Taglio del cuneo fiscale 2024: guida completa sulle novità e spiegazioni dell’INPS

In questo articolo, esploreremo le novità riguardanti il taglio del cuneo fiscale per il 2024 e spiegheremo come funziona questa misura, prendendo come riferimento le informazioni fornite dall'Inps

In questo articolo, esploreremo le novità riguardanti il taglio del cuneo fiscale per il 2024 e spiegheremo come funziona questa misura, prendendo come riferimento le informazioni fornite dall’Inps.

Taglio del cuneo fiscale 2024: come funziona

L’articolo 1, comma 15 della Legge n. 23 del 30 dicembre 2023 (la Legge di Bilancio 2024) ha previsto che in via eccezionale per il periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2024 per i lavoratori dipendenti, con esclusione di quelli domestici, sia previsto un esonero sulla quota dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti che sono a carico del lavoratore.

A chi si rivolge il taglio del cuneo fiscale 2024

Hanno la possibilità di accedere alla misura del taglio del cuneo fiscale i lavoratori dipendenti che siano impiegati sia nel settore pubblico che nel privato.

All’interno della sfera di applicazione della misura rientrano anche gli eventuali rapporti di apprendistato. Anche in questo caso devono essere rispettate le soglie limite di retribuzione mensile. La normativa esclude esplicitamente i rapporti di lavoro domestico.

Come si calcolano i limiti retributivi

I limiti retributivi per il taglio del cuneo fiscale 2024 sono quindi i seguenti:

  • retribuzione annua lorda fino a 25.000 euro: riduzione dei contributi previdenziali a carico del lavoratore pari al 7%.
  • retribuzione annua lorda fino a 35.000 euro: riduzione dei contributi previdenziali a carico del lavoratore pari al 6%.
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Quando scatta il taglio del cuneo fiscale 2024

Il taglio del cuneo fiscale 2024 è scattato il 1° gennaio 2024 e si applica per tutti i periodi di paga dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024.

L’Inps, con la circolare n. 16 del 20 gennaio 2024, ha fornito le istruzioni per il calcolo e la fruizione del taglio del cuneo fiscale. La circolare ha precisato che il taglio dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti è applicato direttamente dal datore di lavoro, in sede di liquidazione delle retribuzioni.

I lavoratori dipendenti possono verificare l’importo del taglio del cuneo fiscale applicato in busta paga consultando la voce “Taglio cuneo fiscale”.

Compatibilità con altri incentivi

Il taglio del cuneo fiscale è, sostanzialmente, alternativo alla decontribuzione per le lavoratrici con figli (cosiddetto bonus mamme lavoratrici) che è sempre previsto dalla Legge di Bilancio 2024.

Questo comporta, in estrema sintesi, che per le lavoratrici per le quali ricorrano i presupposti per applicare anche allo sgravio pari al 100% della contribuzione a loro carico nella misura massima di 3.000 euro all’anno, le due misure, spiega l’Inps sono tra di loro di fatto alternative, in ragione dell’entità degli sgravi e del massimale mensile di contribuzione esonerabile.

Anche il bonus mamme infatti insiste proprio sulla percentuale di contributi IVS del 9.19% a carico della lavoratrice.

Quanto si guadagna in più: esempi e simulazioni

La misura comporta una riduzione dei contributi di invalidità, vecchiaia e superstiti che sono a carico del lavoratore e che normalmente si attestano al 9.19% dello stipendio lordo. Nello specifico il taglio è pari al:

  • 6% nel caso in cui la retribuzione imponibile sia inferiore a 2.692,00 euro su base mensile, parametrata su tredici mensilità;
  • 7% per le retribuzioni inferiori a 1.923,00 euro, al netto del rateo previsto per la tredicesima.
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A seguito dell’esonero contributivo, ovvero dell’abbattimento dei contributi in busta paga, il lavoratore avrà la possibilità di ritrovarsi uno stipendio netto mensile più alto.

Questo comporta che:

  • per i redditi fino a 35mila euro con taglio del cuneo fiscale del 6% su IVS l’aumento in busta paga mensile è di circa 90 / 100 euro in più;
  • per i redditi fino a 25mila euro con taglio del cuneo fiscale del 7% su IVS l’aumento in busta paga mensile è di circa 60 a 70 euro in più.
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Autore
Ortensia Ferrara
Ortensia Ferrara
Classe ’83, giornalista pubblicista dal 2007, laureata in scienze della comunicazione dal marzo 2008, appassionata di scrittura creativa, giornalismo e comunicazione da sempre. Pignola, puntuale, permalosa e inguaribilmente pessimista, curiosa, noiosa e ironica.