Contratto Collettivo Nazionale Metalmeccanici: cosa c’è da sapere

Che cos’è il CCNL Metalmeccanici e quali sono le caratteristiche che lo contraddistinguono? Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa tipologia di contratto.

Occupiamoci di CCNL Metalmeccanici ovvero del contratto collettivo nazionale che riguarda tutti coloro che sono addetti all’industria metalmeccanica privata e alla installazione di impianti.

CCNL Artigiani e Industria: quali differenze?

Le regole dei CCNL Artigiani e Industria sono pressoché uguali, differenziano solo per alcuni aspetti che vi andiamo ad elencare. Le differenze tra i due tipi di contratto riguardano essenzialmente gli ambiti di applicazione dei contratti stessi e i relativi stipendi che, come sappiamo, quando si parla di CCNL vengono regolamentati da specifiche tabelle di retribuzione dalle quali non si può prescindere. Il CCNL Metalmeccanici Industria viene applicato in alcuni casi, quelli che vi andiamo a elencare di seguito:

  • quando il lavoratore è impiegato in stabilimenti al settore metalmeccanico dove si lavora il metallo in via esclusiva, prevalente o quantitativamente rilevante
  • in stabilimenti siderurgici
  • in unità produttive e/o operative e di servizio, ricerca, progettazione e sviluppo che abbiano un legame forte e diretto con il settore metalmeccanico

Il CCNL Metalmeccanici Artigiani, invece, vale per tutti gli altri dipendente di aziende più o meno grandi che lavorano nei seguenti settori:

  • lavorazione del metallo
  • riparazione e manutenzione di macchinari e impianti
  • produzione e/o installazione di macchinari
  • produzione e/o installazione di impianti e utensili
  • costruzione di automobili, navi, treni e aerei

Livelli e Minimi tabellari

Così come per un qualsiasi contratto nazionale del lavoro, anche il CCNL Metalmeccanici si avvale di livelli e minimi tabellari che decidono nella sostanza il valore della busta paga (e quindi di quanto una persona può arrivare a guadagnare in fondo a un mese).

I livelli, per coloro che lavorano in questo settore, sono 8: ciascun livello determina la paga di ogni lavoratore. Stando agli ultimi aggiornamenti in materia, i livelli (e rispettivamente la retribuzione associata a ciascuno) sono i seguenti:

  • livello 8 per lavoratori Quadri: 2.356,52 euro
  • livello 7 per lavoratori specialisti: 2.301,31 euro
  • livello 6 per lavoratori amministrativi e tecnici: 2.061,41 euro
  • livello 5 per lavoratori con specifiche competenze e conoscenze di attrezzature complesse: 1.921,46 euro
  • livello 5 Super, per lavoratori con specifiche competenze 1.792,65 euro
  • livello 4, per lavoratori qualificati con specifiche competenze e conoscenze tecnico-pratiche: 1.673,87 euro
  • livello 3 Super, per lavoratori che svolgono mansioni di tutoraggio formativo per apprendisti o affiancamento per nuovi assunti e attività di team leader: 1.639,20
  • livello 3, per lavoratori qualificati con specifico diploma di qualifica di istituti professionali: 1.604,53 euro
  • livello 2, per lavoratori con competenze elementari ma prossimi all’abilitazione per mansioni come montatori, saldatori, collaudatori: 1.446,92  euro
  • livello 1, per lavoratori impiegati in mansioni semplici senza alcuna specifica conoscenza o competenza: 1.310,80 euro

Ovviamente a mano a mano che sale di livello, il lavoratore vedrà aumentare anche la sua paga.

Ci sono poi i minimi tabellari, importanti per la classificazione unica dei lavoratori. Gli addetti ai lavori, per calcolare il valore della busta paga di ciascun lavoratore dipendente, ne dovranno tenere rigorosamente di conto.

Preavviso, malattia: tutte le info

CCNL metalmeccanici preavviso: è determinante da entrambe le parti per risolvere il rapporto di lavoro. Vale cioè sia nel caso del datore di lavoro che voglia licenziare il suol dipendente sia in caso di dimissioni volontarie del dipendente stesso. Insomma occorre dare sempre il preavviso qualsiasi sia la parte che vuole interrompere il rapporto lavorativo. I termini del preavviso, cioè quanto tempo prima occorre dare avviso di cessazione del rapporto, sono stabiliti come a seconda dell’anzianità e della categoria professionale cui appartiene il lavoratore. I termini di disdetta decorrono dal giorno del ricevimento dell’atto di dimissioni o di licenziamento. Il periodo di preavviso si calcola quindi dal giorno successivo.

