Interprete

Come diventare interprete? Quali caratteristiche occorre avere per esercitare questa professione? Ecco tutte le informazioni utili selezionate per voi da CircuitoLavoro.

L’interprete è quella persona che traduce oralmente (o tramite segni nel caso delle lingue dei segni) da una lingua di partenza verso una lingua d’arrivo. in genere si distinguono due modalità di interpretazione: simultanea e consecutiva. Nell’interpretazione simultanea, l’interprete traduce simultaneamente il discorso dell’oratore dalla lingua originale nella lingua d’arrivo; in quella consecutiva l’interprete prenderà a appunti e, in un secondo momento, ricostruirà l’intero discorso al termine dell’intervento dell’oratore.

Come diventare interprete: formazione e specializzazioni

Lavorare come interprete regala senza dubbio dinamicità e possibilità di fare qualcosa di diverso ogni volta. E’ questa infatti una professione che consente di affrontare avventure sempre nuove. La formazione interprete è ben specifica e richiede numerosi requisiti considerati di base per poter esercitare questa professione. Non solo una innata predisposizione per le lingue straniere ma anche, e soprattutto, una ottima conoscenza della propria lingua madre. E ancora, una certa dimestichezza con le tecniche necessarie a svolgere il mestiere.
Non esiste una strada univoca per diventare interprete: esistono infatti diverse scuole professionalizzanti, sia in Italia che all’estero da poter frequentare. L’importante nella scelta della scuola è il riconoscimento che ha il diploma sia a livello nazionale che internazionale. In alternativa alle scuole esistono poi anche numerose università, in Italia e all’estero, alle quali è consigliabile poi affiancare un master.

Quanto guadagna un interprete?

Per un interprete ad alto livello lo stipendio si aggira attorno ai 300-400 euro al giorno ma non tutti raggiungono quelle cifre. Mediamente in Italia lo stipendio annuale di un interprete è di 14.000 euro ma può arrivare fino a 20.000.

Come diventare interprete? Quali caratteristiche occorre avere per esercitare questa professione? Ecco tutte le informazioni utili selezionate per voi da CircuitoLavoro.

L’interprete è quella persona che traduce oralmente (o tramite segni nel caso delle lingue dei segni) da una lingua di partenza verso una lingua d’arrivo. in genere si distinguono due modalità di interpretazione: simultanea e consecutiva. Nell’interpretazione simultanea, l’interprete traduce simultaneamente il discorso dell’oratore dalla lingua originale nella lingua d’arrivo; in quella consecutiva l’interprete prenderà a appunti e, in un secondo momento, ricostruirà l’intero discorso al termine dell’intervento dell’oratore.

Come diventare interprete: formazione e specializzazioni

Lavorare come interprete regala senza dubbio dinamicità e possibilità di fare qualcosa di diverso ogni volta. E’ questa infatti una professione che consente di affrontare avventure sempre nuove. La formazione interprete è ben specifica e richiede numerosi requisiti considerati di base per poter esercitare questa professione. Non solo una innata predisposizione per le lingue straniere ma anche, e soprattutto, una ottima conoscenza della propria lingua madre. E ancora, una certa dimestichezza con le tecniche necessarie a svolgere il mestiere.
Non esiste una strada univoca per diventare interprete: esistono infatti diverse scuole professionalizzanti, sia in Italia che all’estero da poter frequentare. L’importante nella scelta della scuola è il riconoscimento che ha il diploma sia a livello nazionale che internazionale. In alternativa alle scuole esistono poi anche numerose università, in Italia e all’estero, alle quali è consigliabile poi affiancare un master.

Quanto guadagna un interprete?

Per un interprete ad alto livello lo stipendio si aggira attorno ai 300-400 euro al giorno ma non tutti raggiungono quelle cifre. Mediamente in Italia lo stipendio annuale di un interprete è di 14.000 euro ma può arrivare fino a 20.000.

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