersi lo stesso erogare il bonus (e in vista del prossimo anno si aspetterà dunque di conoscere che cosa succederà). Non è detto insomma che questa possibilità possa valere anche il prossimo anno, qualora il bonus Irpef venisse riconfermato dall’attuale Governo Draghi.

Anche per quanto riguarda i lavoratori in disoccupazione, il bonus Irpef è fatto salvo. La Legge di Stabilità infatti prevede che vengano erogati i 100 euro al mese anche a coloro che percepiscono la NASpi. Dal febbraio di quest’anno, infatti, l’INPS ha cominciato a erogare il bonus Irpef anche a coloro che, non per scelta, hanno perso il lavoro andando automaticamente in disoccupazione. Ricordiamo che la NASpi spetta a tutti quei lavoratori che perdono la loro occupazione per cause non imputabili alla loro volontà e che hanno racimolato almeno 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni, oltre a 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno. Insomma per i cassa integrati e per i titolari di disoccupazione l’ex bonus Renzi vale, almeno per il 2021. Nel 2022 si vedrà.

Bonus Irpef: Tutti gli aggiornamenti

Il bonus Irpef rappresenta dunque un importo da non sottovalutare per tutti quei lavoratori che ne hanno diritto e che possono allora “riscuoterlo”. 100 euro ogni mese per un totale di 1.200 euro all’anno, una somma sicuramente cospicua che può fare comodo a tante persone soprattutto in tempi economicamente difficili come quelli che stiamo attraversando, con una crisi precedente all’arrivo del Covid ma che il Covid stesso ha acuito notevolmente.

Se vuoi restare sempre aggiornato sull’ex bonus Renzi per capire se sei nelle condizioni di poterne usufruire continua a seguirci in questa speciale sezione. Qui, noi di CircuitoLavoro ti forniremo informazioni sempre aggiornate su questo bonus in modo da renderti sempre consapevole degli eventuali cambiamenti effettuati che potrebbero cambiare i requisiti di accesso a questo incentivo. Come sempre quando si parla di bonus fiscali e simili, il Governo può infatti modificare la regolamentazione andando anche a “toccare” la platea dei beneficiari. Insomma è sempre consigliabile aggiornarsi costantemente per non incappare in brutte sorprese. Fatelo qui, su questa pagina.

 

Informazioni utili sull’ex bonus Renzi (oggi bonus Irpef) che spetta ad alcune categorie di lavoratori dipendenti. Importo, modalità di riscossione e requisiti per averlo.

Indice dei contenuti

  1. Bonus Renzi (Irpef) 2021: come funziona
  2. Bonus Renzi e Bonus Irpef: differenze
  3. Chi ha diritto al Bonus Renzi
  4. Bonus 80 e 100 euro: differenze
  5. Quando si restituisce il bonus?
  6. Bonus Renzi: info su Disoccupazione e Cassa Integrazione
  7. Bonus Irpef: Tutti gli aggiornamenti

Il bonus Renzi ha origini relativamente vicine. Era il 2015, infatti, quando con la nuova Legge di Stabilità l’allora Governo istituì questo incentivo che consisteva nell’erogazione di 80 euro per alcune categorie di lavoratori come misura a sostegno del reddito in un momento considerato di crisi per molte famiglie.

Fu un bonus che all’epoca fece parecchio discutere. Erano molte infatti le persone contrarie a questo provvedimento fortemente voluto e istituito da Matteo Renzi (il bonus porta infatti il suo cognome), incaricato dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di formare un nuovo Governo dopo le dimissioni di Enrico Letta dal ruolo di Presidente del Consiglio. Una volta a capo del Governo, il fiorentino decise per una serie di manovre fiscali tra cui appunto l’inserimento di 80 euro in busta paga per aiutare alcune categorie di lavoratori. Ma a fronte di molte persone contrarie a questo provvedimento ce ne erano altre che, con 960 euro in più in fondo all’anno (ovvero il corrispettivo di 80 euro per 12 mensilità ricevute in busta paga) dimostravano entusiasmo per questo provvedimento. Il bonus Renzi 80 euro ha insomma lasciato il segno, nel bene e nel male. Scopriamo alcune delle sue caratteristiche adesso che è stato sostituito e di fatto non esiste più ma esiste comunque qualcosa di simile per alcune categorie di lavoratori: il bonus Irpef.

