Giornata contro la violenza sulle donne, Babbel offre corsi di lingua per la riqualificazione femminile

Sicuramente lodevole l’iniziativa di Babbel che, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (in programma il 25 novembre) promuove corsi di lingua gratuiti dedicati alle donne che hanno subìto soprusi per investire sulla formazione. L’obiettivo è la conoscenza della lingua attraverso borse di studio per i loro corsi. In questo modo le donne sopravvissute alla violenza possono riqualificarsi professionalmente, facilitando quindi il loro inserimento nel mondo del lavorativo. Babbel offre corsi di lingua gratuiti dimostrando quindi, a modo suo, di essere in prima linea nella battaglia a favore delle donne.

Babbel offre corsi di lingua gratuiti

Una bellissima iniziativa, dunque, un aiuto concreto da parte di Babbel che si dimostra in prima linea contro la violenza sulle donne. Sara Grippo, Senior Editor nel team di didattica di Babbel, ha affermato: “Il linguaggio è il filtro principale attraverso il quale percepiamo il mondo e è evidente che influenza il modo in cui ci relazioniamo e formuliamo giudizi sugli altri. La parola ha un grande potere. Purtroppo ci sono molte espressioni quotidiane che confermano il pregiudizio subconscio secondo cui gli uomini sono intellettualmente, fisicamente e moralmente superiori alle donne“.

Babbel, in qualità di esperto di lingue, ha voluto sostenere D.i.Re e CADMI – in Italia – e altre organizzazioni nel mondo che combattono la violenza di genere. Come? Promuovendo la conoscenza della lingua attraverso borse di studio per i loro corsi. Le donne sopravvissute alla violenza potranno così riqualificarsi professionalmente. Un modo dunque per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavorativo. Inoltre Babbel, per cercare di sensibilizzare sul tema della violenza verbale di genere generando consapevolezza linguistica, invita tutte le donne in tutto il mondo a condividere sui social le espressioni di vessazione verbale che hanno vissuto con l’hashtag #WordsThatHurt.

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