Categorie Protette: Guida e Annunci di Lavoro 2022

Chi può accedere alle categorie protette e come farne richiesta

Delle categorie protette fanno parte tutti quei soggetti che rientrano nel “collocamento obbligatorio”, ovvero la promozione e l’integrazione lavorativa di tutte le persone con disabilità nel mondo del lavoro, ma non solo: in questa categoria, infatti rientrano anche le persone che si trovano in una particolare situazione personale. Importante è quindi sapere quali sono nel dettaglio i soggetti che possono rientrare nelle categorie protette, quali sono i vantaggi per il lavoratore e infine come procedere all’inserimento e come farne richiesta. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle categorie protette, le assunzioni e gli annunci di lavoro dedicati.

Cosa sono le categorie protette e la legge 68 99

Il diritto al lavoro per tutti i cittadini è riconosciuto dallo Stato con la legge n.68 del 1999. Questa, infatti, è la “legge sul collocamento obbligatorio”, tra le più importanti applicazioni pratiche del principio costituzionale sancito dal terzo comma dell’art. 38 secondo cui “gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale”. Ma quali sono gli obbiettivi di questa legge? La finalità è quella di promuovere l’integrazione lavorativa di tutte quelle persone che presentano disabilità o che necessitano servizi di sostegno e collocamento mirato. In tal senso, è stato inserito un obbligo a carico delle imprese: le aziende con almeno 15 dipendenti, infatti, sono obbligate ad assumere almeno un lavoratore che rientri nelle “categorie protette”.

Categorie protette e lavoro: chi può accedere?

I lavoratori che possono accedere alle categorie protette non sono solo le persone affette da disabilità, ma anche coloro che si trovano in situazioni personali particolari. I casi più ricorrenti che permettono ai lavoratori di rientrare nelle categorie protette riguardano le seguenti disabilità:

  • possono accedere alle categorie protette tutte le persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento;
  • persone invalide con un grado di invalidità superiore al 33 per cento (quest’ultimo deve essere accertato dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL) in base alle disposizioni vigenti);
  • persone non vedenti o sordomute;
  • persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio;

Oltre alle persone invalide e con disabilità, possono rientrare nelle categorie protette anche altri soggetti che pur non avendo disabilità, per la loro situazione personale hanno il diritto di accedere, quali:

  • i figli e i coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio o in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per queste cause;
  • i figli e i coniugi di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro.

Quali aziende sono obbligate all’assunzione delle categorie protette?

Il “collocamento obbligatorio” è così definito, dal momento che vi sono alcune aziende che hanno l’obbligo di assumere i lavoratori che rientrano nelle categorie protette. Questo però dipende dalle dimensioni dell’azienda:

  • è obbligatorio assumere almeno 1 lavoratore con disabilità per le aziende con almeno 15 dipendenti;
  • per le società con almeno 35 lavoratori il numero di lavoratori con disabilità da assumere sale a 2;
  • da 51 dipendenti in su è obbligatorio assumere il 7% del personale impiegato.

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori che non sono affetti da disabilità, pur rientrando nelle categorie protette le condizioni cambiano:

  • è obbligatorio assumere almeno 1 lavoratore se i dipendenti dell’azienda sono compresi tra i 51 e i 150;
  • per le aziende con più di 150 dipendenti la percentuale è dell’1%;

Ogni azienda deve garantire il collocamento obbligatorio e per questo è tenuta ad inviare entro il 31 gennaio un prospetto informativo che riporta lo stato occupazionale alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. Per chi non rispetta gli obblighi di assunzioni sono previste sanzioni amministrative che possono arrivare anche a 153,20 euro al giorno per ciascun lavoratore con disabilità che risulta non occupato nella stessa giornata.

Categorie protette al lavoro, i vantaggi per l’azienda

La normativa prevede anche alcune agevolazioni per le aziende, volte proprio ad incentivare l’assunzione di lavoratori appartenenti alle categorie protette. Di seguito tutte le agevolazioni previste:

  • per l’assunzione di lavoratori con una percentuale di invalidità oltre il 79% sono previsti fino a 8 anni di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali;
  • fino a 8 anni di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali finalizzato all’inserimento di lavoratori con un handicap intellettivo e psichico (a prescindere dalla percentuale di invalidità);
  • fino a 5 anni di fiscalizzazione del 50% per l’inserimento in azienda di lavoratori con una percentuale di invalidità compresa tra il 67 e 79%;
  • rimborso parziale delle spese sostenute per adeguare il posto di lavoro a soggetti con percentuale di invalidità superiore al 50% o per predisporre tecnologie finalizzate al telelavoro.

