Settimana lavorativa corta da 4 giorni, Fim Cisl: “Si può fare”

Roberto Benaglia, segretario generale dei metalmeccanici, auspica un confronto sul tema

Sull’esempio della Gran Bretagna, che proprio di recente ha cominciato a sperimentare la settimana corta a lavoro, anche l’Italia si interroga su questa possibilità. Complice anche lo stravolgimento dei ritmi dettati dal Covid, con molte aziende che ancora oggi preferiscono a fare lavorare i dipendenti da casa in smart working, è insomma arrivato il momento di ripensare il modo di lavorare da tantissimi punti di vista. E uno di questi riguarda la lunghezza della settimana lavorativa che potrebbe on un futuro passare dai 5 classici giorni lavorativi a soli 4.

Settimana lavorativa corta, interviene Fim Cisl

Sul tema è intervenuto Roberto Benaglia, segretario generale dei metalmeccanici della Fim Cisl. Commenta in modo positivo l’esempio della Gran Bretagna e apre uno spiraglio alla riduzione della settimana lavorativa anche in Italia. Ovviamente valutando bene ogni aspetto e aprendo un confronto in cui i rappresentanti di tutte le parti in causa possano dire la loro. Sottolinea Roberto Benaglia: “I salti tecnologici e organizzativi che la digitalizzazione e il lavoro per obiettivi stanno avvenendo in tante aziende metalmeccaniche ci devono spronare a gettare il cuore oltre l’ostacolo“. Poi continua: “La Fim già lo scorso anno nel proprio congresso a Torino incentrato sulla definizione di lavoro giusto ha proposto di negoziare, soprattutto a livello aziendale, una forma di lavoro fatta di 4 parti di attività piena e 1/5 di riduzione d’orario che o possa essere dedicata anche a formazione o ai carichi di cura“.

Settimana corta a lavoro, vantaggi

La paura di molti è che una riduzione della settimana lavorativa possa essere in qualche modo sinonimo di meno produttività da parte dei dipendenti. Ma ad analizzare bene la questione emergono altri aspetti importanti che vale la pena valutare. Aggiunge il segretario generale dei metalmeccanici della Fim Cisl: “Non si tratta di ridurre gli orari in modo generico come nel secolo scorso. L’obiettivo è di rendere il lavoro maggiormente sostenibile e flessibile verso i bisogni delle persone. Significa rendere i posti di lavoro più attrattivi, in una epoca dove tanti lavoratori, soprattutto giovani di talento, stanno cambiando posto di lavoro. Un’epoca in cui anche le competenze si muovono nel mercato del lavoro“.

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Maris Matteucci
Maris Matteuccihttps://www.circuitolavoro.it/
Giornalista pubblicista, amo leggere e scrivere, adoro gli animali e la natura, mi piacciono tantissimo i bambini. Vivo col sorriso perché, specialmente da quando ho superato i 40 anni, ho ancora più chiaro, in testa, un concetto: che la vita è troppo breve per passarla ad essere arrabbiati. Questa sono io.