Pensioni e redditi da lavoro: INPS precisa su Quota 100

L'INPS chiarisce su Quota 100 e altre pensioni anticipate flessibili e i limiti sui redditi da lavoro.

L’INPS ha recentemente rilasciato un importante chiarimento sulla questione della cumulabilità tra pensioni e redditi da lavoro. Il fulcro di questo chiarimento riguarda due specifiche forme di pensionamento anticipato: quota 100 e le cosiddette pensioni anticipate. L’istituto previdenziale ha stabilito che per coloro che percepiscono pensioni attraverso quota 100 o pensioni anticipate, è vietata la combinazione della pensione con un reddito da lavoro dipendente o autonomo.

Le nuove linee guida sanciscono la non cumulabilità tra pensioni e redditi da lavoro, tranne in casi specifici. Tale precisazione rappresenta un elemento chiave per i pensionati che mirano a un incremento del reddito attraverso l’attività lavorativa.

Nuove disposizioni INPS su pensioni e redditi da lavoro

Le nuove disposizioni INPS riguardanti la non cumulabilità tra pensioni e redditi da lavoro si basano sulle seguenti regolamentazioni: coloro che percepiscono una pensione di quota 100 o pensioni anticipate non possono più cummulare tale pensione a un reddito da lavoro dipendente o autonomo.

L’INPS ha dunque ristretto la cumulabilità delle pensioni anticipate con i redditi da lavoro, con l’obiettivo di tutelare la sostenibilità del sistema pensionistico italiano nel lungo periodo e di evitare iniquità o manipolazioni del sistema. Inoltre, è importante tenere presente che se un pensionato già sta percependo redditi da lavoro al momento dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, sarà necessario mettersi in regola per adeguarsi alle nuove linee guida.

Casi di incompatibilità specifici e eccezioni

Nel dettaglio, le disposizioni INPS delineano casi di incompatibilità tra il godimento di pensioni di quota 100 o pensioni anticipate e l’acquisizione di redditi da lavoro. I pensionati non possono intraprendere attività lavorative subordinata né in qualità di lavoratori autonomi, con l’eccezione del lavoro autonomo occasionale che rimane fuori dall’ambito di applicazione di queste restrizioni. Tuttavia, I redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale non non devono superare i 5.000 euro lordi all’anno.

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L’INPS, tramite la circolare INPS 29 gennaio 2019, n. 11 e la circolare INPS 9 agosto 2019, n. 117, ha specificato che per il calcolo del limite dei 5.000 euro lordi vengono considerati tutti i redditi annuali provenienti da lavoro autonomo occasionale, compresi quelli derivanti dall’attività svolta nei mesi dell’anno precedente la data di decorrenza della pensione e/o successivi al raggiungimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia.

Conseguenze per i pensionati

Le nuove disposizioni INPS comportano alcune importanti conseguenze per i pensionati. Coloro che ricevono pensioni attraverso quota 100 o pensioni anticipate e che attualmente svolgono un’attività lavorativa retribuita, dovranno scegliere tra pensione e lavoro. Nel caso in cui desiderino continuare a lavorare, dovranno rinunciare alla pensione. A seguito dell’applicazione della non cumulabilità tra pensioni e redditi da lavoro, l’INPS avvierà un meccanismo di verifica per accertare eventuali incompatibilità.

Nel caso in cui venga individuata una situazione di non conformità, l’INPS può decidere di sospendere il pagamento della pensione fino a quando il pensionato non cesserà l’attività lavorativa remunerata o non rientrerà nei limiti di reddito consentiti. Inoltre, l’INPS sarà tenuto a recuperare le mensilità pagate indebitamente.

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