STADA Health Report 2022: in aumento il burnout soprattutto nelle donne

7 donne su 10 dichiarano di aver vissuto un episodio di  burnout

Dagli ultimi risultati della quarta edizione dello Stada Health Report, emergono dati significativi per comprendere il rapporto tra lavoro e salute mentale di questi ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19. A spiccare è un significativo aumento dei casi di burnout e dei livelli di stress rispetto al 2021, soprattutto nella popolazione femminile.

STADA Health Report 2022: i risultati

L’indagine è stata condotta quest’anno su un campione di 30 mila persone di età compresa tra i 18 e i 99 anni e rappresentativo di 15 differenti paesi europei (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Kazakistan, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna, Svizzera e Regno Unito). Dai risultati ad emergere è l’impatto significativo dei principali eventi che hanno interessato l’Europa, in primo luogo la pandemia. Il questionario era composto da oltre 30 domande inerenti le seguenti aree: servizio sanitario, prevenzione, salute mentale, sonno-tranquillità, tecnologia-digitale, dieta e interazione con l’ambiente.

Si sottolinea un aumento degli episodi di burnout e dello stress rispetto al 2021: i livelli di burnout sono aumentati del 10%, passando dal 49% al 59% e a risentirne maggiormente è il sesso femminile. Sono 7 donne su 10 a dichiarare di aver vissuto un episodio di  burnout, contro il 48% degli uomini. La fascia di età più colpita è quella compresa tra i 18 e i 34 anni (70%), rispetto agli over 55 (49%).

Più stress e burnout sul lavoro

I risultati relativi all’Italia sui 2.000 intervistati hanno evidenziato come per oltre metà del campione i livelli di stress siano in aumento rispetto all’inizio della pandemia ed ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono le donne (il 62% si sente maggiormente stressato, contro il 42% degli uomini). Il lavoro è un aspetto importante che incide su questi dati, se si pensa che il tasso di soddisfazione per il proprio lavoro, in Italia, è tra i più bassi al mondo, con un punteggio del 5%. Le cause principali? Dagli ambienti di lavoro poco empatici, al carico di lavoro non proporzionato e agli stipendi non adeguati con disparità di genere nella crescita professionale.

Burnout: quali sono i fattori che incidono?

Riconosciuto solo nel 2019 come sindrome dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità ed inserito nel lungo elenco di disturbi medici, può essere definita come una forma cronica di stress lavoro correlato che porta con sé un forte senso di distacco dalle attività quotidiane nelle quali il soggetto è coinvolto.

Secondo lo studio di McKinsey “Women in Workplace 2021”, la sindrome da stress lavorativo colpisce in modo maggiore le lavoratrici. Il peso di questo aumento evidenziato anche dallo STADA Health Report 2022 sottolinea come episodi di burnout possano portare a dimissioni volontarie e richieste di ridimensionamento delle proprie responsabilità, causando danni non solo ai percorsi di carriera delle singole lavoratrici, ma impattando anche sulle organizzazioni stesse. Se è vero, infatti, che le donne sono più resilienti allo stress e performano meglio dei colleghi, portando sul team ricadute positive, a questi sforzi e ai risultati brillanti raggiunti spesso non corrispondono premi o avanzamenti di carriera.

I fattori che facilitano l’insorgenza del burnout sul luogo di lavoro poi possono essere molteplici:

  • mancanza di organizzazione;
  • scarsa autonomia sul luogo di lavoro;
  • cambiamenti di ruolo e mansione;
  • conflitti con i colleghi;
  • aumento di responsabilità;
  • eccessivo carico di lavoro;

Di fronte ai dati relativi all’ultima edizione dello Stada Health Report si comprende come risulti sempre più fondamentale lavorare alla costruzione di un ambiente di lavoro stimolante e meritocratico, dove sono ridotti i costi del turnover e dove l’inclusione e l’empatia sono un reale valore. Dalle “Great Resignation” al Quiet Quitting è chiaro ormai che il modello di leadership rigido, caratterizzato da mancanza di comunicazione e attenzione nei confronti del lavoratore, presenta un conto economico immediato e minaccia il sistema lavorativo attuale.

Greta Esposito
Greta Esposito
Copywriter e web editor, ho la fortuna di fare della scrittura la mia professione. Non viaggio mai senza musica in cuffia e amo le maratone di film in bianco e nero. Di cosa non posso fare a meno? Della libertà di gestire il mio tempo per dedicarmi alle mie passioni.
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