Concorsi pubblici Pubblica Amministrazione: stop smart working e 3 bandi all’anno

Occupiamoci di concorsi pubblici nella Pubblica Amministrazione alla luce di quelle che sono le ultime novità in proposito. Con la pandemia, moltissimi concorsi (tra cui anche quelli in PA) sono stati fermati. Il 2021 dovrebbe vedere una nuova (ri)partenza ma tante sono le novità al riguardo. E tra queste novità, alcune riguardano il numero dei concorsi banditi in un anno e lo stop allo smart working.

Concorsi pubblici Pubblica Amministrazione: ultime novità sullo smart working

E’ il Ministro Renato Brunetta a lanciare una proposta dietro l’altra dopo aver annunciato uno svecchiamento del settore, grazie all’assunzione di personale giovane che andrà ad affiancare (e poi sostituire) quello già esistente. Il Decreto Proroghe approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 20 aprile ha decretato anche l’abolizione dell’obbligo di smart working per il 50% minimo dei dipendenti pubblici, sia durante l’emergenza sia nei Pola (Piani organizzativi per il lavoro agile) dove era fissato al 60%. Si torna a lavorare in sede, dunque, laddove sarà possibile. Ovviamente nel rispetto delle regole anti Covid. Diversa è la regolamentazione per quanto riguarda alcuni settori specifici, per esempio i comparti sicurezza, difesa e soccorso: in questi casi lo stato di emergenza potrebbe condizionare alcuni aspetti della gestione.

Burocrazia più snella

Nel corso dell’edizione 2021 del Festival del Lavoro, il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha parlato anche di snellimento della procedura di selezione dei concorsi pubblici nella Pubblica Amministrazione. L’obiettivo è quello di sbloccare i concorsi rimasti fermi anche a causa della pandemia, digitalizzare e semplificare le procedure e bandire almeno tre concorsi all’anno. Secondo una prima stima, saranno oltre 4 milioni le persone impiegate nella PA da qui a dieci anni. Un numero importante per garantire servizi sempre migliori e tecnologici.

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