Riforma IRPEF e lavoro autonomo: nuove regole per la deduzione dei beni ad uso promiscuo

Scopri le modifiche proposte dalla riforma IRPEF riguardo alla deducibilità dei beni ad uso promiscuo e come influenzeranno la gestione fiscale dei professionisti autonomi.

Introduzione

Nella prospettiva di una riforma dell’IRPEF per i redditi di lavoro autonomo, si profilano importanti novità riguardanti la deducibilità dei costi per i beni ad uso promiscuo. La bozza del decreto legislativo, attesa in Consiglio dei Ministri, porta in primo piano queste modifiche, offrendo uno sguardo preliminare sulle prossime trasformazioni nel panorama fiscale.

Ritardo nel Consiglio dei Ministri

Inizialmente previsto per il 23 aprile 2023, l’esame del decreto legislativo in materia di IRPEF e IRES è stato rimandato per ulteriori valutazioni sulle coperture necessarie. Nonostante questo ritardo, l’intenzione di rivedere la tassazione dei redditi degli autonomi rimane confermata.

Focus sulla deducibilità dei costi

La bozza di decreto punta a riscrivere l’articolo 54 del TUIR, il quale rappresenta il principale riferimento normativo per la determinazione del reddito di lavoro autonomo. Tra i punti salienti delle modifiche, si evidenziano i cambiamenti nelle regole riguardanti la deducibilità dei costi per i beni ad uso promiscuo.

Analisi delle proposte

La bozza di decreto dedica un intero articolo alla revisione della disciplina dei redditi di lavoro autonomo, con particolare attenzione alla deducibilità delle spese relative ai beni mobili ed immobili ad uso promiscuo.

Cambiamenti sulle spese per beni mobili e immobili

Le spese relative all’acquisto di beni mobili, destinati sia all’attività professionale che all’uso personale o familiare, sono ammortizzabili o deducibili fino al 50%, purché il costo unitario non superi i 516,40 euro. Allo stesso modo, i canoni di locazione e noleggio sono deducibili nella stessa misura.

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Per gli immobili utilizzati promiscuamente, è prevista la deducibilità del 50% della rendita o del canone di locazione, a condizione che il contribuente non possieda altri immobili adibiti esclusivamente all’attività professionale nello stesso comune.

Nuovi criteri di deducibilità

Le novità includono la specifica esclusione dei veicoli dalla disciplina della deducibilità, l’aggiornamento del riferimento valutario e la definizione di nuovi criteri per la deducibilità delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Conclusioni

Le proposte saranno sottoposte al vaglio del Consiglio dei Ministri, con la possibilità di ulteriori ritocchi. Tuttavia, è evidente un movimento verso nuove regole in materia di IRPEF per i lavoratori autonomi, in linea con i principi stabiliti dalla legge delega sulla riforma fiscale.

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