Contratto Collettivo Nazionale del Commercio: cosa c’è da sapere

Cos’è il CCNL Commercio? Analizziamo le categorie professionali destinatarie e le relative ferie, la malattia, i permessi e l’inquadramento per livello.

Indice dei contenuti

  1. Contratto Collettivo Nazionale del Commercio: cosa c’è da sapere
  2. Tabelle retributive e livelli: cosa sono e quanto si guadagna
  3. Preavviso, malattia e periodo di prova: tutte le info
  4. Dimissioni CCNL Commercio e gestione del TFR
  5. Come funzionano i permessi e gli straordinari
  6. Ultime notizie ed aggiornamenti sul CCNL

Il CCNL Commercio è il contratto che regolamenta l’attività delle imprese del settore terziario, della distribuzione e dei servizi e di tutte le persone che ivi lavorano. Viene rinnovato ogni quattro anni e, al tavolo della contrattazione, siedono le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro. Ogni volta che si è in prossimità del rinnovo del contratto, però, i termini slittano. E ogni volta coloro che lavorano in questo settore, e sono tanti, devono attendere eventuali nuove disposizioni per capire come muoversi nel modo giusto all’interno di un settore che abbraccia numerose aziende e che, soprattutto, si dimostra in continua evoluzione.

Possiamo affermare che il CCNL disciplina dunque in modo unitario i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato (rispettando le clausole presenti per questo ultimo caso) tra tutte le aziende del terziario di mercato che con regolarità svolgano la loro attività. L’attività comprende anche la vendita per corrispondenza ed il commercio elettronico che negli ultimi anni ha aumentato di gran lunga il suo raggio di azione visto che sono maggiore è anche la richiesta on line rispetto a un tempo.

L’obiettivo di questo contratto è quello di determinare, in linea generica, il contenuto essenziale dei rapporti di lavoro in un determinato settore produttivo (in questo caso quello del settore commercio). Bisogna infatti ricordare che esistono contratti diversi a seconda del settore in cui l’azienda opera (non a caso i contratti per i metalmeccanici sono diversi da quelli degli artigiani e per loro vale una regolamentazione che in parte è diversa).


Tabelle retributive e livelli: cosa sono e quanto si guadagna

CCNL commercio livelli, cosa sapere? Il CCNL prevede otto livelli retributivi, dal VII a salire fino ai quadri. Per ogni specifico ruolo è previsto un determinato livello di assunzione che va rigorosamente rispettato pena salate sanzioni nel caso di verifica da parte degli organi preposti. Nello specifico:

  • livello 7, riservato ad addetti alle pulizie e garzone
  • livello 6, per gli operai comuni
  • livello 5, per impiegati d’ordine e operai qualificati
  • livello 4, destinato a impiegati d’ordine e operai specializzati
  • livello 3, per impiegati di concetto e operai specializzati provetti
  • livello 2, per impiegati di concetto
  • livello 1, riservato a impiegati direttivi
  • Quadri

Per legge, dunque, le imprese di questo settore che assumono personale dovranno farlo rispettando i livelli sopra indicati e considerando le specifiche tabelle retributive del CCNL Commercio. A ogni livello corrisponde infatti una specifica retribuzione. Il compenso lordo mensile del dipendente è determinato sommando: retribuzione minima, indennità contingenza e il terzo elemento (spiegheremo più avanti di che cosa si tratta). Inoltre, ai soli lavoratori inquadrati nel VII livello spetta un importo di 5,16 euro mensili a titolo di elemento distinto della retribuzione. Sarà ovviamente un professionista del settore a stipulare il contratto per il nuovo dipendente determinandone anche il valore della busta paga. Difficile, insomma, poter dire quanto si guadagna. Quel che è certo che le regole in materia sono rigide e da loro non si scappa.

Detto della retribuzione minima fissata per ogni livello, passiamo all’indennità di contingenza che potrebbe essere definita come l’elemento della retribuzione che ha il compito di adeguare la retribuzione alla variazione del costo della vita. Una misura che è stata introdotta in Italia nel primo dopoguerra proprio per tutelare i lavoratori che di base vivevano condizioni di grande difficoltà economica e che tutt’oggi è in vigore come tutela per i lavoratori stessi anche se in modalità diverse a seconda dei casi. Per esempio, in molti contratti collettivi l’indennità di contingenza è di fatto inglobata nel minimo contrattuale. Il terzo elemento è un’altra delle variabili che a va a determinare lo stipendio del lavoratore del settore terziario e che viene stabilito a livello provinciale e regionale.