Ecco allora il periodo di preavviso obbligatorio a seconda dell’anzianità e del livello di ogni dipendente:

Fino a 5 anni di anzianità

  • quadri, livelli 8-7 e 6: 2 mesi
  • livelli 4,5, e 5 Super: 1 mese e 15 giorni
  • livelli  2, 3 e 3 Super: 10 giorni
  • livello 1: 7 giorni

Da 5 a 10 anni:

  • quadri, livelli 8-7 e 6: 3 mesi
  • livelli 4,5, e 5 Super: 2 mesi
  • livelli  2, 3 e 3 Super: 20 giorni
  • livello 1: 15 giorni

Oltre i 10 anni:

  • quadri, livelli 8-7 e 6: 4 mesi
  • livelli 4,5, e 5 Super: 2 mesi e 15 giorni
  • livelli  2, 3 e 3 Super: 1 mese
  • livello 1: 20 giorni

Per quanto riguarda il capitolo malattia, invece, cosa sapere? In caso di malattia o infortunio sul lavoro, il lavoratore dipendente sarà obbligato a inviare regolare certificato medico al datore di lavoro, avvisandolo tempestivamente della sua assenza. La malattia sarà così regolamentata: retribuzione pari al 100% per tutto il periodo della malattia e se questa dura più di 7 giorni, viene pagata dal primo giorno, Se invece dura meno di 7 giorni viene pagata solo dal quarto giorno in poi. Dal 151esimo giorno di malattia, però, la retribuzione per scende al 66,66% e oltre il 180esimo giorno di malattia non è previsto più alcun pagamento.

Dimissioni CCNL Metalmeccanici e TFR

Le dimissioni andranno comunicate esclusivamente per scritto, non ci sono altri modi per comunicare di aver deciso di smettere di lavorare per una determinata azienda. Come già specificato prima, il preavviso è determinante. Ricordiamo che ci sono dei casi in cui il preavviso non è obbligatorio se si rassegnano le dimissioni. Tra i tanti, segnaliamo la giusta causa, la gravidanza, la maternità o paternità fino ai 3 anni di vita dl bambino, mobbing.

E cosa sapere sul pagamento del trattamento di fine rapporto, più comunemente conosciuto come TFR? Il termine di pagamento TFR previsto per i lavoratori metalmeccanici è di 30 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. Se il datore di lavoro non paga entro questo termine, sarà obbligato a aggiungere al valore del TFR anche gli interessi di mora che saranno calcolati applicando il tasso di interesse legale stabilito ogni anno dall’ISTAT.

Ci sono purtroppo casi in cui il datore di lavoro tarda a pagare il TFR perché non ha disponibilità economica per liquidarlo al suo dipendente. Cosa fare in questi casi? Qualora la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga per dimissioni o per licenziamento durante il periodo di prova, ovvero alla fine del periodo stesso, l’azienda è tenuta a retribuire il solo periodo di servizio prestato integrando tale trattamento, in caso di lavorazione a cottimo, con il guadagno spettante per il lavoro eseguito. Il dipendente potrà inviare una lettera di messa in mora, una sorta di sollecito ufficiale in cui invita il datore di lavoro ad adempiere ai suoi obblighi.

Se il sollecito non porterà alcun risultato, sarà necessario adire le vie legali (decreto ingiuntivo TFR o ricorso ordinario). C’è una cosa importante da sapere nel caso in cui si faccia fatica a ricevere il trattamento di fine rapporto: il termine di prescrizione del TFR è di 5 anni dal momento in cui il rapporto di lavoro è cessato. Far passare più tempo potrebbe rivelarsi molto pericoloso perché il lavoratore non potrebbe dunque più pretendere niente.

Come funzionano i permessi e il periodo di prova?

Anche per quanto riguarda il periodo di prova, ci sono regole ben precise da rispettare proprio relative alle tempistiche:

  • quadri, livelli 8-7 e 6: 6 mesi (durata ordinaria), 3 mesi (durata ridotta)
  • livelli 4,5, e 5 Super: 3 mesi (durata ordinaria), 2 mesi (durata ridotta)
  • livelli  2, 3 e 3 Super: 1 mese e mezzo (durata ordinaria), 1 mese (durata ridotta)
  • livello 1: 1 mese (durata ordinaria), 20 giorni (durata ridotta)

Per quanto riguarda l’obbligo e la durata del periodo di prova di ogni lavoratore, fa testo soltanto la lettera di assunzione con relativa data in evidenza. Qualora la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga per dimissioni o per licenziamento durante il periodo di prova, l’azienda sarà tenuta a retribuire il solo periodo di servizio prestato.

