HomeCome trovare lavoro: guide e consigli utiliCome si calcola la pensione e il tempo di pensionamento

Come si calcola la pensione e il tempo di pensionamento

Informazioni utili sul calcolo della pensione e su come fare per capire quando si sono raggiunti i requisiti utili per andarci. Quando si affronta il tema delle pensioni in Italia, occorre fare una distinzione fondamentale tra pensione sociale e altri tipi di pensione (anticipata, di vecchiaia etc) a cui possono accedere coloro che se la sono guadagnata con il lavoro e lunghi anni di contribuzione. La pensione sociale è per definizione una prestazione strettamente assistenziale per la quale non sono richiesti requisiti assicurativi o contributivi. Età, cittadinanza, residenza effettiva e dimora abituale in Italia e requisiti reddituali sono infatti i soli “titoli” richiesti dall’INPS per concedere la pensione. Ci sono poi altri tipi di pensione che possono essere ottenuti dai lavoratori che entrano in possesso degli anni di contribuzione minima fissati dall’INPS per poter smettere di lavorare a avere quindi accesso all’assegno pensionistico. Insomma si tratta di pensioni diverse che hanno anche diverse retribuzioni. Occorre dunque non fare confusione e informarsi per bene per capire realmente a che tipo di pensione si può mirare.

A chi spetta la pensione in Italia

Detto della pensione sociale che viene corrisposta a tutti, indipendentemente dai requisiti assicurativi e contributivi, a chi spetta in Italia la pensione? Possono accedervi i lavoratori che hanno maturato i requisiti fissati dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e che possono decidere di sfruttare una delle tante opzioni messe a disposizione del Governo per lasciare il mondo del lavoro con un assegno pensionistico che terrà di conto di molti aspetti, non solo degli anni di contribuzione che si sono accumulati nel corso della vita.

L’INPS prevede la pensione anticipata per chi rientra in determinate categorie di lavoratori, la pensione di vecchiaia e una serie di possibilità come Ape Sociale e Opzione Donna ideati proprio per raggiungere la tanto agognata pensione con qualche anno di anticipo rispetto al previsto. Ma in quali casi si può optare per un’opzione piuttosto che per l’altra? La regolamentazione sulle pensioni è per la verità tutt’altro che semplice anche perché ogni anno cambiano le norme e i requisiti per accedere alla pensione. Basti pensare che negli ultimi anni anche l’età utile per poter accedere all’assegno pensionistico si è allungata tantissimo, costringendo di fatto i lavoratori a continuare a lavorare.

I migliori simulatori per la pensione online

Il calcolo della pensione può essere fatto anche on line, utilizzando dei simulatori pensione che sapranno dirti a grandi linee quando potrai andare in pensione e con un assegno di quale importo. Calcola la pensione con i simulatori on line allora che ti richiederanno ovviamente alcune informazioni personali senza le quali non sarà possibile fare il calcolo della tua pensione. Servirà quindi la data di nascita, il genere (uomo o donna), la tipologia di lavoro svolto, gli anni e i mesi di contributi versati nel corso del tuo percorso di lavoro. E ancora il sistema di calcolo (retributivo/contributivo).

Una volta inseriti tutti i dati basterà avviare il calcolo e il simulatore online ti darà alcune informazioni più precise sul tuo stato. Tra i migliori simulatori online per il calcolo della pensione segnaliamo Pmi e il Sole 24Ore. Il migliore in assoluto è il simulatore on line dell’Inps attraverso cui potrai monitorare, anno dopo anno, il potenziale rendimento del tuo montante contributivo e acquisire informazioni utili per le tue scelte.

Quando andrò in pensione? Come calcolare l’età

Quando andare in pensione? Ti sarà capitato di chiederti più volte quando potrai raggiungere la tanto agognata pensione, dopo una vita di sacrifici fatti a lavoro. Rispondere con esattezza è difficile per svariati motivi. Primo tra tutti perché la Riforma Pensioni è da sempre uno degli argomenti caldissimi che ogni anno tengono acceso il dibattito tra Sindacati e Governo. Così è anche adesso, in vista delle pensioni del 2022, perché Sindacati e Governo stanno da settimane “lottando” per proporre ipotesi diverse. Il Governo mira a proporre soluzioni low cost per le sue casse, i Sindacati provano a proporre ipotesi che in qualche modo possano tutelare i lavoratori evitando di mandarli in pensione con assegni troppo bassi e eccessivamente penalizzanti. Calcolare l’età utile per andare in pensione è dunque difficile anche perché cambia a seconda dei casi: ci sono categorie di lavoratori che per esempio possono godere di una sorta di “sconto” sull’età pensionabile perché magari svolgono lavori usuranti o perché rientrano in alcune specifiche categorie (per esempio i caregiver ovvero coloro che lavorano ma allo stesso tempo sono costretti a prendersi cura di un familiare con disabilità grave). Quando si va in pensione, allora? La risposta è: dipende da caso a caso.

