In crescita le opportunità di lavoro legate alle tematiche Esg

Le opportunità per i professionisti che lavorano nell'ambito della sostenibilità, in particolare come ESG Consultant e ESG Governance, stanno crescendo del 10%. Inoltre, l'Italia mantiene il suo ruolo di leader dell'economia circolare in Europa.

Determinare se un’azienda è autenticamente sostenibile, nel senso più ampio e profondo del termine, riveste una grande importanza strategica e cruciale, specialmente nell’ambito delle valutazioni generate dalle logiche di investimento. A causa dell’evoluzione nel tempo e della rilevanza sociale e di mercato del concetto di sostenibilità, sarebbe auspicabile definire regolarmente nuove norme condivise, incentrate su una visione più ampia della sostenibilità che comprenda la tutela dell’ambiente e dei lavoratori, il coinvolgimento dei giovani e il riconoscimento professionale delle donne.

Un termine chiave in questo contesto è ESG (Environmental, Social, Governance), un parametro ufficiale per valutare le imprese.

Cosa si intende per Esg e quali sono i criteri

L’acronimo ESG, che sta per Environmental, Social and Governance, rappresenta il parametro ufficiale utilizzato per valutare le imprese in base a fattori sociali e ambientali, con principi condivisi a livello globale. Queste dimensioni sono fondamentali per verificare, misurare, controllare e, soprattutto, per prendere decisioni di supporto attraverso l’acquisto di prodotti o scelte di investimento, valutando l’impegno di un’impresa o organizzazione verso la sostenibilità.

La valutazione degli ESG comprende criteri e logiche che guidano strategie aziendali e investimenti per promuovere un impatto positivo sull’ambiente e sulla società. Le imprese che desiderano competere devono adottare questi principi, incorporarli e ridefinire i loro modelli produttivi, guardando al futuro e al benessere delle persone. Da qui deriva la crescita delle pratiche di governance aziendale ispirate a un mercato più etico e a un mondo migliore.

Un sondaggio condotto da Allianz Trade su un campione statisticamente rappresentativo di imprese italiane non finanziarie, con un fatturato di almeno 2,5 milioni di euro e operanti al di fuori del settore agricolo, ha sfruttato l’interruzione causata dalla pandemia per definire nuove regole condivise.

LEGGI ANCHE  Guida al bollo sulle fatture elettroniche: scadenze, importi e pagamento

Il 50% delle imprese italiane ritiene che il processo di transizione verso un’economia sostenibile avrà un impatto positivo sulle proprie attività. Ciò spiega la decisione di numerose aziende di aderire ai principi ESG e sviluppare modelli di business sostenibili.

In particolare, il 71,9% delle aziende di dimensioni maggiori, operanti soprattutto nel settore manifatturiero nel nord Italia e nelle grandi aziende del settore turistico e alberghiero, molte delle quali situate anche nel Mezzogiorno, hanno compreso l’importanza di modificare il loro rapporto con l’ambiente e con le persone.

Per comprendere l’entità del cambiamento, è significativo notare che solo il 4% delle aziende “non convinte” ritiene che lo sviluppo sostenibile possa ostacolare la crescita.

Più occupazione per i lavoratori che hanno a che fare con le attività legate a sostenibilità e riciclo rifiuti

Claudia Meazza, manager della divisione Banking & Real Estate di Hunters Group, spiega che negli ultimi anni l’impegno etico e morale delle aziende verso l’ambiente, la società e l’etica gestionale è diventato un asset strategico che influisce direttamente sui risultati aziendali e, di conseguenza, aumenta il valore dell’azienda.

Le opportunità di lavoro legate alle tematiche ESG stanno crescendo del 10% per tutti i professionisti che si occupano di queste aree. Attualmente, le aziende stanno cercando, in particolare, figure come ESG Consultant e ESG Governance Manager.

