Equo compenso: il testo è legge, le novità per i professionisti

Il disegno di legge sull'equo compenso per i professionisti è finalmente diventato legge. Dopo essere stato approvato definitivamente in Parlamento il 12 aprile 2023, gli autonomi potranno finalmente beneficiare di una retribuzione adeguata nei confronti di grandi committenti e della pubblica amministrazione.

Dopo un periodo di oltre 24 mesi, si chiude il processo legislativo riguardante l’equo compenso per i professionisti. Il 12 aprile 2023, durante una seduta della Camera, il testo è stato approvato definitivamente e sarà presto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

La legge introduce alcune importanti novità per i lavoratori autonomi, che saranno garantiti di ricevere una remunerazione adeguata, in linea con i criteri definiti dai decreti ministeriali, nei contratti stipulati con grandi aziende e la pubblica amministrazione.

In particolare, la legge si applica ai cosiddetti “contraenti forti“, ovvero le imprese che nel corso dell’anno precedente all’incarico hanno impiegato più di 50 lavoratori o hanno ottenuto ricavi superiori a 10 milioni di euro.

Il governo e gli Ordini professionali sono soddisfatti dell’approvazione del testo, ma auspicano ulteriori interventi per proteggere i professionisti.

Equo compenso: le novità per i professionisti

Il 12 aprile 2023, la Camera ha dato il via libera definitivo al Disegno di Legge sull’equo compenso per i professionisti, che dopo un lungo percorso è stato finalmente approvato e diventato legge. Ora, si attende la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Questo provvedimento rappresenta una garanzia per tutti i professionisti, indipendentemente dal fatto che siano iscritti o meno ad un Ordine, di ricevere una retribuzione adeguata, ossia una soglia minima al di sotto della quale non sarà possibile scendere. Tale retribuzione verrà erogata in proporzione alla qualità e alla quantità del lavoro svolto, nonché alle caratteristiche della prestazione e dovrà essere in linea con i parametri stabiliti dai decreti ministeriali specifici.

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Attualmente, per la maggior parte delle professioni ordinarie, i parametri da seguire sono quelli stabiliti dal decreto ministeriale n. 140/2012, ma che necessitano di un aggiornamento. Per le professioni non ordinarie, i parametri saranno stabiliti da un decreto ministeriale ad hoc che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dovrà adottare entro due mesi dall’entrata in vigore della legge.

Il testo ha lo scopo di regolare la giusta remunerazione per i professionisti che lavorano per i “contraenti forti”, ovvero coloro che si trovano in una posizione dominante rispetto al singolo professionista e che potrebbero causare uno squilibrio nel rapporto contrattuale.

Questi contraenti forti includono:

  • banche;
  • imprese assicurative;
  • la Pubblica Amministrazione;
  • le società a partecipazione pubblica.

La legge si applica a coloro che hanno impiegato più di 50 dipendenti e hanno presentato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro nell’anno precedente all’assegnazione dell’incarico.

Tuttavia, le PMI non rientrano in questa categoria.

Nullità delle clausole

In base alle nuove disposizioni, le clausole che non prevedono una remunerazione equa e proporzionata al lavoro svolto dal professionista, tenendo conto anche dei costi sostenuti da questi ultimi, sono considerate nulle.

Inoltre, sono considerati nulli anche i patti che vietano al professionista di richiedere acconti durante la prestazione del servizio o che prevedono l’anticipo delle spese, nonché quelli che concedono vantaggi sproporzionati al committente rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro svolto.

È importante sottolineare che la nullità delle clausole non comporta la nullità del contratto nel suo complesso, che rimane valido ed efficace per il resto.

Il testo di legge prevede anche la creazione dell’Osservatorio nazionale sull’equo compenso, il quale avrà il compito di monitorare il rispetto delle disposizioni in materia di giusta remunerazione per i professionisti.

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La soddisfazione degli Ordini e delle autorità governative

Le autorità governative e gli ordini professionali sono stati molto soddisfatti dell’approvazione definitiva del disegno di legge sull’equo compenso dei professionisti, ma considerano che sia solo l’inizio di un processo. La prima firmataria del testo, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha espresso la sua soddisfazione sul suo profilo Facebook, definendo la legge come un importante traguardo per restituire dignità e giustizia ai professionisti che hanno subito condizioni economicamente inique per troppo tempo.

Anche la Ministra del Lavoro, Marina Calderone, in un comunicato stampa ufficiale, ha commentato positivamente la legge definendola una “norma di civiltà“, che rappresenta la visione del Governo sul mondo del lavoro e punta a rendere le tutele universali per tutti i lavoratori, dipendenti o autonomi che siano. Inoltre, ha annunciato che il tavolo del lavoro autonomo riprenderà presto gli incontri per esaminare e proporre ulteriori interventi sulla disciplina e a sostegno e tutela del comparto.

Il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano De Nuccio, ha definito il via libera alla legge come un passaggio molto significativo non solo per l’ampliamento delle tutele, ma anche per il positivo cambio di atteggiamento della politica nei confronti delle libere professioni.

Anche il CNDCEC ha espresso soddisfazione per l’approvazione della legge, ma ha auspicato ulteriori estensioni delle tutele in futuro. Confcommercio ha considerato la legge come un punto di partenza e non di arrivo.

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Autore
Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.