Cosa sono i contributi previdenziali

Come specifica l’INPS nella sua circolarela contribuzione previdenziale assicura il lavoratore contro eventi che possono renderlo non idoneo alla prestazione lavorativa. Consiste, insomma, in una sorta di premio assicurativo che si paga per assicurare il lavoratore per un determinato evento come la malattia, la maternità, la disoccupazione o la pensione. I contributi previdenziali sono fondamentali per accedere alla pensione perché tra i requisiti considerati necessari dall’INPS per l’erogazione della pensione c’è appunto il raggiungimento di una soglia minima di contributi (che varia a seconda della opzione che si sfrutta per andare in pensione). Ecco perché tutti coloro che lavorano in nero (e in Italia sono purtroppo tanti), dunque senza regolare busta paga e senza contributi regolarmente versati, non possono avere accesso alla pensione che tiene appunto di conto, oltre che dell’età del lavoratore, anche degli anni di contributi regolarmente versati alle casse dello Stato.

Dove controllare il proprio stato pensionistico

I lavoratori dipendenti e autonomi che sono iscritti all’INPS potranno controllare il proprio stato pensionistico direttamente sul sito ufficiale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Per avere accesso al sito dell’INPS occorre essere in possesso delle credenziali. Si dovrà allora creare un proprio profilo per poter entrare in possesso di tutte le informazioni utili. Le possibilità di accesso al sito dell’INPS sono tante. si può accedere con SPID, CIE o con il PIN che però dovrà essere attivato poi dallo stesso Istituito (ma il procedimento non porterà via troppo tempo). 

In caso di lavoratori liberi professionisti iscritti ad altre casse diversa dall’INPS, le informazioni sul proprio stato pensionistico andranno richieste direttamente all’ente al quale vengono pagati i contributi di anno in anno.

Errori pensione: a chi rivolgersi

Può purtroppo capitare che ci siano degli errori nel calcolo della pensione. In questo caso a chi ci si deve rivolgere? La questione allarma da sempre tutti coloro “vittime” di questi errori che non dovrebbero capitare e invece sono molto più frequenti di quello che si potrebbe immaginare. Nel caso si riscontrino errori di calcolo pensione, esiste un modo per correre subito ai ripari e ottenere dunque quanto spetta.

Intanto il consiglio generale è quello di verificare sempre la corretta corresponsione della quota di perequazione dovuta per legge, mediante una consulenza previdenziale che può fare la differenza in positivo. In questo modo ci si può infatti accorgere degli eventuali errori in modo quasi diretto, evitando così di lasciar passare troppo tempo perché potrebbe rivelarsi controproducente. In caso di calcolo pensione Inps che non torna, ci si può rivolgere direttamente all’INPS, tramite sito internet oppure direttamente alla sede territoriale competente che accoglierà la domanda e farà dunque le dovute verifiche richieste prima di pronunciarsi al riguardo.

Ultime notizie sulla pensione

Sei anche tu alla ricerca di informazioni sulle pensioni? La normativa è piuttosto complessa e tanti sono i cambiamenti all’orizzonte soprattutto per quanto riguarda le pensioni anticipate visto che con il 31 dicembre del 2021 Quota 100 sarà definitivamente cancellata e non sarà dunque una opzione disponibile per andare in pensione con qualche anno di anticipo (anche se ad ogni modo questa opzione riguardava solo alcune categorie di lavoratori).

Tuttavia il tema delle pensioni è da sempre dibattuto anche perché il Governo ogni anno cerca di ritoccare le opzioni presenti per trovare soluzioni che siano non troppo impattanti per le sue casse. Così sta succedendo anche attualmente per le pensioni anticipate: i Sindacati propongono una Quota 41 per tutti, il Governo sta prendendo tempo per cercare una soluzione alternativa che potrebbe essere la doppia quota proposta dal presidente INPS, Pasquale Tridico e che, chiaramente, sarebbe più vantaggiosa per lo Stato che per i lavoratori (garantirebbe una prima pensione già a 62-63 anni ma con l’assegno calcolato solo con il sistema contributivo mentre per quello retributivo occorrerebbe attendere il raggiungimento dei 67 anni di età, con chiara penalizzazione per i lavoratori). Insomma la regolamentazione sulle pensioni è in continua evoluzione ma entro la fine di questo 2021 il Governo detterà le regole in vista del nuovo anno per tutti coloro che attendono di sapere cosa regalerà loro il futuro. La Riforma Pensioni dunque è sul tavolo dell’Esecutivo e tra poche settimane si saprà con maggiore chiarezza a cosa alcuni lavoratori prossimi alla pensione potranno andare incontro.

Grazie allo staff di CircuitoLavoro potrai comunque avere info sempre aggiornate sulle pensioni e capire se puoi rientrare tra coloro che potranno finalmente smettere di lavorare dopo anni e anni di contributi regolarmente accumulati. Continua a seguirci, noi continueremo a lavorare per te con grande dedizione per fornirti un servizio sempre puntuale.