Sciopero nazionale dei trasporti, rinviato al 15 dicembre

Un'importante mobilitazione si terrà in tutto il paese che coinvolgerà il trasporto pubblico

Un’importante mobilitazione si terrà in tutto il paese il 15 dicembre e coinvolgerà il trasporto pubblico. Questa decisione arriva però dopo una difficile contrattazione tra sindacati e Ministro dei Trasporti. Scopriamo di più sui possibili disagi e le motivazioni dietro a questa giornata di sciopero.

La decisione di spostare lo sciopero

I sindacati di base hanno spostato lo sciopero nel trasporto pubblico al 15 dicembre. Inizialmente era previsto per lunedì 27 novembre. I trasporti erano a rischio a causa della mobilitazione proclamata dai sindacati Usb, Orsa, Sgb, Cub, Adl e Cobas, ma naturalmente erano previste due fasce di garanzia in cui i mezzi avrebbero circolato regolarmente. Tra le città coinvolte, Milano, Roma e Napoli.

Le sigle sindacali avevano invitato i lavoratori a partecipare alla contestazione per richiedere “aumenti salariali dignitosi”, “migliori condizioni di lavoro”, il “blocco delle privatizzazioni” e la “tutela della salute e della sicurezza”. In un comunicato congiunto, è stato anche contestato “l’ennesimo tentativo di imbavagliare la categoria”.

“La precettazione da parte del Ministro dei Trasporti Salvini dello sciopero nazionale del TPL di 24 ore, regolarmente indetto dalle sigle dei sindacati di base, altamente rappresentativi nel settore, è tutt’altro che inaspettata”, dice Usb in una nota. “Ciò, però, non toglie la gravità di quanto deciso da Salvini”.

Per questo la risposta è stata un no unitario alla precettazione del ministro Salvini e alla riduzione della protesta e rinvio dello sciopero nazionale di 24 ore di tutto il trasporto pubblico locale al 15 dicembre prossimo, “sfidando il Ministro Salvini sul terreno dei diritti costituzionali, oltre che nel merito delle questioni poste dalle istanze dei lavoratori, ignorate dalle controparti datoriali e dal responsabile del dicastero dei trasporti”.

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La gravità delle decisioni del Ministro dei Trasporti

“Le motivazioni addotte da Salvini per giustificare l’intervento di riduzione della astensione dal lavoro in programma, un potere del Ministro che la legge prevede solo per situazioni eccezionali, sono invece ridicole e suonano come un vero e proprio oltraggio all’esercizio di un diritto costituzionale” continuano i sindacati.

Va sottolineato infatti come questo sciopero sia stato indetto più di un mese fa, nel pieno rispetto delle più restrittive norme in Europa per l’effettuazione di uno sciopero. Significativo a tale proposito il fatto che la Commissione di Garanzia non ha mosso il benché minimo rilievo alla proclamazione dello sciopero del TPL del 27.11.2023.

La sfida politica e la difesa dei diritti costituzionali

“Ormai è evidente che il problema è diventato politico: accettare la riduzione imposta nell’ordinanza sarebbe a nostro avviso come fare proprio che un Ministro consideri il diritto di sciopero alla stregua di una propria concessione ai sindacati, tanto da considerarne “eccessiva” la durata di 24 ore” spiegano ancora dai sindacati.

“Non è più tollerabile – concludono – che questo avvenga senza che i lavoratori e l`intera società che si riconosce nei valori della Carta Costituzionale e che la continuerà a difendere, prendano una esplicita posizione contro questa palese aggressione a uno dei diritti costituzionali più importanti“.

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Ortensia Ferrara
Ortensia Ferrara
Classe ’83, giornalista pubblicista dal 2007, laureata in scienze della comunicazione dal marzo 2008, appassionata di scrittura creativa, giornalismo e comunicazione da sempre. Pignola, puntuale, permalosa e inguaribilmente pessimista, curiosa, noiosa e ironica.