Riscatto laurea: guida completa su funzionamento e costi

Riscatto della laurea: come funziona, qual è il costo e come presentare domanda.

Il riscatto della laurea rappresenta una scelta strategica per valorizzare il proprio percorso accademico ai fini pensionistici. L’opzione, offerta dall’INPS, permette di convertire gli anni di studio in contributi previdenziali. Comprendere il funzionamento, i costi e la procedura di domanda può essere utile per ottimizzare la propria situazione pensionistica futura. Proprio per questo, esploreremo ogni aspetto del riscatto della laurea, fornendo informazioni dettagliate per guidarvi in questo importante processo decisionale.

Riscatto della laurea: cos’è e perché è utile

Il riscatto della laurea è una procedura consentita dall’INPS che permette ai laureati di trasformare gli anni trascorsi all’università in contributi previdenziali. Attraverso il riscatto, i periodi di studio si convertono in anni contributivi utili per il calcolo della pensione. Così facendo, si incrementa l’anzianità contributiva, potenzialmente migliorando l’importo della pensione futura.

Un altro vantaggio significativo è la detraibilità fiscale del contributo, che raggiunge il 19% se destinato a un familiare a carico. Invece, se il riscatto è effettuato per se stessi, l’intero importo diventa deducibile dalle tasse. Quindi, il riscatto della laurea rappresenta un’efficace strategia per raggiungere più rapidamente i requisiti necessari per un’uscita anticipata dal mondo lavorativo.

In alcuni casi, inoltre, è possibile beneficiare di condizioni agevolate per il riscatto della laurea.

Requisiti per il riscatto della Laurea

Il primo passo per avviare il processo di riscatto della laurea è essere in possesso di un titolo di laurea o di un titolo equivalente. Questa è la condizione principale per beneficiare dell’agevolazione.

I requisiti essenziali per procedere con il riscatto della laurea sono i seguenti:

  • aver ottenuto il diploma di laurea o titoli equivalenti (è possibile consultare la nota MUR sulle equipollenze ed equiparazioni tra titoli accademici italiani per maggiori dettagli);
  • i periodi per i quali si richiede il riscatto non devono essere coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa, né devono essere già oggetto di riscatto presso il fondo previdenziale cui è indirizzata la domanda, né presso altri regimi previdenziali menzionati dall’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 184/1997;
  • essere in possesso di contributi (almeno un contributo obbligatorio) nel sistema pensionistico presso cui si richiede il riscatto, a meno che si tratti di una richiesta presentata da soggetti inoccupati.
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Inoltre, è importante specificare che possono accedere a questa agevolazione anche coloro che sono inoccupati, cioè coloro che non sono iscritti a un regime previdenziale e non hanno iniziato un’attività lavorativa in Italia o all’estero.

Costo del riscatto ordinario

Il costo del riscatto laurea cambia a seconda che si scelga il riscarto ordinario o agevolato. Nel caso del riscatto di laurea ordinario, anch’esso è variabile e dipende dalle regole che regolano il calcolo della pensione, sia nel sistema retributivo che in quello contributivo.

Per i periodi successivi al 1° gennaio 1996, che rientrano nel sistema contributivo, il riscatto avviene applicando l’aliquota contributiva attuale alla retribuzione dell’ultimo anno (i 12 mesi precedenti la richiesta), calcolata a partire dal mese in cui si presenta la domanda di riscatto.

Differenze tra riscatto laurea ordinario e agevolato

A differenza del riscatto di laurea ordinario, quello agevolato offre la possibilità di un notevole risparmio, che può arrivare fino al 70% in meno rispetto alla modalità ordinaria. Tuttavia, questa opzione è legata a una specifica condizione: il beneficiario deve optare per una liquidazione pensionistica basata su un calcolo completamente contributivo.

Quali periodi di studio sono riscattabili

È possibile riscattare i periodi corrispondenti alla durata dei corsi di studio universitario, al termine dei quali si sono ottenuti titoli rilasciati dalle università o da istituti di livello universitario.

Nel caso di studi compiuti all’estero, è necessario seguire un processo di ratifica basato sulla convenzione per il riconoscimento dei titoli di studio superiori nella regione europea. Il DPR 30 luglio 2009, n. 189, disciplina, seguendo l’articolo 5 della legge citata, il riconoscimento dei titoli di studio ai fini previdenziali.

