Smart Working d’emergenza contro il caldo: Il Ministero del Lavoro propone nuove misure per tutelare i lavoratori

Il ricorso al lavoro a distanza per affrontare l'ondata di calore estiva: una possibile soluzione al tavolo di confronto.

Nell’affrontare l’emergenza legata alle alte temperature estive, il Ministero del Lavoro sta prendendo in considerazione un’importante misura per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori: il ritorno allo smart working d’emergenza. L’ipotesi, presentata dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, durante una riunione telematica con i sindacati e le associazioni datoriali, mira ad evitare lo spostamento e l’esposizione ai raggi solari di milioni di dipendenti.

La proposta prende spunto dallo smart working d’emergenza adottato durante la pandemia, quando le restrizioni e le misure di distanziamento hanno portato molte aziende a optare per il lavoro a distanza. Il Ministero del Lavoro sta ora valutando se sia possibile estendere questa modalità di lavoro al contesto attuale, in modo da proteggere i lavoratori dall’eccessivo caldo.

Trovare il veicolo normativo adatto

Tuttavia, per implementare tale misura, si rende necessario uno strumento di legge su misura, come ha sottolineato la stessa ministra Calderone: “in questo momento non c’è un veicolo normativo in cui inserirlo”, ma ha aggiunto che ciò “non vuol dire che non si possa individuare”. È quindi evidente la volontà e la disponibilità del ministero ad approfondire il tema e trovare una soluzione adeguata.

Cassa integrazione per caldo: Un altro strumento di protezione

Secondo le fonti al tavolo di confronto, è stata avanzata l’idea di gestire accordi a livello aziendale, garantendo al contempo con un decreto ministeriale la possibilità di utilizzare una procedura semplificata di comunicazione. Tale misura si affiancherebbe alla cassa integrazione per caldo, la cosiddetta cig ordinaria, già prevista dall’Inps dal 2017.

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La cig ordinaria può essere attivata quando le temperature superano i 35 gradi centigradi e rendono impossibile lo svolgimento delle attività lavorative in luoghi “non proteggibili” dai raggi del sole. Questo meccanismo serve a evitare incidenti o malori durante le giornate caratterizzate da bollino rosso sul fronte delle temperature.

Un passo avanti per la sicurezza dei lavoratori

La proposta di estendere lo smart working emergenziale rappresenta un passo significativo nel garantire il benessere dei lavoratori durante l’ondata di calore estiva. Essa consentirebbe alle aziende di adottare misure flessibili per proteggere la salute dei dipendenti e al contempo garantire la continuità delle attività lavorative.

Tuttavia, per tradurre questa ipotesi in realtà, sarà fondamentale un dialogo costruttivo tra il Ministero del Lavoro, i sindacati, e le associazioni datoriali, al fine di creare un quadro normativo adeguato e univoco per l’implementazione dello smart working d’emergenza durante le ondate di calore estivo.

Resta da vedere come evolverà questa proposta e come si concretizzerà l’impegno del Ministero del Lavoro nell’adottare misure adeguate per fronteggiare l’emergenza caldo e salvaguardare i diritti e la salute dei lavoratori.

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Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.