MIUR: Tfa speciale per 80.000 docenti

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Il decreto legislativo annunciato lo scorso 25 marzo, che riguarda la “Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado”, entrerà in vigore dal 19 luglio, apportando modifiche sostanziali sulle procedure di formazione degli insegnanti. Una notizia che...

Il decreto legislativo annunciato lo scorso 25 marzo, che riguarda la “Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado”, entrerà in vigore dal 19 luglio, apportando modifiche sostanziali sulle procedure di formazione degli insegnanti.

Una notizia che non potrà  essere trascurata dai circa 80.000 precari che gravitano intorno al MIUR per l’accesso al personale docente.

Il MIUR è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ovvero il dicastero del Governo Italiano che si occupa dell’amministrazione dell’istruzione in tutte le sue forme all’interno del territorio italiano. Data la sua importanza, le sue origini risalgono al Governo Cavour del 1861; la fusione tra il Ministero della Pubblica e Istruzione e quello dell’Università, avvenuta nel 2001, ha permesso una ristrutturazione organizzativa degli indirizzi scientifici nazionali. Il MIUR è responsabile dell’istruzione nelle scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private. L’attuale ministro è Maria Chiara Carrozza.

 

 

Il decreto predispone l’avvio del Tfa speciale, ribattezzati “Percorsi Abilitanti Speciali” (PAS) per la formazione professionale degli insegnanti. Molte le modifiche introdotte nella pubblicazione in gazzetta ufficiale dal decreto per la riforma del MIUR, tra cui segnaliamo:

  • L’iscrizione ai percorsi formativi abilitanti speciali non prevede il superamento di prove di accesso. La frequenza ai percorsi non è compatibile con la frequenza di corsi universitari che si concludano con il rilascio di titoli accademici;
  • I titoli di studio posseduti dai soggetti mantengono la loro validità ai fini dell’inserimento nella terza fascia delle graduatorie di istituto. I titoli di studio verranno integrati dal compimento del tirocinio formativo attivo;
  • I titoli di abilitazione conseguite al termine dei percorsi abilitanti speciali non consentono l’inserimento nelle graduatorie a esaurimento, ma danno diritto all’iscrizione alla II fascia delle graduatorie di istituto per la specifica classe di concorso.

La fondamentale novità, oltre all’eliminazione dei test iniziali, è sicuramente quella del tirocinio formativo al termine del percorso abilitante speciale. I percorsi sono distinti per ciascuna classe di concorso e prevedono il conseguimento di 41 crediti formativi universitari, a cui vanno aggiunti i 19 crediti formativi relativi al tirocinio. Tali crediti sono da considerare assolti in virtù di particolari requisiti di servizio dimostrati dai candidati con esperienza pregressa nel MIUR.

 

 

Il percorso di tirocinio formativo si conclude con un esame finale, che consiste nella redazione e nella discussione di un elaborato originale, che coordini l’esperienza professionale pregressa con le competenze acquisite. Nel corso dell’esame il candidato dovrà dimostrare la piena padronanza delle discipline oggetto d’insegnamento. Un risultato inferiore ai 60 centesimi comporta il non conseguimento dell’abilitazione.

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