Bonus Renzi e Bonus Irpef: differenze

Dallo scorso anno possiamo parlare solo di ex bonus Renzi visto che questo, dopo cinque anni di vita, si è trasformato in bonus Irpef. Le differenze sostanzialmente stanno nelle fasce di reddito che vengono considerate per l’erogazione del bonus e che sono state modificate per “abbracciare” un numero maggiore di persone. Cerchiamo allora di riepilogare schematicamente cosa prevedeva l’ex bonus Renzi e cosa invece prevede oggi il bonus Irpef, quest’ultimo pensato per i soli lavoratori dipendenti (come il bonus che lo ha preceduto, peraltro).

Bonus Renzi. L’erogazione di 80 euro spettava direttamente in busta paga ai lavoratori con un reddito compreso fra gli 8.174 euro e 24.600 euro annui. Nel caso il reddito fosse stato compreso tra 24.600 euro e 28.000 euro gli 80 euro calavano. Dai 29.000 euro in su, il bonus non era invece previsto perché considerata questa una fascia che garantiva giù abbastanza guadagno.

Bonus Irpef. Come anticipato, l’importo è di 100 euro  (20 in più rispetto a prima) previsti per i lavoratori con un reddito incluso fra 8.174 euro e 28.000 euro annui, fra 97 euro ed 80 euro per le buste paga fra i 28.001 euro ed i 35.000 euro e, in forma decrescente, fra i 35.001 e 40.000 euro. A colpo d’occhio, dunque, la prima cosa che viene da notare è che con il bonus Irpef è stata allargata la platea di beneficiari che possono usufruire di questo incentivo e che invece, con l’ex bonus Renzi, erano parecchi di meno.

Una cosa è rimasta uguale: il bonus Irpef, così come era l’ex bonus Renzi non viene erogato per i lavoratori che rientrano nella cosiddetta no tax area e che hanno un reddito inferiore a 8.174 euro. Questo perché sotto questa soglia i redditi Irpef non prevedono il pagamento di tasse. Occorre dunque fare attenzione perché molto spesso, nel caso ci si accorga che il lavoratore che ha percepito il bonus ha in realtà avuto un reddito basso, il bonus Irpef viene chiesto indietro per intero e questo può rappresentare un problema per la persona che lo ha ricevuto, magari ha già speso l’importo del bonus e deve invece restituirlo.

Chi ha diritto al Bonus Renzi

Ma chi ha diritto al bonus Renzi, oggi bonus Irpef? L’incentivo è pensato per specifiche categorie di lavoratori che potranno così aumentare il loro reddito usufruendo di questo incentivo, regolamentato con la Legge di Bilancio dello scorso anno e confermato anche per questo 2021 (occorrerà poi capire se il nuovo Governo lo confermerà anche per il prossimo anno ma ci sono molte probabilità che venga contemplato). Di seguito vi andiamo a elencare le categorie di lavoratori che potranno usufruire dell’incentivo vedendoselo accreditare in busta paga direttamente (solo alcuni lo riceveranno direttamente dall’INPS e non dal datore di lavoro ma analizzeremo questo aspetto in seguito, nel capitolo dedicato a bonus Irpef e disoccupazione).

Intanto, concentriamoci sulle categorie di lavoratori interessate da questa misura a sostegno del reddito. Possono fare richiesta dei 100 euro del bonus Renzi (ex) i soci lavoratori di cooperative oltre che i lavoratori in cassa integrazione con CIG ordinaria, CIG straordinaria, CIG in deroga, assegno ordinario ed assegno di solidarietà. Anche i percettori di borsa di studio, di assegno o premio per studio, stagisti e tirocinanti, collaboratori con contratto a progetto o co.co.co possono fare richiesta di bonus e questa è una novità rispetto al bonus istituito nel 2015 da Matteo Renzi che non era invece previsto per queste categorie di persone. Ma l’elenco delle categorie di lavoratori che possono richiedere questo incentivo è ancora molto lungo. Ne fanno parte sacerdoti, lavoratori in congedo di paternità, disoccupati in regime di indennità NASpI e in regime DIS-COLL. E ancora, disoccupati agricoli e lavoratrici in maternità per congedo obbligatorio.