Inoltre, sono previsti anche alcuni casi di esonero, per aziende che presentano queste caratteristiche:

  • aziende in liquidazione o in stato di fallimento dichiarato;
  • aziende in fase di ristrutturazione, o riorganizzazione aziendale;
  • aziende in mobilità;
  • aziende che abbiano stipulato contratti di solidarietà;
  • per alcune mansioni, aziende operanti nel trasporto pubblico aereo, marittimo, terrestre e nel trasporto delle funivie, nonché nel settore edile.

Quali sono i doveri e i vantaggi della categoria protetta

Una volta che viene assunto, il lavoratore che appartiene alle Categorie protette possiede un contratto che è regolato dalle stesse norme che vengono applicate agli altri lavoratori. Inoltre, con la Legge 104 i lavoratori affetti da disabilità hanno diritto ad usufruire di permessi retribuiti dall’INPS (tre giorni lavorativi). Il lavoratore appartenente alle categorie protette ha inoltre lo stesso trattamento economico degli altri dipendenti, oltre il dovere di svolgere il medesimo orario di lavoro (sono compresi anche gli straordinari e i turni se la disabilità lo permette). Il contratto di lavoro della categoria protetta può essere interrotto per giusta causa o nel caso si aggravino le condizioni di salute del lavoratore (o se per esempio queste ultime rendono problematico lo svolgimento del lavoro stesso).

Lavoro per disabili: i concorsi e gli annunci per le categorie protette

Per le categorie protette vengono pubblicati ogni giorno annunci di lavoro in aziende di tutto il territorio nazionale. Non solo: in modo specifico nella pubblica amministrazione vengono indetti concorsi esclusivi per le persone affette da disabilità. Per partecipare è necessario rispettare i requisiti richiesti al candidato e quest’ultimo dovrà presentare tutti i documenti che certificano il suo stato, come la percentuale di invalidità, la categoria di appartenenza e la fotocopia di un documento di riconoscimento valido. Vi sono alcuni settori, poi che presentano limitazioni per alcune mansioni come polizia, protezione civile e difesa nazionale. In questi casi è prevista l’assunzione di categorie protette, ma solo nei servizi amministrativi.

Come richiedere l’iscrizione alle categorie protette

Richiedere l’iscrizione alle categorie protette è semplice: basta recarsi al Centro per l’impiego della provincia di residenza con la documentazione medica che attesti la percentuale di invalidità richiesta per legge. Questa percentuale è stabilita da una commissione sanitaria dell’Asl territorialmente competente (formata da medici Asl e integrata da un medico Inps), tramite una visita. Come procedere per richiedere l’invalidità quindi?

  • Bisogna recarsi dal proprio medico curante che una volta attestata l’infermità completa moduli di certificazione predisposti dall’Inps. Il certificato definito “certificato introduttivo” è compilato al computer e inviato per via telematica all’Inps;
  • Viene generato un codice che viene poi consegnato al paziente insieme alla firma del medico curante.
  • Chi è affetto da invalidità deve poi richiedere una visita dalla commissione sanitaria. Questo è possibile presentando all’Inps per via telematica il certificato introduttivo redatto dal medico. Questo può essere inviato personalmente o tramite Caf e patronato.
  • Il certificato viene abbinato alla domanda presentata dal paziente ed entro 30 giorni si viene convocati per la visita con raccomandata con avviso di ricevimento o tramite email;
  • dopo la visita dove viene richiesta tutta la documentazione sanitaria, la commissione redige un verbale elettronico attestante la percentuale di invalidità. Viene redatta anche la «scheda funzionale», in cui vengono indicate quali sono le capacità lavorative del soggetto e le mansioni a cui può essere adibito.
  • Il verbale viene infine inviato dall’Inps alla persona interessata. Se il verbale accerta un’invalidità superiore al 45% il paziente può recarsi al Centro per l’impiego dove dovrà compilare un modulo che attesta il possesso di alcuni requisiti: età superiore a 15 anni, non essere in età pensionabile, stato di disoccupazione, possesso della percentuale di invalidità richiesta dalla legge.

Basterà poi sottoscrivere il modulo e consegnarlo per essere iscritti alle liste per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Greta Esposito
Greta Esposito
Copywriter e web editor, ho la fortuna di fare della scrittura la mia professione. Non viaggio mai senza musica in cuffia e amo le maratone di film in bianco e nero. Di cosa non posso fare a meno? Della libertà di gestire il mio tempo per dedicarmi alle mie passioni.
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