Quando andranno in pensione i giovani di oggi?

Quando andranno in pensione i giovani di oggi? La domanda è di quelle da un milione di dollari, considerando che a oggi la situazione relativa alle pensioni è talmente ingarbugliata che risulta davvero difficile dare una risposta precisa e esauriente. Quel che è certo è che quando si parla di pensioni in Italia si entra in un campo molto ingarbugliato e, viste le pensioni in ribasso degli ultimi anni e le persone costrette a lavorare fino a quasi settant’anni, c’è ben poco da sperare in un futuro roseo. Si lavora, spesso in condizioni non ottimali, ma quando poi la pensione arriva le aspettative vengono quasi sempre deluse. Le pensioni in Italia sono bassissime e spesso i cittadini non riescono a campare se non attingendo ai risparmi di una vita. Ma cosa cambia parlando di pensione per i giovani di oggi, quelli che lavorano? A quanti anni potranno andare in pensione? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questo argomento.

Giovani e pensioni: a quanti anni?

Grazie al simulatore Inps “Pensami”, che da poco tempo è stato aggiornato, è possibile sapere a grandi linee quando quelli nati negli anni Settanta, Ottanta e Novanta potranno andare in pensione. Siete proprio sicuri di voler sapere quanti anni avrete ancora davanti di lavoro? Allora continuate a leggere!

Quando andranno in pensione i giovani di oggi? I nati negli anni Novanta avranno da aspettare davvero un bel po’. Un ragazzo laureato che ha trovato lavoro subito dopo l’Università, quindi intorno ai 24-25 anni, dovrà attendere quasi i settant’anni prima di poter festeggiare la fine del lavoro. Nello specifico avrà:

  • pensione anticipata a 70 anni, solo se ha raggiunto un numero minimo di 46 anni e 4 mesi di contributi
  • pensione di vecchiaia a 70 anni e 6 mesi, con almeno 20 anni di contributi versati
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Considerando le tipologie di lavoro di oggi, con giovani spesso assunti per periodi limitati e non continuativi, pensare di arrivare a mettere insieme 46 anni di contribuiti sa davvero impresa ardua. Ma c’è poco da ridere anche per chi oggi ha trent’anni, ed è quindi nato nei primi anni Novanta. Sempre secondo un calcolo dell’Inps:

  • pensione di vecchiaia a 70 anni di età con almeno 20 anni di contributi versati
  • pensione anticipata con almeno 45 anni di contributi versati, senza limiti di età

Anche in questo caso servono 45 anni di contribuiti, traguardo difficile da raggiungere per lo stesso motivo accennato prima. In alternativa però si potrà lasciare il lavoro a 69 anni e 6 mesi con almeno 20 anni di contributi grazie alla pensione di vecchiaia.

Quando andranno in pensione i giovani?

Per chi è giovane adesso, insomma, la pensione sembra quasi un miraggio. E’ vero che nei prossimi anni/decenni le cose potrebbero cambiare, ma è altrettanto vero che è in questi anni che si costruiscono le pensioni del domani. E se queste sono le basi, il futuro è tutt’altro che positivo.

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Maris Matteucci
Maris Matteuccihttps://www.circuitolavoro.it/
Giornalista pubblicista, amo leggere e scrivere, adoro gli animali e la natura, mi piacciono tantissimo i bambini. Vivo col sorriso perché, specialmente da quando ho superato i 40 anni, ho ancora più chiaro, in testa, un concetto: che la vita è troppo breve per passarla ad essere arrabbiati. Questa sono io.