Bonus fino a 2000 euro per i dipendenti statali

La Pubblica Amministrazione ha annunciato un pagamento una tantum fino a 2000 euro.

In previsione della rinegoziazione del contratto finanziato dalla Manovra 2024, alcuni dipendenti pubblici possono aspettarsi un’apprezzabile indennità di vacanza contrattuale direttamente sulla busta paga di dicembre, con un massimo di 2.000 euro lordi. A titolo esemplificativo, i dirigenti di seconda fascia e i medici potrebbero ricevere fino a 1.500 euro, mentre gli infermieri potrebbero ottenere 1.000 euro e gli agenti di Polizia 700 euro.

Questa somma rappresenta un pagamento unico concesso ai dipendenti statali come compensazione per l’assenza di un aumento salariale nel periodo precedente al rinnovo del contratto collettivo. L’obiettivo è risarcire la mancata rivalutazione degli stipendi che avrebbe dovuto verificarsi precedentemente.

Esaminiamo, ora, i beneficiari di questa indennità e a quantifichiamo l’incremento che essa apporterà al cedolino paga in occasione delle festività natalizie. Per conoscere e rimanere aggiornato su tutti i bonus clicca qui.

Finanziamento e calcolo del bonus

La disposizione è delineata nell’articolo 3 del Decreto Legge 145/2023 e si rivolge al personale con contratto a tempo indeterminato nelle Amministrazioni statali, includendo docenti, operatori ospedalieri, membri delle forze armate, e dipendenti dei Ministeri e delle Agenzie fiscali. Le risorse stanziate dal Governo, ammontanti a 2 miliardi di euro, sono destinate esclusivamente ai dipendenti statali.

Sebbene la misura possa teoricamente estendersi anche ai dipendenti delle amministrazioni locali, università e istituti di ricerca, in tali casi l’assegnazione del bonus è a discrezione e richiede finanziamenti diretti.

I lavoratori precari nell’ambito statale, così come i dipendenti comunali, regionali e provinciali, non riceveranno l’anticipo di dicembre tramite il Decreto Anticipi. La percezione dell’indennità maggiorata avverrà a partire da gennaio 2024, con erogazioni mensili.

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L’importo del bonus in busta paga sarà determinato moltiplicando per 6,7 il valore dell’indennità annuale di vacanza prevista nel contratto, la quale rappresenta il 3,35% dello stipendio. In pratica, ciò implica un aumento dell’indennità rispetto alle aspettative ordinarie, con eventuali regolazioni successivamente previste in concomitanza con il rinnovo dei contratti. Ogni categoria dovrà calcolare il proprio bonus basandosi sulle retribuzioni tabellari del proprio contratto, applicando prima il 3,35% per ottenere l’indennità e successivamente moltiplicando per 6,7.

Importo ed erogazione del bonus

Di norma, le indennità di vacanza legate al rinnovo del contratto nella Pubblica Amministrazione vengono erogate in aprile, ma il Decreto Fiscale 2024 le anticipa a dicembre. Di conseguenza, l’aumento salariale derivante dal rinnovo del contratto collettivo si rifletterà nella busta paga di dicembre 2023, applicandosi per l’intero anno 2024. Inoltre, nel medesimo mese, verrà erogata un’indennità di vacanza come conguaglio straordinario.

Prendiamo ad esempio i calcoli proposti dal Sole 24 Ore per un insegnante di scuola superiore con elevata anzianità, la cui indennità contrattuale ordinaria è di 14,1 euro al mese. Moltiplicando questo importo per 6,7 si ottiene 94,7 euro, risultando in un bonus di 1.228 euro nella busta paga di dicembre. Seguendo lo stesso principio, un insegnante con minore anzianità riceverà un bonus di indennità pari a 829 euro.