Il dipendente potrà inviare una lettera di messa in mora, una sorta di sollecito ufficiale in cui invita il datore di lavoro ad adempiere ai suoi obblighi.

Se il sollecito non porterà alcun risultato, sarà necessario adire le vie legali (decreto ingiuntivo TFR o ricorso ordinario). C’è una cosa importante da sapere nel caso in cui si faccia fatica a ricevere il trattamento di fine rapporto: il termine di prescrizione del TFR è di 5 anni dal momento in cui il rapporto di lavoro è cessato. Non far passare più tempo perché potrebbe essere per te molto controproducente.

Per quanto riguarda invece i permessi, il CCNL Metalmeccanica riconosce 104 ore complessive di permessi retribuiti di cui 72 a titolo di riduzione dell’orario e 32 per ex-festività.

Ferie, Trasferte e Straordinari: tutti i dettagli

Il CCNL Metalmeccanici riconosce un periodo minimo di ferie pari a quattro settimane per tutti coloro che hanno un’anzianità di servizio in azienda non superiore a dieci anni compiuti. Quattro settimane e un giorno per chi ha un’anzianità aziendale tra i dieci e i diciotto anni compiuti e cinque settimane in caso di anzianità oltre i diciotto anni compiuti.

Per quanto riguarda le trasferte, il CCNL recita che “ai lavoratori comandati a prestare la propria opera fuori dalla sede, dallo stabilimento, dal laboratorio o cantiere per il quale sono stati assunti o nel quale fossero stati effettivamente trasferiti, compete un rimborso delle spese dagli stessi sostenute nell’interesse del datore di lavoro“.

Il CCNL Metameccanici disciplina anche gli straordinari che devono essere contenuti nei limiti massimi di 2 ore giornaliere e 8 ore settimanali (200 ore all’anno per ciascun lavoratore). Per le aziende fino a 200 dipendenti il limite massimo individuale annuo è fissato in 250 ore.

Ultime notizie ed aggiornamenti sul CCNL 

Segui su CircuitoLavoro tutti gli ultimi aggiornamenti e le notizie relative al CCNL Metalmeccanici per avere sempre informazioni fresche e al passo con le eventuali modifiche apportate a questo tipo di contratto.

 

Che cos’è il CCNL Metalmeccanici e quali sono le caratteristiche che lo contraddistinguono? Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa tipologia di contratto.

Occupiamoci di CCNL Metalmeccanici ovvero del contratto collettivo nazionale che riguarda tutti coloro che sono addetti all’industria metalmeccanica privata e alla installazione di impianti.

CCNL Artigiani e Industria: quali differenze?

Le regole dei CCNL Artigiani e Industria sono pressoché uguali, differenziano solo per alcuni aspetti che vi andiamo ad elencare. Le differenze tra i due tipi di contratto riguardano essenzialmente gli ambiti di applicazione dei contratti stessi e i relativi stipendi che, come sappiamo, quando si parla di CCNL vengono regolamentati da specifiche tabelle di retribuzione dalle quali non si può prescindere. Il CCNL Metalmeccanici Industria viene applicato in alcuni casi, quelli che vi andiamo a elencare di seguito:

  • quando il lavoratore è impiegato in stabilimenti al settore metalmeccanico dove si lavora il metallo in via esclusiva, prevalente o quantitativamente rilevante
  • in stabilimenti siderurgici
  • in unità produttive e/o operative e di servizio, ricerca, progettazione e sviluppo che abbiano un legame forte e diretto con il settore metalmeccanico

Il CCNL Metalmeccanici Artigiani, invece, vale per tutti gli altri dipendente di aziende più o meno grandi che lavorano nei seguenti settori:

  • lavorazione del metallo
  • riparazione e manutenzione di macchinari e impianti
  • produzione e/o installazione di macchinari
  • produzione e/o installazione di impianti e utensili
  • costruzione di automobili, navi, treni e aerei

Livelli e Minimi tabellari

Così come per un qualsiasi contratto nazionale del lavoro, anche il CCNL Metalmeccanici si avvale di livelli e minimi tabellari che decidono nella sostanza il valore della busta paga (e quindi di quanto una persona può arrivare a guadagnare in fondo a un mese).

