Cosa fare per aumentare l’importo dell’Assegno di Inclusione 2024

Ecco cosa fare per aumentare l’importo dell’Assegno di Inclusione. Scopri le soluzioni e le strategie legali per massimizzare il tuo sostegno economico.

Recentemente, l’Inps ha iniziato a erogare le prime mensilità dell’Assegno di Inclusione, ma per alcune famiglie si è verificato un inconveniente: l’importo ricevuto è risultato inferiore rispetto a quanto percepivano con il Reddito di Cittadinanza.

Nonostante l’importo massimo dell’Assegno di Inclusione sia superiore a quello del Reddito di Cittadinanza (1.150 euro contro 1.100 euro), raggiungere importi elevati è più complesso. La ragione di ciò risiede nel parametro di scala di equivalenza, un valore utilizzato per determinare la soglia di reddito che la famiglia deve raggiungere grazie all’integrazione erogata dallo Stato. Tuttavia, in questo calcolo non vengono considerati gli occupabili, mentre i figli hanno un’influenza minore.

Esiste quindi il rischio che l’Assegno di Inclusione risulti inferiore al Reddito di Cittadinanza. È fondamentale prestare attenzione, ma fortunatamente esistono soluzioni legali per incrementare l’importo mensile. Si tratta di suggerimenti leciti che è possibile adottare per assicurarsi un reddito mensile più elevato rispetto a quello attualmente stabilito.

Modificare l’ISEE

L’importo dell’Assegno di Inclusione è determinato sottraendo al massimo ottenibile dalla famiglia (calcolato moltiplicando il relativo parametro di scala di equivalenza per 500 euro mensili) il reddito familiare percepito. Se l’Assegno di Inclusione è stato ridotto, una delle possibili cause potrebbe essere un reddito familiare troppo elevato.

Va sottolineato che la richiesta dell’Assegno di Inclusione si basa sull’Isee 2023, che tiene conto dei redditi del 2021. Nel caso in cui la situazione reddituale sia peggiorata nel 2022, è consigliabile richiedere al più presto l’Isee 2024 (entro marzo). Questo consentirà all’Inps di calcolare l’assegno sulla base della situazione reddituale aggiornata di due anni fa.

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Se, invece, il peggioramento è avvenuto tra il 2022 e il 2023, si può considerare la possibilità di presentare un Isee attuale. In questo caso, la situazione reddituale che influisce sul calcolo dell’Assegno di Inclusione sarà aggiornata a un anno fa.

Intervenire sul nucleo familiare

Un’altra opzione potrebbe essere di agire sul nucleo familiare. Ad esempio, è possibile rimuovere un componente con redditi elevati, ma questa soluzione è praticabile solo per coloro che non hanno legami parentali o affettivi con gli altri membri del nucleo familiare.

Per attuare questa soluzione, è necessario rivolgersi al Comune per separare gli stati di famiglia. Successivamente, occorre presentare un nuovo Isee. Poiché vi è stata una variazione nei componenti (diversa da nascita o morte), sarà inoltre necessario presentare una nuova domanda per l’Assegno di Inclusione.

Presentare domanda per l’Assegno unico

Come precedentemente accennato, nel calcolo dell’Assegno di Inclusione, i figli minori hanno un’incidenza ridotta nel parametro di scala di equivalenza. Nel Reddito di Cittadinanza, a tali figli veniva assegnato un valore pari allo 0,2, mentre con l’Assegno di Inclusione, l’Adi, il valore assegnato è dello 0,15 fino a due anni e dello 0,10 successivamente.

Va notato, tuttavia, che con l’adozione del nuovo meccanismo di supporto, l’Assegno Unico viene erogato integralmente. In contrasto, chi percepiva il Reddito di Cittadinanza otteneva un’unica integrazione, dalla quale veniva detratta la quota destinata ai minori già corrisposta con il Rdc.

Un’altra differenza rilevante è che l’Assegno Unico sarà pagato separatamente dall’Assegno di Inclusione. Pertanto, è necessario presentare una specifica domanda all’Inps. Come illustrato nel messaggio n. 258 del 2024, l’accredito avverrà fino a febbraio in base ai dati disponibili. Tuttavia, per ricevere l’importo relativo a marzo (e successivi), è indispensabile effettuare la richiesta all’Inps.

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Per garantirsi un reddito aggiuntivo rispetto all’Assegno di Inclusione, superiore a quanto percepito con il Reddito di Cittadinanza, è consigliabile agire prontamente e presentare la richiesta all’Inps entro la fine di febbraio.

Richiedere il Supporto per la formazione e il lavoro

Ci rivolgiamo ora a tutte le famiglie con membri tra i 18 e i 59 anni, non disabili e privi di carichi di cura (ossia coloro che non si occupano di una persona disabile, di un figlio di età inferiore ai 3 anni o di almeno 3 figli minori).

Nel Reddito di Cittadinanza, tali membri rientravano nel parametro di scala di equivalenza, con l’assegnazione di un valore dello 0,40. Tuttavia, con l’Assegno di Inclusione, essi non sono affatto presi in considerazione, motivo per cui l’importo può risultare più basso.

Non è tutto perduto: i maggiorenni occupabili possono presentare una domanda separata per il Supporto per la Formazione e il Lavoro, un incentivo Inps rivolto a coloro che partecipano a corsi di formazione e attività di orientamento al lavoro. Questo incentivo ha un importo fisso di 350 euro ed è cumulabile integralmente con l’Assegno di Inclusione. Costituisce pertanto una soluzione valida per aumentare l’entrata mensile complessiva.

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Autore
Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.