Ma serve un modulo richiesta del bonus Renzi oggi bonus Irpef? No, per usufruire di questo incentivo non serve fare domanda. Addirittura per coloro che dallo scorso febbraio sono in disoccupazione, è la stessa INPS a erogare l’importo dovuto direttamente  sul conto corrente di chi ne ha diritto (separatamente dal pagamento mensile della NASpi che avviene appunto in automatico secondo le modalità fissate pr l’erogazione della disoccupazione). Per tutti gli altri, ovvero per coloro che lavorano, ricordiamo che l’erogazione del bonus avviene sempre dal datore di lavoro e il dipendente vedrà l’importo direttamente in busta paga, ogni mese.

Bonus 80 e 100 euro: differenze

Come abbiamo in parte anticipato, la differenza tra il bonus ex Renzi di 80 euro e quello di oggi (bonus Irpef) di 100 sta nella platea di beneficiari che possono richiederlo e che è in parte collegata al reddito (non solo a quello, abbiamo infatti visto come questo bonus abbracci anche più categorie di lavoratori). E’ bene anche sapere che l’esattezza del bonus Irpef spettante al singolo lavoratore viene calcolato sulla base del suo reddito annuo lordo ma può essere verificata la correttezza dell’importo solo alla fine dell’anno quando ormai è stato erogato. Questo nello specifico significa che, nel caso il valore calcolato non fosse stato quello corretto, occorre rimediare tramite conguaglio. Questo può capitare nelle due situazioni tipo in cui si può ravvisare un errore nel calcolo dell’importo del bonus Irpef.

Primo caso: l’importo che è stato mensilmente corrisposto è stato inferiore a quello spettante: in tal caso, il dipendente riceverà il rimborso dell’importo non percepito direttamente in busta paga.

Secondo caso: il bonus fiscale che è stato corrisposto è stato più alto di quello che in realtà avrebbe dovuto essere. In questo specifico caso sarà il datore di lavoro allora a detrarre dalla busta paga del suo dipendente quanto è stato corrisposto in più e il lavoratore si troverà dunque per quel mese una busta paga inferiore perché corrisponderà allo stipendio “normale” meno il valore eccedente del bonus Irpef erogato per errore. L’erogazione di questo bonus, secondo le disposizioni fornite dal Governo nel 2020 (ovvero quando questo incentivo ha di fatto sostituito in tutto e per tutto l’ex Bonus Renzi), viene riconosciuto automaticamente dai sostituti d’imposta, ovvero dai datori di lavoro. Questo è da intendersi per le prestazioni rese dal lavoratore dal 1° luglio 2020 e rapportate al periodo di lavoro.

Bonus Irpef, calcolo. Come viene eseguito? La risposta è che viene eseguito in base al reddito, come abbiamo già specificato. Tuttavia aggiungiamo un aspetto importante, utile per avere le idee più chiare. Ai fini del calcolo del reddito non vengono considerati alcuni aspetti. Intanto le indennità COVID 19 di cui molti lavoratori hanno usufruito in questo ultimo anno e mezzo di difficile pandemia. E ancora, gli assegni familiari, l’assegno di maternità dello Stato, l’assegno per il nucleo familiare, il bonus nascita ovvero quel premio che viene garantito ad ogni donna che diventa madre o che adotta un bambino nel momento in cui l’evento avviene. Vengono esclusi dal calcolo del reddito utile al calcolo del bonus Irpef anche l’abitazione principale e le relative pertinenze, il reddito di cittadinanza qualora si percepisca, il bonus bebè e il bonus baby sitter (anche quest’ultimo inserito e rinnovato dal Governo per andare incontro, in questo periodo di Covid, a tutti quei genitori costretti a stare a casa coi figli visto la scuola chiusa e l’obbligo della didattica a distanza).

Quando si restituisce il bonus?

