Conguaglio fine anno lavoratori dipendenti, cos’è e come si calcola

Il conguaglio di fine anno considera i guadagni, le deduzioni ed eventuali modifiche alle leggi fiscali o ai piani previdenziali intervenute nel corso dell'anno

Nella busta paga di dicembre troviamo il conguaglio IRPEF di fine anno, vale a dire il ricalcolo definitivo delle imposte che il dipendente deve pagare. Ma come si calcola? Scopriamo di più.

Come viene calcolato il conguaglio di fine anno

Il conguaglio di fine anno è un’operazione contabile che viene effettuata dal datore di lavoro per verificare se l’importo delle ritenute fiscali e previdenziali operate in busta paga durante l’anno è stato sufficiente a coprire l’imposta dovuta dal dipendente.

Se le ritenute operate sono state insufficienti, il datore di lavoro dovrà trattenere dal cedolino di dicembre la differenza, ossia il saldo a debito.

Se, invece, le ritenute operate sono state superiori all’imposta dovuta, il datore di lavoro dovrà restituire al dipendente la differenza, ossia il saldo a credito.

Il conguaglio di fine anno viene effettuato considerando i seguenti elementi:

  • il reddito complessivo del dipendente, calcolato sommando tutti i redditi percepiti nel corso dell’anno, compresi quelli da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, da pensione;
  • le detrazioni fiscali spettanti al dipendente, come quelle per lavoro dipendente, per familiari a carico, per spese sanitarie;
  • le deduzioni fiscali spettanti al dipendente, come quelle per i contributi previdenziali e assistenziali, per le spese per la casa;
  • le detrazioni per oneri deducibili, come quelle per le spese mediche, per le spese di istruzione.

Il conguaglio di fine anno viene effettuato utilizzando le seguenti formule:

  • Imposta lorda = reddito complessivo x aliquota IRPEF
  • Imposta netta = imposta lorda – detrazioni fiscali – deduzioni fiscali
  • Saldo a debito = imposta netta – ritenute operate
  • Saldo a credito = ritenute operate – imposta netta
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In pratica, il conguaglio di fine anno viene effettuato sottraendo dalle ritenute operate l’imposta netta dovuta dal dipendente.

Se la differenza è positiva, il dipendente deve pagare il saldo a debito. Se la differenza è negativa, il dipendente ha diritto al rimborso del saldo a credito.

In che busta paga c’è il conguaglio

Il conguaglio di fine anno viene effettuato nella busta paga di dicembre con la dicitura “conguaglio fiscale”.

Nel caso in cui il conguaglio sia a debito, il datore di lavoro indicherà l’importo della trattenuta da effettuare.

Nel caso in cui il conguaglio sia a credito, il datore di lavoro indicherà l’importo del rimborso da effettuare.

Quando arrivano i soldi del conguaglio di fine anno

In generale, i soldi del conguaglio di fine anno arrivano con la busta paga di dicembre.

Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui il rimborso del conguaglio di fine anno può essere erogato in un momento successivo.

Per esempio, se il dipendente ha cambiato lavoro nel corso dell’anno, il nuovo datore di lavoro potrebbe effettuare il conguaglio di fine anno con la prima busta paga.

Inoltre, se il dipendente ha presentato la dichiarazione dei redditi con un ritardo superiore a 45 giorni, il rimborso del conguaglio di fine anno potrebbe essere erogato dall’Agenzia delle Entrate.

In generale, è consigliabile verificare con il datore di lavoro o con l’Agenzia delle Entrate quando arriveranno i soldi del conguaglio di fine anno.

Come paga l’IRPEF un lavoratore dipendente

I lavoratori dipendenti pagano l’IRPEF attraverso un sistema di ritenute alla fonte, che vengono operate dal datore di lavoro in busta paga.

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Le ritenute alla fonte vengono calcolate applicando all’imponibile IRPEF del dipendente le aliquote IRPEF e le addizionali regionali e comunali.

L’imponibile IRPEF è il reddito complessivo del dipendente, al netto delle detrazioni fiscali e delle deduzioni fiscali.

Le detrazioni fiscali sono detrazioni che vengono applicate all’imponibile IRPEF per ridurre l’imposta dovuta. Le deduzioni fiscali sono detrazioni che vengono applicate all’imponibile IRPEF per ridurre il reddito complessivo del dipendente. Le ritenute alla fonte vengono operate mensilmente in busta paga.

Al termine dell’anno, il datore di lavoro effettua il conguaglio di fine anno, per verificare se le ritenute operate sono state sufficienti a coprire l’imposta dovuta dal dipendente.

Se le ritenute operate sono state sufficienti, il datore di lavoro non effettuerà alcuna trattenuta o rimborso sulla busta paga di dicembre. Se, invece, le ritenute operate sono state insufficienti, il datore di lavoro tratterrà dal cedolino di dicembre la differenza, ossia il saldo a debito. Se, invece, le ritenute operate sono state superiori all’imposta dovuta, il datore di lavoro rimborserà al dipendente la differenza, ossia il saldo a credito.

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Autore
Ortensia Ferrara
Ortensia Ferrara
Classe ’83, giornalista pubblicista dal 2007, laureata in scienze della comunicazione dal marzo 2008, appassionata di scrittura creativa, giornalismo e comunicazione da sempre. Pignola, puntuale, permalosa e inguaribilmente pessimista, curiosa, noiosa e ironica.