Istruzione: Il Nuovo Decreto per l’Assunzione di Docenti e Personale ATA a Tempo Indeterminato

Buone notizie per presidi, insegnanti o aspiranti docenti! Per l’anno scolastico in corso, 2011-2012, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è autorizzato a trattenere in servizio 414 dirigenti scolastici ed assumere 30.300 unità di personale docente e 36.000 unità di personale ATA a tempo indeterminato.

La Gazzetta Ufficiale numero 32 del 29 Dicembre 2011 riporta il Decreto del Presidente della Repubblica del 21 Settembre 2011 che nel primo articolo offre al lettore un’interessante panoramica del travagliato percorso della legislazione italiana in materia di assunzioni di personale scolastico dal 2004 ad oggi, indice della difficoltà nell’apportare modifiche ad un settore così importante e delicato come quello dell’Istruzione.

La prima conquista risale infatti al 2004, dove la legge 311 del 30 Dicembre prevede l’esclusione del comparto scuola dal blocco delle assunzioni, mentre gli anni a seguire sono una continua emanazione di decreti con misure urgenti in materia di personale scolastico, semplificazioni, stabilizzazione della finanza pubblica fino all’Aprile 2011 quando il Ministero dell’Istruzione richiede l’autorizzazione ad assumere 429 dirigenti scolastici vista la condizione di difficoltà in cui versano numerosissime scuole pubbliche italiane data la carenza di presidi.

 

La soppressione e l’accorpamento di numerosi istituti non è stata comunque una manovra sufficiente ad ovviare il problema, per cui il Ministero ha ritenuto necessario prolungare ancora di un anno l’incarico ai dirigenti scolastici in carica per non peggiorare una situazione già di per sé piuttosto precaria.

Per le assunzioni, invece, il 3 Agosto 2011, è stato definito un programma triennale che “prevede l’assunzione di 30.300 unità di personale docente ed educativo, di cui 10.000 a completamento della richiesta di assunzioni effettuata per l’anno scolastico 2010/2011, […] utilizzando per le assunzioni le graduatorie ad esaurimento vigenti nell’anno 2010/2011 e 36.000 unità di personale ATA”.

 

L’aggettivo precario purtroppo non è casuale in questo discorso ed è la chiave del discorso: quale futuro? Se i patti saranno rispettati, quei “fortunati” 30.300 docenti, che chissà da quanti anni anelano alla stabilità, usciranno fortunatamente dalla condizione di precariato che probabilmente è stata negli anni l’unica amara costante della loro vita. Ma per tutti gli aspiranti insegnanti? Quanti anni dovranno aspettare prima di poter dire finalmente “E’ fatta!” e tirare un sospiro di sollievo? Arriveranno alla pensione (sempre se ci sarà una pensione ad aspettarli) prima di avere un posto di lavoro fisso, visto che neanche chi ha 20 anni di insegnamento alle spalle è sicuro di ottenerlo?

Ai posteri l’ardua sentenza, sperando che gli impegni vengano mantenuti e si aprano nuovi spiragli per chi, con passione, trasmette quotidianamente il suo sapere e chi sogna di farlo un giorno.

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