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Periodi di studio qualificabili per il riscatto

I periodi che si possono riscattare includono:

  • diplomi universitari con corsi di durata minima di due anni e massima di tre;
  • diplomi di laurea con corsi di durata minima di quattro anni e massima di sei;
  • diplomi di specializzazione post-laurea con corsi di durata minima di due anni;
  • dottorati di ricerca regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • lauree triennali, specialistiche o magistrali;
  • diplomi AFAM da Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale.

Sono considerati validi anche i titoli equiparati, come specificato nella nota MUR su Equipollenze ed equiparazioni.

Limitazioni nel riscatto della laurea

Non è permesso riscattare gli anni fuori corso. Sono inoltre esclusi dal riscatto i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o da un precedente riscatto, sia presso il fondo pensione specifico sia in altri regimi previdenziali, come stabilito dall’articolo 2, comma 1, del Decreto Legislativo n. 184 del 30 aprile 1997.

Inoltre, non è possibile riscattare periodi di studi universitari o equivalenti che non si sono conclusi con il conseguimento del titolo di studio.

Il riscatto può essere applicato sia all’intero percorso di studi sia a singoli periodi, ma una volta accreditata la contribuzione a seguito del pagamento, non è ammessa la rinuncia o la revoca di tale contribuzione.

Simulatore INPS per il riscatto laurea

Attraverso il Simulatore INPS è possibile ottenere un’anteprima dei costi personali necessari per procedere con il riscatto della laurea ai fini pensionistici. Il Simulatore fornisce un quadro approssimativo ma dettagliato, perché le informazioni dipendono dalle risposte fornite dagli utenti e non hanno valore certificativo o costitutivo del diritto.

Prima di prendere qualsiasi decisione, è importante rivolgersi agli uffici competenti dell’INPS. Tuttavia, il Simulatore INPS per il riscatto della laurea rimane un valido strumento, in quanto consente di valutare se conviene o meno procedere con il riscatto del titolo di studio. Si tratta di un nuovo servizio online a cui si può accedere liberamente, senza la necessità di credenziali SPID, CIE o CNS. È sufficiente inserire in modo anonimo i dati richiesti per ricevere le informazioni desiderate.

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Inoltre, è disponibile un secondo simulatore chiamato “Pensami“, che consente di simulare tutte le gestioni pensionistiche (pubbliche e private) e l’onere per il riscatto di un periodo di studi interamente nel sistema contributivo. Anche qui, per accedere a questo strumento è necessaria l’autenticazione con le credenziali SPID, CIE o CNS, In più, questo strumento è anche presente nella piattaforma utilizzata per presentare la domanda di riscatto.

Come presentare la domanda

Per richiedere il riscatto della laurea, il cittadino laureato deve presentare la domanda online all’INPS tramite il servizio dedicato. La circolare INPS 22 marzo 2021, n. 46, che regola la procedura, prevede che le domande telematiche siano presentate attraverso uno dei seguenti canali:

  • Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite il portale dell’Istituto utilizzando SPID, CIE o CNS.
  • Contact Center Multicanale. Si può contattare il numero 803.164 (per chi chiama da telefono fisso) o il numero 06164164 (per chi chiama da telefono cellulare con tariffazione a carico dell’utente) per richiedere supporto nell’intera procedura;
  • Patronati e altri intermediari dell’INPS. Il cittadino può chiedere assistenza agli esperti dei patronati, che eseguiranno la procedura per conto del richiedente attraverso i servizi telematici a loro disposizione.

Le domande presentate in forma diversa da quella telematica non saranno prese in considerazione. Le strutture territoriali informeranno immediatamente e ufficialmente l’interessato dell’impossibilità di procedere con la domanda fino a quando non sarà trasmessa in forma telematica, se la mancata trasmissione è causata da eventi non imputabili all’INPS. Se, invece, si verifica che la causa che impedisce l’invio telematico è imputabile al sistema informatico dell’INPS, le strutture territoriali gestiranno la protocollazione in entrata dell’istanza, la sua acquisizione e le fasi successive della gestione.

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