Categorie protette graduatorie ATA: quali riserve ci sono?

Come accade per gli altri concorsi pubblici, anche le graduatorie ATA prevedono una riserva di posti per le categorie protette. Ma quanti sono e a chi spettano? Ecco tutti i dettagli e come sono organizzati.

Quali sono le riserve per le categorie protette?

La Legge 68/1999 stabilisce che anche le graduatorie ATA debbano prevedere una riserva di posti per le categorie protette. Il titolo di riserva, in particolare, è valido solo per le assunzioni a tempo indeterminato e determinato per i profili A e B del personale ATA. Nello specifico, le riserve riguardano le chiamate che vengono effettuate mediante scorrimento delle corrispondenti graduatorie provinciali permanenti, dei corrispondenti elenchi provinciali ad esaurimento e delle graduatorie provinciali ad esaurimento di collaboratore scolastico per le supplenze. Sono invece escluse le graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia.

Per quanto riguarda invece le graduatorie ATA terza fascia, il titolo di riserva costituisce titolo di preferenza. Questo significa che, a parità di punteggio con un altro candidato, chi appartiene alle categorie protette avrà la precedenza. Ma a chi spetta questo titolo di riserva? Ecco l’elenco dei soggetti beneficiari:

  • persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, e portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%;
  • persone non vedenti o sordomuti;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio, con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categorie di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n.915, e successive modificazioni;
  • orfani e coniugi superstiti di coloro che sono deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause;
  • coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro;
    profughi italiani rimpatriati, il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n.763.

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