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Come Leggere la Busta Paga: La Guida Definitiva

Come leggere la busta paga? Può sembrare una cosa semplice e invece sono tante le variabili che entrano in gioco: ecco cosa sapere. Saper leggere la busta paga non è così scontato soprattutto per chi non ha molta dimestichezza con questo tipo di cose. Sono infatti tante le variabili che entrano in ballo e che potrebbero risultare di difficile comprensione. A chi spetta la busta paga? E come saperla leggere? E le voci della busta paga quali e quante sono? Sono queste alcune delle domande che più spesso ci si pone rispetto a questo documento. Di seguito potrai accedere ad alcune informazioni utili per capire come leggere la busta paga.

A chi spetta la busta paga

La busta paga spetta a tutti quei lavoratori che svolgono lavoro dipendente e che ogni mese, insieme allo stipendio, ricevono quello che a tutti gli effetti è un documento di riepilogo del mese appena trascorso. La Legge prevede che la busta paga sia consegnata al lavoratore nel momento stesso in cui gli viene consegnata la retribuzione. Qualora così non fosse, il lavoratore ha tutto il diritto di fare presente la cosa nelle opportune sedi e al datore di lavoro sarà applicata una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 150 a 900 euro. La ricezione della busta paga è dunque un diritto per il lavoratore: va sempre richiesta qualora il datore di lavoro temporeggi nel fornirla.

Le sezioni della busta paga

La busta paga è composta da una serie interminabili di voci, descritte anche come sezioni, che possono risultare anche di difficile comprensione per chi non è particolarmente esperto. Le sezioni della busta paga sono sei, le andiamo a elencare di seguito in modo da poterti fornire un quadro decisamente più chiaro rispetto a una questione molto importante perché di fatto riguarda quelli che sono le tutele che ti spettano da lavoratore dipendente.

Ecco allora elencate le sei sezioni della busta paga:

1. Elementi identificativi delle parti

Si tratta della sezione in cui vengono riportati i dati identificativi sia del datore di lavoro che del lavoratore. Per quanto riguarda il datore di lavoro, le informazioni specificate saranno la ragione sociale dell’azienda di cui è titolare, il codice fiscale e relativa partita IVA, l’indirizzo della sede legale dell’azienda a suo nome e le posizioni assicurative e previdenziali. Del lavoratore invece i dati specificati all’interno della busta paga saranno i seguenti: generalità anagrafiche (quindi nome e cognome, data di nascita e codice fiscale, residenza), tipo di contratto, data di assunzione, la qualifica e la mansione attribuite, il livello retributivo e la percentuale di riduzione dell’orario di lavoro nel caso di contratti di lavoro a tempo parziale.

2. Composizione della retribuzione

La composizione della retribuzione percepita è sicuramente uno degli aspetti più importanti spiegati nella busta paga. In questa voce rientrano tante variabili che concorrono al calcolo della retribuzione. Si parla di elementi ordinari e aggiuntivi della retribuzione. Tra i primi rientrano per esempio varie indennità come l’ex di contingenza e quelle di funzione, il super minimo collettivo o terzo elemento, gli scatti di anzianità e i super minimi individuali. Tra i secondi rientrano le indennità di cassa o di maneggio denaro, le indennità di trasporto e di mensa, l’indennità di vacanza contrattuale. Sempre sulla busta paga sono poi previste anche altre voci retributive che generalmente (anche se non sempre) hanno cadenza annuale. Per esempio tredicesima e quattordicesimaTFR, incentivazioni all’esodo, premi di produttività e di risultato.

3. Corpo della busta paga

E’ quello che determina e chiarisce la cifra percepita dal lavoratore. La retribuzione spettante viene quindi rapportata alla quantità della prestazione resa ed è in questo momento che, ai fini del calcolo della retribuzione, vengono tenuti in considerazione anche alcuni altri aspetti importanti come il lavoro straordinario, le festività, il lavoro notturno che ha una diversa retribuzione rispetto a quello diurno previsto da regolare contratto.

4. Determinazione delle trattenute

La busta paga certifica anche le ritenute operate dal datore di lavoro. Ecco perché la busta paga evidenzia un importo lordo e un importo netto che è poi quello che corrisponde allo stipendio del lavoratore per ogni singolo mese. Insomma nella busta paga si possono vedere con esattezza anche le trattenute previdenziali e fiscali che il datore di lavoro trattiene e successivamente versa agli enti preposti (e che concorrono alla costruzione di una pensione e al pagamento regolare delle tasse).

5. Contatori statistici

In questa voce rientrano i contatori statistici relativi alla gestione delle ferie, dei ROL (ovvero i permessi), delle ex festività e della banca ore (se istituita perché non vale per tutte le buste paga).

