Lavoratori dello sport: nuove regole a partire dal 2023

Approvata la nuova riforma dal Consiglio dei Ministri

Sono 750mila i lavoratori coinvolti nella nuova riforma del lavoro sportivo, approvata dal Governo Draghi lo scorso 28 settembre e che entrerà in vigore a partire dal 2023. La base del nuovo provvedimento è il decreto legislativo 36/2021 – in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo – di cui rimane già il riconoscimento della tutela previdenziale e assicurativa che copra maternità, malattia e infortuni. Una delle modifiche cruciali, rispetto alla stesura originaria, è che chi opera in società sportive dilettantistiche avrà un corrispettivo alla pari di chi lavora in società sportive professionistiche. Non esisterà più dunque la figura dell’amatore, ma piuttosto verranno inseriti volontari a titolo gratuito, e ricompensati con i soli rimborsi spese e premi per meriti sportivi. In aggiunta anche i tesserati rientreranno nella categoria dei lavoratori sportivi, ma il loro impiego dovrà essere riconosciuto obbligatoriamente da delibere federali.

In attesa della pubblicazione della nuova riforma sulla Gazzetta ufficiale, vediamo quali sono le novità principali che la caratterizzano.

Contratti e novità

Dal 1° gennaio 2023 i lavoratori dello sport saranno qualificati in subordinati, liberi professionisti e co.co.co, a cui si aggiungono i volontari gratuiti. I lavoratori si intendono: atleta, allenatore, istruttore, direttore tecnico, direttore sportivo, preparatore atletico, amministrativo-gestionali ed altre eventuali figure individuate secondo gli statuti delle singole federazioni.

Per coloro che operano nelle società sportive professionistiche i contratti saranno prevalentemente di tipo subordinato, mentre nel settore dilettantistico verranno favoriti i contratti autonomi e co.co.co., entrambi con le stesse agevolazioni. Novità anche per i giovani dai 15 ai 23 anni: per sostenere infatti la loro formazione le società sportive potranno stipulare con loro contratti di apprendistato.

Tra le novità inoltre della nuova riforma ci sono anche l’abolizione del vincolo sportivo e il premio di formazione tecnica, previsti dall’articolo 31.

Le società dilettantistiche

Le attività svolte da chi opera nelle società sportive dilettantistiche saranno esclusivamente “diverse, secondarie e strumentali”, sottoscritte da uno specifico statuto ed entro certi limiti quantitativi. Sono esclusi i guadagni percepiti attraverso promo pubblicitari, sponsorizzazioni, indennità ricevute per la formazione degli atleti o dalla gestione delle strutture sportive. I contribuiti previdenziali saranno da versare se il lavoratore guadagnerà più di 5.000 euro all’anno, rispetto alla soglia precedentemente prevista di 10.000 euro. Mentre chi percepirà più di 15.000 euro dovrà inoltre versare l’Irpef (in aggiunta ai contribuiti previdenziali). L’aliquota contributiva per i lavoratori dilettanti sarà al 25% e saranno considerati il 50% dei compensi fino al 31 dicembre 2027. Infine, i tesserati dilettanti che ricevono premi, ottenuti durante le competizioni sportive, devono applicare la ritenuta del 20%.

Carla Monni
Carla Monni
Giornalista, appassionata di grafica e musicista ormai per diletto. La musica è al centro della mia professione e non solo: da anni affianco infatti la scrittura redazionale alla pratica musicale, spaziando dalla musica jazz al gospel e suonando qua e là con la mia band soul funk.
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