Europa: in aumento le persone che svolgono più di un lavoro

Sono diverse le motivazioni che spingono i lavoratori a svolgere più di una professione: una situazione che nel contesto europeo è sempre più diffusa e rende difficile la gestione del monte ore lavorativo e della tutela dei diritti.

Con il passare del tempo, il mercato del lavoro è diventato più flessibile. Di frequente, si cambia occupazione, datore di lavoro, oltre che il luogo in cui si svolgono comunemente le proprie mansioni. Inoltre, è aumentata la percentuale di persone che per esigenze personali decide di svolgere più di un’occupazione, anche se si tratta di una minoranza.

Svolgere più professioni, le motivazioni

Interpretare nel complesso e con oggettività la situazione attuale può essere difficile, considerando la forte incidenza di lavoro non dichiarato e del fenomeno della digitalizzazione che permette ormai di dedicarsi a più percorsi lavorativi.

Nonostante queste premesse, Eurofund ha cercato di circoscrivere il fenomeno e di analizzare alcune variabili ricorrenti.

Sono diversi i motivi che spingono una persona a svolgere più lavori. Parliamo sia di persone che non ricevono una busta paga adeguata nel primo lavoro, sia di quelle che invece non possiedono competenze qualificate tali da poter permettersi un lavoro stabile.

D’altra parte, molte persone decidono di cimentarsi in più occupazioni, in modo da allargare il proprio bagaglio di esperienze o per iniziare un’attività autonomamente.

Ad ogni modo, svolgere più professioni può incidere negativamente sulla salute e sulla sicurezza del lavoratore.

Nel 2021, in Unione europea si registrano 7.474.700 lavoratori che svolgono più di una professione.

3,87% è, invece, l’incidenza dei lavoratori con più di un lavoro sul totale degli occupati (Eurostat, 2021).

Si tratta di una piccola percentuale di lavoratori che risulta tuttavia stabile nel tempo, oscillando tra il 3 e il 4% degli occupati.

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Disgregando il dato sotto il profilo del genere, non ci sono diversità significative. Nel 2021, il 3,61% degli uomini occupati svolge più lavori, mentre le donne si posizionano al 4,18%. Andando invece ad analizzare i titoli di studio di chi ha più di un’occupazione, si registrano alcune differenze.

Le persone con il secondo lavoro sono più numerose all’aumentare dei titoli di studio

La percentuale dei lavoratori che svolgono una seconda occupazione è piuttosto bassa in assoluto ma è maggiore all’aumentare del livello dei titoli di studio. La percentuale dei laureati che svolge due lavori equivale al 4,68%, contro il 3,55% di chi ha il diploma superiore e il 2,97% di chi possiede la licenza media inferiore.

Il secondo lavoro è più diffuso nel nord Europa

Lo svolgimento di una doppia occupazione è più frequente nei paesi del nord Europa. Tra gli stati europei, infatti, quelli che vedono una maggiore incidenza di lavoratori con un’altra occupazione sono i Paesi Bassi (9,86%) seguiti da Danimarca (7,85%), Finlandia (7,42%) e Estonia (6,35%).

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Autore
Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.