S.O.S. manodopera nelle Mpi: 1,4 mln di lavoratori introvabili

Piccole imprese alla ricerca disperata di personale: la carenza di manodopera raggiunge livelli record in Italia. Secondo un rapporto di Confartigianato, nel 2022 il 42,7% delle assunzioni previste non sono state coperte, con il 50,2% per l'artigianato.

Le piccole imprese italiane hanno avuto molte difficoltà a trovare lavoratori nel 2022, con un totale di 1.406.440 posti vacanti, pari al 42,7% delle assunzioni previste.

In particolare, per l’artigianato, la situazione è stata ancora più critica con il 50,2% delle posizioni aperte rimaste scoperte, corrispondenti a 263.980 lavoratori. Questi dati sono stati evidenziati in un rapporto di Confartigianato sull’emergenza manodopera, che è stato riportato dal Corriere della Sera e dal Tg2.

La situazione sembra essere il risultato di una serie di fattori, tra cui la crisi demografica, il divario tra scuola e mondo del lavoro, la rivoluzione digitale e le nuove aspettative dei giovani in merito al lavoro.

Confartigianato ritiene che la soluzione richieda un approccio sistematico e coordinato, che comprenda anche interventi di politica economica e misure per riattivare il mercato del lavoro.

Inoltre, l’artigianato sta cercando di fidelizzare i lavoratori attraverso una contrattazione collettiva di qualità, che prevede importanti tutele di welfare bilaterale.

Emergenza Manodopera, le professioni mancanti

La carenza di personale si fa sempre più pressante in alcune professioni, tra cui tecnici ICT, progettisti di software, autisti di camion, operai edili, elettricisti, meccanici e idraulici.

Secondo i dati, le professioni dell’ambito digitale e dell’ICT sono le più difficili da trovare, con progettisti e amministratori di sistemi e analisti e progettisti di software al primo e secondo posto per la difficoltà di reperimento del personale richiesto dalle imprese.

Si cerca anche disperatamente personale in 13.200 posizioni di tecnici programmatori.

Ma i lavoratori che scarseggiano di più sul mercato del lavoro sono gli autisti di mezzi pesanti e camion, seguiti dagli operai edili, elettricisti nelle costruzioni civili, idraulici, acconciatori, e meccanici e riparatori di automobili. La situazione più critica si registra in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Umbria, Piemonte e Valle d’Aosta, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia.

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Le imprese hanno impiegato in media 3,3 mesi per trovare personale nel 2022, ma i tempi si sono allungati a 4,7 mesi per gli operai specializzati. Inoltre, per 96.350 di queste figure professionali qualificate occorre oltre 1 anno di ricerca.

Le parole del Presidente di Confartigianato

Secondo il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, la difficoltà delle imprese a reperire personale deriva da una molteplicità di fattori, tra cui la crisi demografica, il gap tra scuola e mondo del lavoro, la rivoluzione digitale e le nuove aspettative dei giovani nei confronti del lavoro.

La carenza di manodopera deve essere affrontata con un approccio sistemico e coordinato, anche di tipo culturale, degli interventi di politica economica e delle misure per riattivare il mercato del lavoro.

L’artigianato sta investendo in una contrattazione collettiva di qualità per fidelizzare i lavoratori alle imprese e prevedere importanti tutele di welfare bilaterale.

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Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.