Regione Puglia: Contributi di 25.000 Euro alle Piccole Imprese

Le cifre relative allo scorso anno 2011 parlano chiaro: 31 fallimenti al giorno. Chi è che ha dovuto chiudere? Ma naturalmente le piccole imprese! I motivi sono essenzialmente tre: le banche, che spesso negano i prestiti alle imprese, i ritardi nei pagamenti da parte dei clienti e il forte calo della domanda.

Il primo problema, quello della stretta creditizia, ha mobilitato la regione Puglia, la cui giunta regionale si è riunita per approvare un piano di intervento che possa risollevare le piccole imprese pugliesi dalla caduta prima che sia troppo tardi e che queste chiudano i battenti.

30 Milioni di euro: Questo l’ammontare dei fondi stanziati dalla regione e di provenienza europea.
25mila euro sarà la quota massima che potrà essere concessa alle singole imprese, che per poter essere agevolate devono avere meno di 10 dipendenti e fatturare all’anno una cifra inferiore ai due milioni. Il piano straordinario per il lavoro sarà attuato da Puglia Sviluppo, società in house della regione. Puglia Sviluppo SpA è una società per azioni a capitale quasi interamente pubblico, il cui compito è quello di dirigere e controllare il suo unico socio, la regione Puglia. Ecco perchè Puglia Sviluppo viene definita società in house. Nello specifico, essa deve attuare piani e programmi che mirino allo sviluppo economico e sociale della regione in cui opera.

 
A studiare la misura dei finanziamenti sono stati in particolare tre assessori: Nicola Fratoianni (politiche giovanili), Elena Gentile (welfare) e Alba Sasso (formazione professionale). Il progetto iniziale era quello di affidare i fondi erogati direttamente a Puglia Sviluppo, richiesta però respinta da Bankitalia, che ha stabilito invece che la società gestisca sì i crediti, ma attraverso istituti bancari.

La liquidità risulta fondamentale per salvare le piccole imprese dal rischio fallimento e lo è ancora di più per le nuove attività che hanno bisogno di finanziamenti per avviarsi nella produzione. Ecco perchè i 30 milioni del fondo saranno così ripartiti: 19, 5 milioni per le imprese già operative e 10, 5 milioni per quelle appena nate.

Aziende in difficoltà o giovani imprenditori, in cravatta o in gonnella che siano, avranno un’importante garanzia: i prestiti ottenuti potranno essere rimborsati in 60 rate a tasso fisso e, qualora il pagamento avvenga con ritardo, l’interesse di mora sarà quello del tasso legale. Con questo piano si intende, quindi, anche combattere la creditizia illegale, un cappio che si stringe al collo di molti imprenditori., per un totale del 19% dei prestiti provenienti da usurai.

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