I livelli, per coloro che lavorano in questo settore, sono 8: ciascun livello determina la paga di ogni lavoratore. Stando agli ultimi aggiornamenti in materia, i livelli (e rispettivamente la retribuzione associata a ciascuno) sono i seguenti:

  • livello 8 per lavoratori Quadri: 2.356,52 euro
  • livello 7 per lavoratori specialisti: 2.301,31 euro
  • livello 6 per lavoratori amministrativi e tecnici: 2.061,41 euro
  • livello 5 per lavoratori con specifiche competenze e conoscenze di attrezzature complesse: 1.921,46 euro
  • livello 5 Super, per lavoratori con specifiche competenze 1.792,65 euro
  • livello 4, per lavoratori qualificati con specifiche competenze e conoscenze tecnico-pratiche: 1.673,87 euro
  • livello 3 Super, per lavoratori che svolgono mansioni di tutoraggio formativo per apprendisti o affiancamento per nuovi assunti e attività di team leader: 1.639,20
  • livello 3, per lavoratori qualificati con specifico diploma di qualifica di istituti professionali: 1.604,53 euro
  • livello 2, per lavoratori con competenze elementari ma prossimi all’abilitazione per mansioni come montatori, saldatori, collaudatori: 1.446,92  euro
  • livello 1, per lavoratori impiegati in mansioni semplici senza alcuna specifica conoscenza o competenza: 1.310,80 euro

Ovviamente a mano a mano che sale di livello, il lavoratore vedrà aumentare anche la sua paga.

Ci sono poi i minimi tabellari, importanti per la classificazione unica dei lavoratori. Gli addetti ai lavori, per calcolare il valore della busta paga di ciascun lavoratore dipendente, ne dovranno tenere rigorosamente di conto.

Preavviso, malattia: tutte le info

CCNL metalmeccanici preavviso: è determinante da entrambe le parti per risolvere il rapporto di lavoro. Vale cioè sia nel caso del datore di lavoro che voglia licenziare il suol dipendente sia in caso di dimissioni volontarie del dipendente stesso. Insomma occorre dare sempre il preavviso qualsiasi sia la parte che vuole interrompere il rapporto lavorativo. I termini del preavviso, cioè quanto tempo prima occorre dare avviso di cessazione del rapporto, sono stabiliti come a seconda dell’anzianità e della categoria professionale cui appartiene il lavoratore. I termini di disdetta decorrono dal giorno del ricevimento dell’atto di dimissioni o di licenziamento. Il periodo di preavviso si calcola quindi dal giorno successivo.

Ecco allora il periodo di preavviso obbligatorio a seconda dell’anzianità e del livello di ogni dipendente:

Fino a 5 anni di anzianità

  • quadri, livelli 8-7 e 6: 2 mesi
  • livelli 4,5, e 5 Super: 1 mese e 15 giorni
  • livelli  2, 3 e 3 Super: 10 giorni
  • livello 1: 7 giorni

Da 5 a 10 anni:

  • quadri, livelli 8-7 e 6: 3 mesi
  • livelli 4,5, e 5 Super: 2 mesi
  • livelli  2, 3 e 3 Super: 20 giorni
  • livello 1: 15 giorni

Oltre i 10 anni:

  • quadri, livelli 8-7 e 6: 4 mesi
  • livelli 4,5, e 5 Super: 2 mesi e 15 giorni
  • livelli  2, 3 e 3 Super: 1 mese
  • livello 1: 20 giorni

Per quanto riguarda il capitolo malattia, invece, cosa sapere? In caso di malattia o infortunio sul lavoro, il lavoratore dipendente sarà obbligato a inviare regolare certificato medico al datore di lavoro, avvisandolo tempestivamente della sua assenza. La malattia sarà così regolamentata: retribuzione pari al 100% per tutto il periodo della malattia e se questa dura più di 7 giorni, viene pagata dal primo giorno, Se invece dura meno di 7 giorni viene pagata solo dal quarto giorno in poi. Dal 151esimo giorno di malattia, però, la retribuzione per scende al 66,66% e oltre il 180esimo giorno di malattia non è previsto più alcun pagamento.

Dimissioni CCNL Metalmeccanici e TFR

Le dimissioni andranno comunicate esclusivamente per scritto, non ci sono altri modi per comunicare di aver deciso di smettere di lavorare per una determinata azienda. Come già specificato prima, il preavviso è determinante. Ricordiamo che ci sono dei casi in cui il preavviso non è obbligatorio se si rassegnano le dimissioni. Tra i tanti, segnaliamo la giusta causa, la gravidanza, la maternità o paternità fino ai 3 anni di vita dl bambino, mobbing.