Preavviso, malattia e periodo di prova: tutte le info

Cosa sapere sul preavviso CCNL commercio da dare quando si è sotto regolare contratto nel settore terziario? I diversi termini di preavviso corrispondono a diverse anzianità di servizio. Vengono calcolati in giorni e sono diverse in caso di licenziamento o di dimissioni.

Preavviso licenziamento CCNL Commercio (con valori riferiti a chi ha meno di 5 anni di servizio, fino a 10 anni di servizio e oltre 10 anni di servizio):

  • livelli Q-1: 60 gg, 90 gg, 120 gg
  • livelli 2-3: 30 gg, 45 gg, 60 gg
  • livelli 4-5: 20 gg, 30 gg, 45 gg
  • livelli 6-7: 15 gg, 20 gg, 20 gg

Preavviso dimissioni CCNL Commercio:

  • livelli Q-1: 45 gg, 60 gg, 90 gg
  • livelli 2-3: 20 gg, 30 gg, 45 gg
  • livelli 4-5: 15 gg, 20 gg, 30 gg
  • livelli 6-7: 10 gg, 15 gg, 15 gg

Il preavviso, e questo vale per entrambi i casi, decorre dal 1° o dal 16° giorno di ciascun mese.

E come viene regolamentata invece la malattia? Ecco qualche indicazione sulla conservazione del posto di lavoro: 180 giorni nell’anno solare, eventuali 120 giorni possono essere aggiunti di aspettativa e altri 12 mesi in caso di gravi patologie (che andranno ovviamente dimostrato con apposita documentazione clinica).

In caso di assenza dal lavoro per malattia, il CCNL Commercio prevede un trattamento economico a carico dell’azienda ad integrazione di quanto corrisposto da INPS e INAIL. Per gli eventi di malattia:

  • indennità a carico INPS al 50% dal 4º al 20º giorno e pari al 66,66% dal 21º al 180º giorno
  • integrazione dell’indennità INPS da parte dell’azienda pari al 100% per i primi tre giorni, al 75% dal 4º al 20º giorno e al 100% dal 21º in poi

Qualche informazione anche sul periodo di prova che viene sempre proposto al lavoratore prima dell’assunzione vera e propria che arriva dunque in un secondo momento. Come viene regolamentato? Il CCNL fissa a sei mesi il periodo di prova.

Dimissioni CCNL Commercio e gestione del TFR

Le dimissioni CCNL Commercio devono essere rassegnate sempre in forma scritta attraverso una lettera raccomandata o un altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento. Questo per non incappare in spiacevoli inconvenienti: mettendo la cosa nero su bianco, insomma, si evitano i più comuni problemi specialmente in caso di dimissioni che, in alcuni casi, possono essere originate da attriti e diversità di vedute tra datore e dipendente. Occorrerà inoltre rispettare precisi termini di preavviso a decorrere dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese:

Fino a 5 anni di servizio

  • livelli Q-1: 45 gg di calendario
  • livelli 2-3: 20 gg di calendario
  • livelli 4-5: 15 gg gg di calendario
  • livelli 6-7: 10 gg gg di calendario

Da 5 anni a 10 di servizio

  • livelli Q-1: 60 gg di calendario
  • livelli 2-3: 30 gg di calendario
  • livelli 4-5: 20 gg gg di calendario
  • livelli 6-7: 15 gg gg di calendario

Oltre 10 anni di servizio

  • livelli Q-1: 90 gg di calendario
  • livelli 2-3: 45 gg di calendario
  • livelli 4-5: 30 gg gg di calendario
  • livelli 6-7: 15 gg gg di calendario

In caso di dimissioni senza preavviso da parte del lavoratore, il datore di lavoro avrà la possibilità di trattenere una parte di busta paga secondo le modalità previste dall’art 208 che disciplina la tipologia di contratti del settore terziario. Questo come parziale risarcimento per il dover affrontare una situazione di difficoltà legata appunto all’assenza del dipendente che ha lasciato il lavoro senza prima avvisare.

