Addio al Reddito di cittadinanza: arriva «Mia», la Misura di Inclusione Attiva

La nuova misura del Governo per le famiglie meno abbienti

Si chiama «Mia», ovvero «Misura di inclusione attiva», la nuova misura del Governo che sostituirà il reddito di cittadinanza, costato sino ad oggi alle casse statali 27,8 miliardi di euro, come sostiene il Presidente del Codacons Carlo Rienzi.

Ora si ipotizza un sussidio che possa evitare gli squilibri del Rdc, ma che sia destinato sempre a famiglie meno abbienti o disoccupati. Il sostegno, che potrà essere richiesto fino al 31 agosto 2023 ed erogato entro la fine dell’anno, si dividerà, per importo e per durata, sulla base della situazione familiare del beneficiario.

Tra le novità esposte nella bozza della riforma:

  • la soglia Isee per fare richiesta della «Mia»: i beneficiari devono avere un reddito non superiore a 7.200 euro, rispetto ai 9.360 stabiliti per richiedere invece il Reddito di cittadinanza. L’importo finale dipenderà ovviamente dal numero dei componenti del nucleo familiare.
  • Due sono le categorie a cui è destinato il sostegno: per chi ha la possibilità di lavorare la cifra del sussidio è programmata a 375 euro per 12 mensilità; per coloro invece che non possono lavorare il sussidio previsto è di 500 euro per 18 mesi (con l’aggiunta probabilmente di un contributo di affitto).
  • Sussidio esclusivamente per cittadini italiani o dell’Ue: con diritto di soggiorno permanente o in possesso del permesso di soggiorno Ue. Potranno beneficiarne anche coloro che sono residenti in Italia da almeno 5 anni (non più 10 richiesti per il Rdc).
  • Obbligo di formazione-lavoro da 16 anni: chiunque abbia almeno 16 anni compiuti e non sono impegnati in un percorso di studi, devono obbligatoriamente far parte di una formazione-lavoro nel nuovo sussidio contro la povertà. Esclusi invece i beneficiari della «Mia» over 60 e persone con disabilità o che hanno a carico figli minori di tre anni di età o disabili gravi.
  • Sgravi fiscali per assunzioni stabili: i datori di lavoro privati che assumeranno i beneficiari della «Mia» con un contratto a tempo indeterminato avranno la possibilità di essere esonerati del versamento del 100% dei contributi previdenziali per 24 mesi e in caso di licenziamento nei 36 mesi successivi all’assunzione, il datore di lavoro deve restituire il contributo ottenuto; per i contratti a tempo determinato o stagionali è invece riconosciuto l’esonero del 50% dei contributi per un anno al massimo. Anche le agenzie possono usufruire dell’incentivo.
  • Lavoro compatibile fino a 3.000 euro: se un beneficiario avvia un’attività di lavoro dipendente, all’interno del nucleo familiare il reddito maggiore percepito non concorre alla determinazione del beneficio economico (entro i 3.000 euro).
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Non ci resta che aspettare in via definitiva l’approvazione della nuova misura, cosicché i beneficiari possano poi fare richiesta del sostegno, come redatto nel testo, per via telematica all’Inps, che una volta effettuati i controlli sui requisiti, dirigerà il richiedente a iscriversi al sistema informativo della «Mia».

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Carla Monni
Carla Monni
Giornalista, appassionata di grafica e musicista ormai per diletto. La musica è al centro della mia professione e non solo: da anni affianco infatti la scrittura redazionale alla pratica musicale, spaziando dalla musica jazz al gospel e suonando qua e là con la mia band soul funk.