Voucher lavoro: chi potrà usarli, dai ristoranti agli hotel

La prima legge di Bilancio del governo Meloni introduce nuovamente i buoni lavoro dal valore di 10 euro lordi all’ora e con un tetto di reddito raddoppiato per i lavoratori fino a 10 mila euro annuali: chi potrà usufruire dell’assegno.

Introdotti per la prima volta con la legge Biagi, cancellati definitivamente dal governo Gentiloni, la prima Legge di Bilancio del Governo presieduto da Giorgia Meloni introduce di nuovo i cosiddetti voucher lavoro.

L’assegno ha un valore di 10 euro lordi l’ora, traducibile in 7,50 euro netti, e prevede un tetto massimo di reddito fino a 10 euro all’anno per i lavoratori.

Voucher lavoro: di cosa si tratta

La misura introdotta dalla prima Legge di Bilancio del governo Meloni relativa ai buoni lavori coinvolgerà, dal 1° gennaio, il settore dell’agricoltura estendendo il contributo fino all’industria alberghiera e al comparto della cura della persona.

Il voucher, dal valore nominale di 10 euro lordi all’ora e un tetto di reddito fino a 10 mila euro l’anno, è espressione fisica del tentativo di restituire uno strumento efficace per ottimizzare e regolarizzare il lavoro occasionale e stagionale. Tuttavia, saranno necessarie misure preventive basate su controlli rigidi e fiscali, in modo da evitare eventuali storture nell’erogazione del contributo.

Per quanto concerne il tetto di reddito ammissibile per i lavoratori, questo viene raddoppiato – rispetto a quanto previsto dalla disciplina introdotta dal DI Dignità – estendendo la misura fino a 10 mila euro per le prestazioni occasionali e obbligando, in questo senso, anche i datori di lavoro che avessero attinto da questo canale, per evitare distorsioni nell’utilizzo di uno strumento nato per regolarizzare il lavoro saltuario.

Voucher lavoro: si riapre il dibattito

Le ragioni legate alla riattivazione del contributo sono riconducibili al tentativo di voler riaprire il dibattito su un intervento che ha accumulato utilizzi record nel corso del tempo, dal 2008 al 2017.

Secondo i dati dell’INPS, in 104 mesi sono stati venduti circa 433 milioni di voucher.

Si tratta di un buono esentasse che non prevedeva nessun tetto di utilizzo da parte del datore di lavoro e che è stato aspramente criticato dalle istituzioni di settore perché considerato come una specie legalizzata di precariato estremo.

Le rivendicazioni di Confesercenti e Coldiretti

Confesercenti ritiene che l’introduzione dei buoni lavoro sia una «buona notizia», ma che sia necessario estendere il contributo a tutto il settore turistico, non limitandolo alle sole strutture ricettive e alla ristorazione.

Buone recensioni provengono anche da Coldiretti che considera fondamentale il lavoro di semplificazione burocratica messo in atto dal governo per «garantire nuove opportunità di reddito in un momento particolarmente difficile per il Paese».

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Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.
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