Per quanto riguarda il TFR ovvero il trattamento di fine rapporto, questo lo si riceverà una volta appunto terminato ufficialmente il rapporto di lavoro. Bisogna dire che non specificando l’art 2120 C.C. quando il datore di lavoro deve pagare il TFR al suo dipendente, è il Contratto Collettivo (CCNL) che regola il rapporto di lavoro a fissare modalità e tempistiche. Secondo il CCNL Commercio il pagamento del TFR deve avvenire entro 45 giorni dalla fine del rapporto lavorativo.

Come funzionano i permessi e gli straordinari

Se hai dubbi su come funzionano i permessi e gli straordinari per chi è assunto con CCNL Commercio, leggi di seguito per chiarire i tuoi dubbi. Ci sono infatti regole chiare e ben precise da rispettare sia per il datore di lavoro che per il dipendente.

Il contratto collettivo riconosce il diritto dei dipendenti a un periodo di ferie pari a 26 giorni lavorativi e permessi per riduzione dell’orario di lavoro (cosiddetti ROL) pari a 56 ore annue elevate a 72 nelle aziende con più di 15 dipendenti. Ancora, sono riconosciuti al lavoratore anche i permessi per festività soppresse. E’ poi facoltà del datore di lavoro, secondo quanto recita il CCNL Commercio, di richiedere prestazioni d’opera straordinarie a carattere individuale nel limite di 250 ore annue (questo limite non si può assolutamente superare ma garantisce un ampio margine di manovra al titolare di azienda anche in caso di aumento sostanzioso del volume di lavoro da affrontare). Il dipendente, qualsiasi sia il suo ruolo, non potrà lavorare ore di straordinario se non espressamente richieste dal datore di lavoro. La disciplina su permessi e straordinari è molto chiara e non lascia spazio per fraintendimenti. Straordinari solo se autorizzati dal datore di lavoro, permessi erogabili secondo le modalità sopra descritte.

Ultime notizie ed aggiornamenti sul CCNL 

La regolamentazione del CCLN Commercio è dunque particolarmente ingarbugliata e il consiglio è quello di affidarsi sempre a un esperto professionista. In caso di dubbi sul livello con cui sei stato assunto, su straordinari e permessi, sul periodo di prova che ti è stato proposto e su tanto altro ancora potrai leggere le informazioni che noi di CircuitoLavoro ogni volta ti proponiamo per rimanere sempre aggiornato su un argomento decisamente delicato e difficile da affrontare per chi non ha molta familiarità con la materia.

 

Cos’è il CCNL Commercio? Analizziamo le categorie professionali destinatarie e le relative ferie, la malattia, i permessi e l’inquadramento per livello.

Indice dei contenuti

  1. Contratto Collettivo Nazionale del Commercio: cosa c’è da sapere
  2. Tabelle retributive e livelli: cosa sono e quanto si guadagna
  3. Preavviso, malattia e periodo di prova: tutte le info
  4. Dimissioni CCNL Commercio e gestione del TFR
  5. Come funzionano i permessi e gli straordinari
  6. Ultime notizie ed aggiornamenti sul CCNL

Il CCNL Commercio è il contratto che regolamenta l’attività delle imprese del settore terziario, della distribuzione e dei servizi e di tutte le persone che ivi lavorano. Viene rinnovato ogni quattro anni e, al tavolo della contrattazione, siedono le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro. Ogni volta che si è in prossimità del rinnovo del contratto, però, i termini slittano. E ogni volta coloro che lavorano in questo settore, e sono tanti, devono attendere eventuali nuove disposizioni per capire come muoversi nel modo giusto all’interno di un settore che abbraccia numerose aziende e che, soprattutto, si dimostra in continua evoluzione.

Possiamo affermare che il CCNL disciplina dunque in modo unitario i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato (rispettando le clausole presenti per questo ultimo caso) tra tutte le aziende del terziario di mercato che con regolarità svolgano la loro attività. L’attività comprende anche la vendita per corrispondenza ed il commercio elettronico che negli ultimi anni ha aumentato di gran lunga il suo raggio di azione visto che sono maggiore è anche la richiesta on line rispetto a un tempo.

L’obiettivo di questo contratto è quello di determinare, in linea generica, il contenuto essenziale dei rapporti di lavoro in un determinato settore produttivo (in questo caso quello del settore commercio). Bisogna infatti ricordare che esistono contratti diversi a seconda del settore in cui l’azienda opera (non a caso i contratti per i metalmeccanici sono diversi da quelli degli artigiani e per loro vale una regolamentazione che in parte è diversa).


