Pausa pranzo in ufficio: i migliori consigli per un pasto salutare

Le pause pranzo non sono tutte uguali: ci sono quelle consumate in fretta e poco genuine, e quelle che invece regalano gusto e un’alimentazione sana. Sono tanti i consigli da poter seguire per pranzare in ufficio e ripartire poi con slancio in vista del pomeriggio lavorativo. Scopriamo insieme, dunque, come rendere la pausa pranzo perfetta!

Pausa pranzo, chi ne ha diritto

La pausa pranzo è regolamentata da norme ben precise. E’ per esempio obbligatoria solo per i lavoratori che hanno un orario di impiego superiore alle 6 ore giornaliere e, proprio per legge, non può avere una durata inferiore ai 10 minuti. Nel dettaglio, è l’articolo 8 del D.Lgs. 66/2003 a stabilire che “quando l’orario di lavoro eccede il limite di sei ore, il lavoratore deve beneficiare di un intervallo per pausa le cui modalità e la cui durata sono stabilite dai contratti collettivi di lavoro”. In questi casi, dunque, la pausa da dedicare al cibo è obbligatoria e ha come obiettivo quello di far recuperare al lavoratore preziose energie psicofisiche. Generalmente la pausa pranzo non è retribuita, ma ci sono delle eccezioni. In caso di orario spezzato non è previsto il pagamento del tempo dedicato al pranzo, in caso di orario continuato invece sì.

Coronavirus, più persone mangiano in ufficio

Secondo un’indagine condotta da Bva-Doxa, con l’emergenza Coronavirus sono cambiati diversi comportamenti sui posti di lavoro. Uno di questi è quello legato alla pausa pranzo, con moltissimi lavoratori che preferiscono consumare il pasto delle 13 direttamente alla postazione di lavoro o nelle aree dedicate al ristoro invece che andare in bar o ristoranti. Più di 1 persona su 3 (36%) ha affermato che in ufficio preferisce mangiare da sola piuttosto che con i colleghi. E così ecco che la pausa pranzo diventa un momento ancora più importante, forse caratterizzato da meno relazioni sociali rispetto a un tempo, ma sicuramente meritevole di grande attenzione.

Pausa pranzo in ufficio: consigli per la genuinità

Non tutte la pause pranzo sono uguali ed ecco che diventa particolarmente importante la scelta di quello che si mangia quando ci si ferma in ufficio per consumare il pasto. Secondo il Rapporto ristorazione 2018 della Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – il 66,7% degli intervistati consuma il pranzo fuori casa almeno una o due volte al mese, l’11,3% pranza fuori casa tutti i giorni. Sono insomma percentuali importanti a conferma che le persone “costrette”a mangiare lontano da casa sono tante. Prezzi convenienti, servizio veloce e offerta di piatti salutari sono le ricerche più gettonate per coloro che scelgono di non portarsi il pranzo da casa, secondo un’indagine di The Fork, l’App di TripAdvisor che permette di prenotare in tempo reale i ristoranti. La pasta resta sempre l’alimento più richiesto, seguito da secondi piatti a base di verdure e carne.

Ma per chi fa la pausa pranzo in ufficio quali sono i consigli utili da mettere in pratica? Grazie al prezioso supporto dei kit scaldavivande portapranzo, oggi è possibile optare per qualcosa di più light del tradizionale panino. Ci si può cucinare i cibi a casa e poi conservarli in appositi contenitori che danno la possibilità di consumarli caldi. Il consiglio è quello di usare la fantasia e variare più possibile i cereali, le proteine e le verdure da abbinare tra loro per confezionare un pasto completo e che contempli tutti i nutrienti più importanti. Le possibilità sono davvero tantissime, non avrete altro che l’imbarazzo della scelta.

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