Excelsior: Industria chimica, Turismo e GDO sono i Settori che Assumeranno nel 2012

In questo momento di crisi e di forti cambiamenti politico-economici, sul mondo del lavoro ogni giorno ci sono buone e cattive notizie. Quali preferireste leggere per prime? Noi ve le diciamo entrambe, perché per ogni cattiva notizia ce n’è fortunatamente una buona a seguire che ci rende più digeribile la prima.

Gli studi di Confindustria prevedono un 2012 anche più duro dell’anno appena trascorso: da un articolo di Giacomo Bassi sul Sole 24 Ore che riporta questi dati, leggiamo infatti che nel corso dell’anno in quasi tutti i settori produttivi si registrerà un’ulteriore perdita di occupazione, per circa 200mila unità. Secondo gli stessi studi, il tasso di disoccupazione però dovrebbe mantenersi costante (ad eccezione purtroppo di quella che riguarda il mondo giovanile, già inesorabilmente aumentata negli ultimi mesi del 2011) e ci sarà un maggior ricorso agli ammortizzatori sociali, per cercare di tamponare gli inevitabili effetti negativi portati dal blocco delle assunzioni.

 

In questa prospettiva piuttosto nera, c’è però una luce che fa ben sperare: le analisi effettuate dall’osservatorio Excelsior 2011 di Unioncamere, incentrate sul fabbisogno professionale e formativo delle aziende, ci danno un interessante spaccato del sistema produttivo italiano che, nonostante evidenti difficoltà, è comunque caratterizzato da alcuni comparti che fanno ben sperare per l’anno appena entrato.
Come l’industria chimica, ad esempio, che nel 2011, nonostante il calo degli addetti, è stata in grado di garantire un impiego stabile ai tantissimi impiegati nel settore. O come il settore dell’industria alimentare, che lo scorso anno ha assunto circa 30mila nuovi lavoratori, e il settore turistico, che ha registrato in assoluto il maggior numero di nuove assunzioni.
Questi dati non ci danno la certezza che nel 2012 questi settori continueranno ad assumere, ma il modo in cui hanno fronteggiato le difficoltà dell’anno passato fa dedurre che sapranno fare lo stesso per il 2012.

Un dato non trascurabile è quello che riguarda la tipologia di contratti che sono stati stipulati l’anno passato: si è registrata una netta prevalenza di contratti a termine, stagionali o di apprendistato. Questi dati riflettono precisamente il momento di incertezza in cui la maggior parte delle attività versano in questo momento storico: il mercato è un continuo alti e bassi, caratterizzato da picchi stagionali, e questa tipologia di contratto consente alle aziende di avere maggiore flessibilità e adattarsi al picco in positivo o in negativo del momento.

 

In conclusione le sagge le parole della Federchimica, che siano di spunto alle medie e grandi aziende che sono nell’occhio del ciclone di questo momento negativo che l’Italia sta attraversando: le aziende che si sono internazionalizzate sono quelle che hanno risentito meno del calo dei livelli produttivi che si è avuto in Italia, proprio perché avevano messo piede anche in altri mercati.
Un consiglio importante che non è da leggere come una magica soluzione alla crisi del mondo del lavoro, ma una faticosa cordata che però può risollevare di molto la situazione attuale.

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