Tabelle retributive e livelli: cosa sono e quanto si guadagna

CCNL commercio livelli, cosa sapere? Il CCNL prevede otto livelli retributivi, dal VII a salire fino ai quadri. Per ogni specifico ruolo è previsto un determinato livello di assunzione che va rigorosamente rispettato pena salate sanzioni nel caso di verifica da parte degli organi preposti. Nello specifico:

  • livello 7, riservato ad addetti alle pulizie e garzone
  • livello 6, per gli operai comuni
  • livello 5, per impiegati d’ordine e operai qualificati
  • livello 4, destinato a impiegati d’ordine e operai specializzati
  • livello 3, per impiegati di concetto e operai specializzati provetti
  • livello 2, per impiegati di concetto
  • livello 1, riservato a impiegati direttivi
  • Quadri

Per legge, dunque, le imprese di questo settore che assumono personale dovranno farlo rispettando i livelli sopra indicati e considerando le specifiche tabelle retributive del CCNL Commercio. A ogni livello corrisponde infatti una specifica retribuzione. Il compenso lordo mensile del dipendente è determinato sommando: retribuzione minima, indennità contingenza e il terzo elemento (spiegheremo più avanti di che cosa si tratta). Inoltre, ai soli lavoratori inquadrati nel VII livello spetta un importo di 5,16 euro mensili a titolo di elemento distinto della retribuzione. Sarà ovviamente un professionista del settore a stipulare il contratto per il nuovo dipendente determinandone anche il valore della busta paga. Difficile, insomma, poter dire quanto si guadagna. Quel che è certo che le regole in materia sono rigide e da loro non si scappa.

Detto della retribuzione minima fissata per ogni livello, passiamo all’indennità di contingenza che potrebbe essere definita come l’elemento della retribuzione che ha il compito di adeguare la retribuzione alla variazione del costo della vita. Una misura che è stata introdotta in Italia nel primo dopoguerra proprio per tutelare i lavoratori che di base vivevano condizioni di grande difficoltà economica e che tutt’oggi è in vigore come tutela per i lavoratori stessi anche se in modalità diverse a seconda dei casi. Per esempio, in molti contratti collettivi l’indennità di contingenza è di fatto inglobata nel minimo contrattuale. Il terzo elemento è un’altra delle variabili che a va a determinare lo stipendio del lavoratore del settore terziario e che viene stabilito a livello provinciale e regionale.

Preavviso, malattia e periodo di prova: tutte le info

Cosa sapere sul preavviso CCNL commercio da dare quando si è sotto regolare contratto nel settore terziario? I diversi termini di preavviso corrispondono a diverse anzianità di servizio. Vengono calcolati in giorni e sono diverse in caso di licenziamento o di dimissioni.

Preavviso licenziamento CCNL Commercio (con valori riferiti a chi ha meno di 5 anni di servizio, fino a 10 anni di servizio e oltre 10 anni di servizio):

  • livelli Q-1: 60 gg, 90 gg, 120 gg
  • livelli 2-3: 30 gg, 45 gg, 60 gg
  • livelli 4-5: 20 gg, 30 gg, 45 gg
  • livelli 6-7: 15 gg, 20 gg, 20 gg

Preavviso dimissioni CCNL Commercio:

  • livelli Q-1: 45 gg, 60 gg, 90 gg
  • livelli 2-3: 20 gg, 30 gg, 45 gg
  • livelli 4-5: 15 gg, 20 gg, 30 gg
  • livelli 6-7: 10 gg, 15 gg, 15 gg

Il preavviso, e questo vale per entrambi i casi, decorre dal 1° o dal 16° giorno di ciascun mese.

E come viene regolamentata invece la malattia? Ecco qualche indicazione sulla conservazione del posto di lavoro: 180 giorni nell’anno solare, eventuali 120 giorni possono essere aggiunti di aspettativa e altri 12 mesi in caso di gravi patologie (che andranno ovviamente dimostrato con apposita documentazione clinica).

In caso di assenza dal lavoro per malattia, il CCNL Commercio prevede un trattamento economico a carico dell’azienda ad integrazione di quanto corrisposto da INPS e INAIL. Per gli eventi di malattia:

  • indennità a carico INPS al 50% dal 4º al 20º giorno e pari al 66,66% dal 21º al 180º giorno
  • integrazione dell’indennità INPS da parte dell’azienda pari al 100% per i primi tre giorni, al 75% dal 4º al 20º giorno e al 100% dal 21º in poi

Qualche informazione anche sul periodo di prova che viene sempre proposto al lavoratore prima dell’assunzione vera e propria che arriva dunque in un secondo momento. Come viene regolamentato? Il CCNL fissa a sei mesi il periodo di prova.