  • L’ESG Consultant, che riporta direttamente all’ESG Manager, supporta la divisione di Sostenibilità nelle attività di analisi e implementazione di strategie di sostenibilità, cambiamento climatico e coinvolgimento degli stakeholder. Fornisce supporto metodologico per la redazione di bilanci di sostenibilità, verifica la conformità ai principi e alle linee guida internazionali in materia di sostenibilità, revisiona i bilanci di sostenibilità e svolge due diligence ESG. La retribuzione annua lorda media per questa figura è di 35.000 euro.
  • L’ESG Governance Manager, oltre a coordinare le attività del Consultant, si concentra sull’analisi dei rischi legati alla sostenibilità, all’impatto economico, sociale e ambientale. Supporta la compilazione di indici di sostenibilità e si occupa della definizione di sistemi di misurazione per progetti di impact investing, dello sviluppo di politiche di sostenibilità nella supply chain e della definizione di politiche e sistemi di gestione per tematiche come i diritti umani, l’ambiente, la lotta alla corruzione e la diversità. La retribuzione annua lorda media per questa figura è di 50.000 euro.
LEGGI ANCHE  NASpI 2024: iscrizione automatica alla Piattaforma SIISL per disoccupati

Si tratta di una tendenza, spiega Meazza, che coinvolge aziende di ogni dimensione. Anche le PMI devono adottare pratiche “green compliant“, soprattutto per non perdere competitività sui mercati esteri. Inoltre, l’attenzione alle tematiche ESG fa crescere le aziende più rapidamente e le rende più redditizie. Si registra un aumento del fatturato fino al 5% in più rispetto a quelle aziende con dipendenti meno soddisfatti nel corso di tre anni.

L’economia circolare in Italia: il nostro Paese continua a essere un punto di riferimento

Nonostante gli allarmi riguardanti le crisi ambientali, il tasso di circolarità nell’economia globale è in diminuzione: in cinque anni siamo passati dal 9,1% al 7,2%. In altre parole, stiamo riciclando e riutilizzando meno risorse sul pianeta.

Tra le prime cinque economie dell’Unione Europea, l’Italia rimane il Paese più circolare del continente, anche se ha perso posizioni negli ultimi cinque anni, mentre altri Stati stanno accelerando. Il tasso di utilizzo circolare dei materiali in Italia è del 18,4%, superiore alla media dell’UE (11,7%) nel 2021, ma eravamo al 20,6% nel 2020 e al 19,5% nel 2019. Per quanto riguarda la produttività delle risorse, l’Italia si trova, insieme alla Francia, davanti alle altre principali economie europee con 3,2 euro generati per ogni chilogrammo di materiale consumato. Inoltre, siamo in testa anche nella percentuale di riciclo totale dei rifiuti prodotti, inclusi quelli speciali e urbani, con il 72%.

Nella classifica complessiva della circolarità delle cinque principali economie dell’UE (Italia, Germania, Francia, Spagna e Polonia), l’Italia rimane in testa, ma negli ultimi cinque anni ha perso posizioni, con la Spagna che si avvicina e mantiene un ritmo di cambiamento più rapido. Questi sono alcuni dei dati presenti nella quinta edizione del Rapporto nazionale sull’economia circolare, realizzato dal Circular Economy Network in collaborazione con Enea e con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

LEGGI ANCHE  Calendario pagamenti Inps Maggio 2024: ecco le date cruciali

La percentuale di riciclo dei rifiuti nel 2020 è stata del 53% in Europa e del 72% in Italia, uno dei tassi di riciclo più alti nell’UE. Rispetto alle altre principali economie europee, l’Italia ha consolidato il suo primato nel 2020, superando la Germania di circa 17 punti. Il tasso di crescita negli ultimi dieci anni è rimasto stabile per l’UE, mentre è aumentato dell’8% in Italia e del 3% in Spagna. Per quanto riguarda i valori pro capite, l’Italia si posiziona al primo posto con 969 kg/abitante all’anno avviati al riciclo, seguita da Germania (921), Polonia (726), Francia (625) e Spagna (472). Tuttavia, l’andamento del tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo (il rapporto tra l’uso circolare di materia e l’uso totale, comprese le materie prime vergini e le materie riciclate) è meno positivo per l’Italia.

Visita la nostra sezione dedicata ai concorsi pubblici e scopri nuove opportunità di lavoro.

Potrebbe interessarti anche
- Advertisement -
Ultimi articoli
Autore
Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.