Per settore:

  • Nel campo scolastico, il bonus varia da 829,2 euro a 1.228,1 euro. Ad esempio, un insegnante di scuola media percepirà tra 829 e 1.168 euro a seconda dell’anzianità di servizio, mentre un maestro riceverà da 765 a 1.056 euro.
  • Nel settore sanitario, i bonus spaziano da 657,6 euro a 1.516,4 euro. Un medico potrebbe ricevere circa 1.500 euro, mentre un infermiere specializzato intorno ai 1.053 euro.
  • Per le forze armate, un commissario capo di polizia otterrà mille euro, mentre un agente percepirà 699 euro.
  • Nell’ambito della Pubblica Amministrazione, un dirigente ministeriale di prima fascia riceverà 1.939 euro, mentre un impiegato ministeriale avrà un bonus di 778 euro.
Bonus 2000 euro per dipendenti statali

Impatto sul bilancio dello Stato

Questa indennità non incide sul calcolo del diritto al taglio del cuneo fiscale per i dipendenti con reddito fino a 35mila euro. In altre parole, lo sconto sulla trattenuta INPS (contributo FAP / IVS), che può raggiungere fino a sette punti percentuali per i redditi fino a 25mila euro, rimane invariato.

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Nel determinare l’importo del reddito che determina l’accesso al taglio del cuneo contributivo, l’indennità straordinaria di dicembre non viene considerata. Pertanto, dal punto di vista di questo calcolo, l’indennità è da considerarsi “neutra”.

Con l’approvazione della legge di bilancio, il governo ha dedicato particolare attenzione ai dipendenti della pubblica amministrazione, come dichiarato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, durante una conferenza stampa che ha seguito l’incontro con i sindacati. Questo incontro, tenutosi pochi giorni dopo l’approvazione del disegno di legge di bilancio, ha previsto significative risorse destinate al pubblico impiego ed è stato voluto dal Ministro per rafforzare la collaborazione essenziale tra il Dipartimento della Funzione Pubblica e le organizzazioni sindacali. L’obiettivo, come ribadito dallo stesso Zangrillo, è costruire un dialogo produttivo e orientare in modo ottimale le politiche legate alla pubblica amministrazione.

Reazioni dei sindacati

Durante il confronto sono stati affrontati i temi prioritari che hanno costituito il focus del lavoro del Ministro per la PA e della Funzione Pubblica fin dal precedente incontro con i sindacati a marzo. Si è discusso anche delle misure in fase di sviluppo, spaziando dai rinnovi contrattuali ai nuovi ingressi nelle amministrazioni, dalle procedure di reclutamento rinnovate all’impegno per accrescere l’attrattività del lavoro pubblico, soprattutto per le giovani generazioni.

Tuttavia, le valutazioni sindacali sulla legge di bilancio variano. Secondo il segretario confederale della Cgil, Francesca Re David, insieme ai segretari generali di Fp-Cgil e Flc-Cgil, Serena Sorrentino e Gianna Fracassi, le risorse stanziate risultano insufficienti per il rinnovo dei contratti dei lavoratori pubblici. Gli stanziamenti totali, infatti, non coprono adeguatamente la perdita del potere d’acquisto accumulata in questi anni.

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Riguardo ai salari, nonostante comportino risorse superiori rispetto ai contratti collettivi nazionali 2019-2021, le nuove decisioni rimangono al di sotto sia dell’Indice dei Prezzi al Consumo (Ipca) che dell’inflazione reale, compromettendo la capacità di recupero del potere d’acquisto dei salari. La mancanza di stanziamenti aggiuntivi per completare la riforma degli ordinamenti e l’assenza di sblocco del salario accessorio limitano ulteriormente la leva della crescita salariale e della produttività.

Infine, è importante ricordare che, attraverso il Decreto Anticipi, il governo ha istituito un meccanismo di anticipo per il riconoscimento dell’indennità di vacanza contrattuale relativa al mese di dicembre.

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Valerio Mainolfi
Valerio Mainolfi
Specializzato in comunicazione e marketing, amante della scrittura creativa, navigo costantemente tra ambizioni future e sfide del nostro tempo, agganciato all’evoluzione illogica del mio essere.