Esame di Diritto del lavoro: come prepararsi senza disperarsi

Partiamo da un concetto base che ci accompagnerà per tutta la durata del percorso di studi: studiare all’università non è una passeggiata e per farlo si devono mettere in conto numerosi sacrifici. Qualunque sia la scelta, bisogna aver chiari degli obiettivi da perseguire e saper come farlo. Se a 19 anni la scelta del percorso universitario non è immediata e può generare molti dubbi, soprattutto se si ha l’intenzione di optare per un corso dalla durata quinquennale, nel momento in cui ci si immatricola non si hanno più scuse e si deve puntare dritti all’obiettivo. Come? Capendo come approcciarci a ogni materia e ottimizzando tempi e metodo di studio. Volendo rimanere focalizzati sull’esame di Diritto del lavoro, che afferisce al secondo anno del corso di laurea in Giurisprudenza, è difficile valutarne la complessità in termini di riuscita dell’esame. Questi ha come propedeuticità gli esami di Diritto privato e Diritto costituzionale, pertanto è necessario avere una solida base di partenza in materia. Inoltre, al secondo anno si presuppone che si abbia già un buon metodo di studio per affrontare la maggior parte delle branche del percorso giuridico, quindi l’esame in sé non dovrebbe spaventare. Per affrontarlo in modo consono e apprezzarlo per la sua grande spendibilità, sia a livello personale che a livello professionale, ci si può concentrare sia sulla scelta di un valido manuale di diritto del lavoro sia sulla limatura del metodo di studio. Vediamo insieme come!

Diritto del lavoro: consigli per l’uso

Il manuale di diritto del lavoro, per quanto valido e lineare possa essere, da solo non basta a farci superare l’esame. Questo non va preso nemmeno di petto, ma va affrontato in maniera serena, valutandone razionalmente le difficoltà e mettendo nero su bianco un piano operativo:

  1. innanzitutto, vanno sviscerati i temi centrali della materia. Per fare ciò si può far riferimento al programma del corso, all’indice del manuale indicato in bibliografia o scelto per uno studio e un approfondimento personali e, soprattutto, seguire attentamente le lezioni, prendendo appunti efficaci;
  2. lo studio va programmato nei minimi dettagli e su un lasso temporale congruo. Bisogna avere il tempo di leggere, rileggere, studiare, realizzare delle mappe o degli schemi adeguati;
  3. schemi e mappe concettuali/mentali ci salveranno la vita. E’ impensabile ricordare a memoria tutto il manuale, bisogna per forza estrapolarne i concetti fondamentali e metterli su carta in modo da riprenderli successivamente per un mega ripasso. A questo proposito, potrebbe essere utile ricorrere a software o a siti di mindmapping per agevolare il proprio studio;
  4. non dimentichiamo di associare concetto e caso specifico. Lo studio non deve rimanere teorico, ma dobbiamo essere in grado di associare nozioni teoriche a casi concreti e spendibili anche dopo l’esame, sia nel corso degli studi che di un futuro lavoro;
  5. non dobbiamo rinchiuderci nella nostra ansia: studiare con i colleghi o semplicemente confrontarsi potrebbe aiutarci innanzitutto a sentirci meno soli, ma anche a capire come aggiustare il tiro e studiare in modo più proficuo. Atteggiamento che risulterà utile anche nel mondo del lavoro e che sarà estremamente apprezzato.

 

 

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