L’inglese nei concorsi pubblici è sempre più necessario

L’inglese nei concorsi pubblici è sempre più necessario e lo dimostra il fatto che sempre più di frequente, per partecipare alle varie selezioni, tra i requisiti richiesti c’è appunto l’essere in possesso di certificazioni linguistiche che influiscono sul punteggio in graduatoria.

Ma che ruolo hanno le certificazioni d’inglese nei concorsi pubblici? A questa domanda risponde Vittorio De Paola, Senior Business Development Manager di Cambridge Assessment English. “In particolare, nel mondo dell’istruzione c’è più consapevolezza riguardo al ruolo delle certificazioni e per questo ci sono molte situazioni in cui la certificazione linguistica aiuta a ottenere un maggior punteggio in graduatoria; lo stesso avviene per i concorsi pubblici dell’INPS o delle Forze Armate”.

Il regolamento sul livello di conoscenza dell’inglese nei vari bandi di concorso cambia a seconda del contesto. Sostiene Vittorio De Paola: “Nel caso specifico dell’INPS, per avere rilevanza in termini di graduatoria, il livello della certificazione in possesso del candidato deve essere pari o superiore al B2“. La stessa cosa accade nel mondo dell’istruzione. Nel caso delle Forze Armate è diverso. Quando viene esplicitamente richiesta la competenza linguistica, il livello minimo valido per ottenere un punteggio migliore in graduatoria è il B1.

C’è di vero, dunque, che l’inglese nei concorsi pubblici è sempre più necessario. Vale assolutamente la pena impararlo per avere una carta in più da giocarsi in fase di selezione. Specialmente in quei concorsi pubblici dove la concorrenza è serrata. Sei interessati ai bandi di concorso pubblici? Visita questa sezione.

Maris Matteucci
Maris Matteuccihttps://www.circuitolavoro.it/
Giornalista pubblicista, amo leggere e scrivere, adoro gli animali e la natura, mi piacciono tantissimo i bambini. Vivo col sorriso perché, specialmente da quando ho superato i 40 anni, ho ancora più chiaro, in testa, un concetto: che la vita è troppo breve per passarla ad essere arrabbiati. Questa sono io.
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