Dimissioni CCNL Commercio e gestione del TFR

Le dimissioni CCNL Commercio devono essere rassegnate sempre in forma scritta attraverso una lettera raccomandata o un altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento. Questo per non incappare in spiacevoli inconvenienti: mettendo la cosa nero su bianco, insomma, si evitano i più comuni problemi specialmente in caso di dimissioni che, in alcuni casi, possono essere originate da attriti e diversità di vedute tra datore e dipendente. Occorrerà inoltre rispettare precisi termini di preavviso a decorrere dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese:

Fino a 5 anni di servizio

  • livelli Q-1: 45 gg di calendario
  • livelli 2-3: 20 gg di calendario
  • livelli 4-5: 15 gg gg di calendario
  • livelli 6-7: 10 gg gg di calendario

Da 5 anni a 10 di servizio

  • livelli Q-1: 60 gg di calendario
  • livelli 2-3: 30 gg di calendario
  • livelli 4-5: 20 gg gg di calendario
  • livelli 6-7: 15 gg gg di calendario

Oltre 10 anni di servizio

  • livelli Q-1: 90 gg di calendario
  • livelli 2-3: 45 gg di calendario
  • livelli 4-5: 30 gg gg di calendario
  • livelli 6-7: 15 gg gg di calendario

In caso di dimissioni senza preavviso da parte del lavoratore, il datore di lavoro avrà la possibilità di trattenere una parte di busta paga secondo le modalità previste dall’art 208 che disciplina la tipologia di contratti del settore terziario. Questo come parziale risarcimento per il dover affrontare una situazione di difficoltà legata appunto all’assenza del dipendente che ha lasciato il lavoro senza prima avvisare.

Per quanto riguarda il TFR ovvero il trattamento di fine rapporto, questo lo si riceverà una volta appunto terminato ufficialmente il rapporto di lavoro. Bisogna dire che non specificando l’art 2120 C.C. quando il datore di lavoro deve pagare il TFR al suo dipendente, è il Contratto Collettivo (CCNL) che regola il rapporto di lavoro a fissare modalità e tempistiche. Secondo il CCNL Commercio il pagamento del TFR deve avvenire entro 45 giorni dalla fine del rapporto lavorativo.

Come funzionano i permessi e gli straordinari

Se hai dubbi su come funzionano i permessi e gli straordinari per chi è assunto con CCNL Commercio, leggi di seguito per chiarire i tuoi dubbi. Ci sono infatti regole chiare e ben precise da rispettare sia per il datore di lavoro che per il dipendente.

Il contratto collettivo riconosce il diritto dei dipendenti a un periodo di ferie pari a 26 giorni lavorativi e permessi per riduzione dell’orario di lavoro (cosiddetti ROL) pari a 56 ore annue elevate a 72 nelle aziende con più di 15 dipendenti. Ancora, sono riconosciuti al lavoratore anche i permessi per festività soppresse. E’ poi facoltà del datore di lavoro, secondo quanto recita il CCNL Commercio, di richiedere prestazioni d’opera straordinarie a carattere individuale nel limite di 250 ore annue (questo limite non si può assolutamente superare ma garantisce un ampio margine di manovra al titolare di azienda anche in caso di aumento sostanzioso del volume di lavoro da affrontare). Il dipendente, qualsiasi sia il suo ruolo, non potrà lavorare ore di straordinario se non espressamente richieste dal datore di lavoro. La disciplina su permessi e straordinari è molto chiara e non lascia spazio per fraintendimenti. Straordinari solo se autorizzati dal datore di lavoro, permessi erogabili secondo le modalità sopra descritte.

Ultime notizie ed aggiornamenti sul CCNL 

La regolamentazione del CCLN Commercio è dunque particolarmente ingarbugliata e il consiglio è quello di affidarsi sempre a un esperto professionista. In caso di dubbi sul livello con cui sei stato assunto, su straordinari e permessi, sul periodo di prova che ti è stato proposto e su tanto altro ancora potrai leggere le informazioni che noi di CircuitoLavoro ogni volta ti proponiamo per rimanere sempre aggiornato su un argomento decisamente delicato e difficile da affrontare per chi non ha molta familiarità con la materia.

 

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