E cosa sapere sul pagamento del trattamento di fine rapporto, più comunemente conosciuto come TFR? Il termine di pagamento TFR previsto per i lavoratori metalmeccanici è di 30 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. Se il datore di lavoro non paga entro questo termine, sarà obbligato a aggiungere al valore del TFR anche gli interessi di mora che saranno calcolati applicando il tasso di interesse legale stabilito ogni anno dall’ISTAT.

Ci sono purtroppo casi in cui il datore di lavoro tarda a pagare il TFR perché non ha disponibilità economica per liquidarlo al suo dipendente. Cosa fare in questi casi? Qualora la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga per dimissioni o per licenziamento durante il periodo di prova, ovvero alla fine del periodo stesso, l’azienda è tenuta a retribuire il solo periodo di servizio prestato integrando tale trattamento, in caso di lavorazione a cottimo, con il guadagno spettante per il lavoro eseguito. Il dipendente potrà inviare una lettera di messa in mora, una sorta di sollecito ufficiale in cui invita il datore di lavoro ad adempiere ai suoi obblighi.

Se il sollecito non porterà alcun risultato, sarà necessario adire le vie legali (decreto ingiuntivo TFR o ricorso ordinario). C’è una cosa importante da sapere nel caso in cui si faccia fatica a ricevere il trattamento di fine rapporto: il termine di prescrizione del TFR è di 5 anni dal momento in cui il rapporto di lavoro è cessato. Far passare più tempo potrebbe rivelarsi molto pericoloso perché il lavoratore non potrebbe dunque più pretendere niente.

Come funzionano i permessi e il periodo di prova?

Anche per quanto riguarda il periodo di prova, ci sono regole ben precise da rispettare proprio relative alle tempistiche:

  • quadri, livelli 8-7 e 6: 6 mesi (durata ordinaria), 3 mesi (durata ridotta)
  • livelli 4,5, e 5 Super: 3 mesi (durata ordinaria), 2 mesi (durata ridotta)
  • livelli  2, 3 e 3 Super: 1 mese e mezzo (durata ordinaria), 1 mese (durata ridotta)
  • livello 1: 1 mese (durata ordinaria), 20 giorni (durata ridotta)

Per quanto riguarda l’obbligo e la durata del periodo di prova di ogni lavoratore, fa testo soltanto la lettera di assunzione con relativa data in evidenza. Qualora la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga per dimissioni o per licenziamento durante il periodo di prova, l’azienda sarà tenuta a retribuire il solo periodo di servizio prestato.

Il dipendente potrà inviare una lettera di messa in mora, una sorta di sollecito ufficiale in cui invita il datore di lavoro ad adempiere ai suoi obblighi.

Se il sollecito non porterà alcun risultato, sarà necessario adire le vie legali (decreto ingiuntivo TFR o ricorso ordinario). C’è una cosa importante da sapere nel caso in cui si faccia fatica a ricevere il trattamento di fine rapporto: il termine di prescrizione del TFR è di 5 anni dal momento in cui il rapporto di lavoro è cessato. Non far passare più tempo perché potrebbe essere per te molto controproducente.

Per quanto riguarda invece i permessi, il CCNL Metalmeccanica riconosce 104 ore complessive di permessi retribuiti di cui 72 a titolo di riduzione dell’orario e 32 per ex-festività.

Ferie, Trasferte e Straordinari: tutti i dettagli

Il CCNL Metalmeccanici riconosce un periodo minimo di ferie pari a quattro settimane per tutti coloro che hanno un’anzianità di servizio in azienda non superiore a dieci anni compiuti. Quattro settimane e un giorno per chi ha un’anzianità aziendale tra i dieci e i diciotto anni compiuti e cinque settimane in caso di anzianità oltre i diciotto anni compiuti.

Per quanto riguarda le trasferte, il CCNL recita che “ai lavoratori comandati a prestare la propria opera fuori dalla sede, dallo stabilimento, dal laboratorio o cantiere per il quale sono stati assunti o nel quale fossero stati effettivamente trasferiti, compete un rimborso delle spese dagli stessi sostenute nell’interesse del datore di lavoro“.

Il CCNL Metameccanici disciplina anche gli straordinari che devono essere contenuti nei limiti massimi di 2 ore giornaliere e 8 ore settimanali (200 ore all’anno per ciascun lavoratore). Per le aziende fino a 200 dipendenti il limite massimo individuale annuo è fissato in 250 ore.

Ultime notizie ed aggiornamenti sul CCNL 

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