La restituzione bonus Renzi (oggi Irpef) deve essere eseguita solo se erogato per sbaglio a chi nella realtà non fa parte delle categorie di lavoratori beneficiari che prima abbiamo elencato. Altrimenti può capitare che il bonus Irpef possa essere restituito solo in parte perché appunto erogato in modo sbagliato, ovvero con una somma di denaro maggiore rispetto a quella che davvero sarebbe dovuta spettare al singolo lavoratore dipendente. Non ci sono di fatto altri casi che costringano il lavoratore dipendente a dover restituire i soldi ricevuti in busta paga insieme allo stipendio.

Bonus Renzi: info su Disoccupazione e Cassa Integrazione

Abbiamo specificato a chi spetta il bonus Renzi. Ma cosa accade per coloro che a oggi sono in disoccupazione o cassa integrazione? Il bonus Irpef vale anche per loro oppure sono esonerati dalla sua eventuale erogazione? Partiamo con il dire che l’ex bonus Renzi vale per coloro che sono in cassa integrazione e dunque è questa una buona notizia per chi si ritrova in questa situazione di disagio a causa della crisi economica diventata ancora più forte nel momento in cui alcune attività sono state costrette a chiudere o comunque lavorare a rilento e obbligate quindi a ricorrere alla cassa integrazione per i dipendenti.

Nella CU del 2021, per esempio, esiste un apposito spazio in cui si parla di clausola di salvaguardia che tutela dalla restituzione del bonus i lavoratori incapienti a causa Covid. Questa è però una decisione momentanea presa dal Governo per non danneggiare ulteriormente i lavoratori già in crisi in questo periodo di pandemia. Proprio per evitare di gravare ulteriormente su questi lavoratori, è stato deciso che solo per il 2020 anche i lavoratori incapienti in cassa integrazione da Covid 19 potranno vedersi lo stesso erogare il bonus (e in vista del prossimo anno si aspetterà dunque di conoscere che cosa succederà). Non è detto insomma che questa possibilità possa valere anche il prossimo anno, qualora il bonus Irpef venisse riconfermato dall’attuale Governo Draghi.

Anche per quanto riguarda i lavoratori in disoccupazione, il bonus Irpef è fatto salvo. La Legge di Stabilità infatti prevede che vengano erogati i 100 euro al mese anche a coloro che percepiscono la NASpi. Dal febbraio di quest’anno, infatti, l’INPS ha cominciato a erogare il bonus Irpef anche a coloro che, non per scelta, hanno perso il lavoro andando automaticamente in disoccupazione. Ricordiamo che la NASpi spetta a tutti quei lavoratori che perdono la loro occupazione per cause non imputabili alla loro volontà e che hanno racimolato almeno 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni, oltre a 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno. Insomma per i cassa integrati e per i titolari di disoccupazione l’ex bonus Renzi vale, almeno per il 2021. Nel 2022 si vedrà.

Bonus Irpef: Tutti gli aggiornamenti

Il bonus Irpef rappresenta dunque un importo da non sottovalutare per tutti quei lavoratori che ne hanno diritto e che possono allora “riscuoterlo”. 100 euro ogni mese per un totale di 1.200 euro all’anno, una somma sicuramente cospicua che può fare comodo a tante persone soprattutto in tempi economicamente difficili come quelli che stiamo attraversando, con una crisi precedente all’arrivo del Covid ma che il Covid stesso ha acuito notevolmente.

Se vuoi restare sempre aggiornato sull’ex bonus Renzi per capire se sei nelle condizioni di poterne usufruire continua a seguirci in questa speciale sezione. Qui, noi di CircuitoLavoro ti forniremo informazioni sempre aggiornate su questo bonus in modo da renderti sempre consapevole degli eventuali cambiamenti effettuati che potrebbero cambiare i requisiti di accesso a questo incentivo. Come sempre quando si parla di bonus fiscali e simili, il Governo può infatti modificare la regolamentazione andando anche a “toccare” la platea dei beneficiari. Insomma è sempre consigliabile aggiornarsi costantemente per non incappare in brutte sorprese. Fatelo qui, su questa pagina.

 

Menu