Wwworkers: il portale dedicato a chi del web ne ha fatto un lavoro

Sapete cos’è un “wwworker”? Magari è la prima volta che sentite questa parola, ma sicuramente in qualche wwworker sarete incappati anche voi. I wworkers sono tutti quelli che hanno rinunciato al canonico lavoro in ufficio o a scuola o in azienda che dir si voglia, per lavorare sul web. Volete conoscerli meglio? O volete anche voi diventare wwworker ma non sapete come fare? C’è un sito che parla di (o forse sarebbe meglio dire per) loro: wwworkers.it.

La storia di wworkers.it è simile a quella di molti altri siti web (tra cui il nostro!): un giorno un ragazzo ha avuto un’idea brillante, si è messo sotto ed ecco che è nato un nuovo portale! Quel “giorno” era un giorno di Gennaio 2010 e quel ragazzo era Giampaolo Colletti, l’ideatore del sito wwworkers.it, che anche coniato una nuova parola, wwworker appunto, e che la scorsa primavera ha pubblicato un libro sulla “ricerca” che ha fatto, raccogliendo testimonianze di centinaia di insospettabili wwworkers della porta accanto.

Spesso, da semplici utenti del World Wide Web, di quanto internet stia pian piano diventando una specie di piazza del mercato globale: ormai acquistiamo beni e servizi di tutti i tipi online, ma, per come siamo abituati a pensarla, presupponiamo che i siti da cui acquistiamo siano solo una delle facciate di un negozio reale. Quale sorpresa nello scoprire che invece tantissime attività non hanno una porta fisica da cui entrare, ma si servono soltanto di un ben più ampio portale web.

 

Il sito wworkers.it è articolato in due sezioni: “how to” e “ci sei?”, rispettivamente riservate ad aspiranti wwworkers e a wwworkers navigati.
Lo scopo del sito è infatti duplice: inizialmente Colletti ha fondato il sito per raccogliere le storie di tutti i lavoratori sul web, ma da cosa nasce cosa e dopo poco tempo è spontaneamente nata una sezione “guida” per chi vuole diventare wwworker, dove si accennano i primi passi per chi vuole mettersi in gioco in rete. Ovviamente sul web c’è solo un accenno, perché l’argomento è approfondito nel libro “Wwworkers. I nuovi lavoratori della rete”, edito da Il Sole24Ore

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