Welfare aziendale nella Pubblica Amministrazione: nuovo approccio al benessere dei dipendenti

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha sottolineato l'importanza di valorizzare il benessere dei dipendenti nella prossima tornata di rinnovi contrattuali. Questa nuova direzione rappresenta un significativo cambiamento nel modo in cui la Pubblica Amministrazione (PA) affronta il tema del welfare integrativo

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha sottolineato l’importanza di valorizzare il benessere dei dipendenti nella prossima tornata di rinnovi contrattuali. Questa nuova direzione rappresenta un significativo cambiamento nel modo in cui la Pubblica Amministrazione (PA) affronta il tema del welfare integrativo. Scopriamo di più in questo articolo di approfondimento.

L’importanza e benefici del welfare aziendale nella PA

Il welfare aziendale può essere un’opportunità anche per il settore pubblico? Dal momento dell’insediamento del Governo guidato da Giorgia Meloni si è aperto un dibattito circa le possibilità di sviluppo del welfare integrativo nella Pubblica Amministrazione.

Di recente il Ministro Paolo Zangrillo ha chiarito che, nei rinnovi contrattuali che nei prossimi anni interesseranno il comparto pubblico, quello del welfare sarà sicuramente uno dei temi centrali. A confermarlo c’è una Direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica, che fornisce alcune linee guida per prossimi i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego.

La direttiva del ministro Zangrillo

Questa “Direttiva madre” – termine utilizzato dallo stesso Ministro – fornisce le indicazioni operative per le parti sociali che sono chiamate a lavorare ai rinnovi dei Contratti Collettivi del settore pubblico. Come si legge, la dotazione finanziaria per i contratti da rinnovare sarà pari a 7,95 miliardi per il 2024 e di 9,95 miliardi per il 2025: c’è quindi un significativo aumento rispetto al 2023 (in cui la cifra stanziata è stata di 4,7 miliardi), dovuto in particolare all’incremento dell’inflazione.

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Oltre a tematiche cruciali come la formazione e lo smart working, la Direttiva pone particolare attenzione – per la prima volta – alla questione del welfare aziendale e contrattuale

Il ruolo del welfare aziendale e contrattuale

Come si legge nel documento, infatti, “la motivazione del dipendente pubblico deriva da un complesso di fattori, non riconducibili al solo aspetto economico; la costruzione di condizioni organizzative adeguate, costituite dal benessere organizzativo in senso lato, ma anche dal senso di appartenenza, rappresentano leve motivazionali straordinarie. È in tale ottica che assume un ruolo fondamentale la previsione di un moderno welfare aziendale/integrativo”.

Ampliare la copertura del welfare aziendale

Proprio per questo, continua la Direttiva, attraverso i rinnovi contrattuali le parti sociali devono “favorire e migliorare il sistema soprattutto nella prospettiva di un adeguato sviluppo del sistema di welfare aziendale quale strumento di attrattività del lavoro alle dipendenze di una Pubblica Amministrazione comparabile al settore privato”.

Il ruolo dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN)

A tale scopo è chiamata in causa l’ARAN, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle pubbliche amministrazioni, cioè l’ente che svolge ogni attività relativa alla negoziazione e alla definizione dei contratti collettivi del personale dei vari comparti del pubblico impiego.

Questo soggetto, in base alla Direttiva, dovrà valorizzare “quegli istituti del welfare aziendale che possono fruire di agevolazione fiscale e contributiva” che il documento elenca a titolo esemplificativo in “contributi per l’assistenza sanitaria integrativa; servizi con finalità di educazione; istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria; servizi di cura per familiari anziani non autosufficienti; contributi e premi versati per assicurazioni del rischio di non autosufficienza e del rischio di malattie considerate gravi; sussidi occasionali concessi in occasione di rilevanti esigenze del dipendente o dei suoi familiari; contributi per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico”.

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Autore
Ortensia Ferrara
Ortensia Ferrara
Classe ’83, giornalista pubblicista dal 2007, laureata in scienze della comunicazione dal marzo 2008, appassionata di scrittura creativa, giornalismo e comunicazione da sempre. Pignola, puntuale, permalosa e inguaribilmente pessimista, curiosa, noiosa e ironica.