6. Calendario delle presenze

Leggendo la busta paga si ha accesso anche al calendario delle presenze maturate dal lavoratore dipendente in sede appunto di lavoro. Si calcolano cioè le ore di lavoro effettuate da ciascun lavoratore subordinato, l’indicazione delle ore di straordinario, delle eventuali assenze dal lavoro, anche non retribuite, delle ferie e dei riposi.

Controllo di Ferie e Permessi

Per quanto riguarda ferie e permessi, c’è da dire che questi sono disciplinati dal CCNL applicato dall’azienda. E’ bene però ricordare che le ferie sono un diritto al quale il lavoratore non deve e non può rinunciare e sono quantificate in almeno due settimane nell’anno e di ulteriori due settimane nei 18 mesi successivi. Le ferie sono insomma obbligatorie e questa importante voce non può essere sostituita dalla relativa indennità per ferie non godute. Ecco perché i giorni di ferie di cui il lavoratore ha usufruito vengono riportate sulla busta paga. E’ una sorta di dimostrazione che questo diritto da parte del lavoratore è stato garantito nel rispetto dei termini di fruizione previsti dalle norme che regolamentano i vari contratti. Per quanto riguarda i permessi, anche questi sono presenti nella busta paga: il lavoratore può usarli in caso debba assentarsi dal lavoro.

Retribuzione effettiva: lordo e netto

Come già anticipato, la busta paga presenta un totale loro e un netto e non bisogna quindi fare confusione tra i due valori. Quello che riceve il lavoratore come stipendio corrisponde al netto della busta paga ovvero alla retribuzione mensile già priva delle trattenute operate dal datore di lavoro per pagare tasse e contributi per conto del lavoratore che un domani dovrà accedere alla pensione e dovrà necessariamente essere in regola con il pagamento dei contributi all’INPS. Quando ricevi lo stipendio, dunque, devi solo sincerarti che questo corrisponda al centesimo a quanto scritto nella voce relativa alla retribuzione effettiva ovvero quella netta.

TFR in busta paga

Il TFR trattamento di fine rapporto spetta al lavoratore subordinato nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro. Non importa se il suddetto rapporto termina per licenziamento, dimissioni, o raggiungimento dell’età della pensione: il TFR è garantito per il lavoratore. Generalmente il TFR non viene pagato in busta paga se non in casi specifici e per determinati tipi di contratto di lavoro. Quando così accade, il lavoratore dipendente in busta paga vedrà anche la voce relativa al pagamento del TFR che quindi si sommerà alla retribuzione. Dove si vede il TFR in busta paga? Il suo valore sarà specificato tra le varie voci che concorrono al valore finale della busta.

Bisognerà però ricordare sempre che eventuali bonus e indennità (tipo quella di maternità, per esempio) saranno calcolate sulla base dello stipendio “reale” che non comprende il TFR che è una voce a parte anche quando viene inserito direttamente in busta paga. Questo aspetto è molto importante e la differenza tra stipendio vero e quello che si percepisce (compreso di TFR in busta) va sempre tenuta in considerazione. Infine vale la pena ricordare che la somma della liquidazione è pari al totale della retribuzione annua divisa 13,5.

Le trattenute e le tasse in busta paga

Trattenute busta paga: cosa sono? Lo abbiamo in parte già spiegato ma in questo breve paragrafo specifichiamo ancora qualche aspetto che potrebbe tornarti utile. Con il termine trattenute si intendono i soldi che figurano nella retribuzione lorda ma che appunto vengono trattenuti dal datore di lavoro per pagare al suo dipendente contributi e tasse agli entri preposti per la riscossione. In questo modo la posizione fiscale del dipendente stesso sarà regolare: sarà in pari con il Fisco per quanto riguarda il pagamento delle varie tasse previste e anche la sua situazione contributiva sarà regolare, condizione – questa determinante – per poter accedere alla pensione quando si saranno maturati tutti i requisiti fissati dall’INPS e senza i quali invece la pensione non potrà essere erogata.

Ultime notizie ed aggiornamenti sulle buste paga

La spiegazione della busta paga non è quindi semplicissima ma seguendo questi rapidi consigli leggerla ti risulterà più semplice di quanto puoi immaginare. Basterà individuare quelle voci che risultano essere necessarie per determinare il tuo reale stipendio. Ricorda che firmando la busta paga non implica l’avvenuto pagamento dell’importo indicato. In caso di mancato pagamento, invece, le copie delle buste paga da te firmate avranno piena efficacia probatoria del diritto di credito. Potrai usarle dunque per esigere ciò che ti spetta e che non ti è stato versato.

Continua allora a seguirci per avere informazioni sempre aggiornate su questo importante documento che di fatto riassume, mese dopo mese, la tua situazione lavorativa. Noi di CircuitoLavoro ti aggiorneremo in caso di novità e nuove disposizioni in materia.