Congedo parentale 2024 dipendenti pubblici: tutte le novità

I dipendenti pubblici in Italia vedono importanti novità nel 2024 riguardanti i congedi parentali

I dipendenti pubblici in Italia vedono importanti novità nel 2024 riguardanti i congedi parentali. Scopriamo di più su questa importante misura che agevola le famiglie italiane.

Le modifiche alla legge

L’articolo 1, comma 179 della Manovra 2024 interviene sull’articolo 34, comma 1, primo periodo. Nello specifico si prevede che l’indennità Inps è riconosciuta, in alternativa tra i genitori:

  • per la durata massima complessiva di due mesi;
  • fino al sesto anno di vita del bambino (ovvero entro sei anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento);

anziché al 30% della retribuzione in misura pari a:

  • 80% della retribuzione nel limite massimo di un mese;
  • 60% della retribuzione nel limite massimo di un ulteriore mese.

Quest’ultima percentuale è eccezionalmente elevata all’80% della retribuzione per il solo anno 2024.

L’articolo 34, comma 1, come modificato dall’ultima Legge di bilancio opera, tuttavia, per i soli lavoratori che terminano il periodo di congedo di maternità o, in alternativa, di paternità, di cui rispettivamente al capo III e al capo IV del D.Lgs. numero 151/2001, successivamente al 31 dicembre 2023.

Come previsto dall’Inps nella Circolare del 5 gennaio 2024 numero 4 con “specifica successiva circolare saranno trattati gli aspetti connessi alla portata e agli effetti della nuova misura dell’indennità e verranno fornite le relative istruzioni operative”.

Nuove norme più favorevoli per i lavoratori dipendenti

Per i lavoratori che decideranno di fruire del congedo parentale, vengono introdotte norme più favorevoli.

Per i lavoratori dipendenti, il diritto spetta entro i primi 12 anni di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento nazionale o internazionale) per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a dieci mesi, elevabili a undici se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi.

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Ancora più nello specifico, come riporta la CISL Scuola, “per il primo mese, al personale della scuola spetta un’indennità pari al 100% della retribuzione; per i mesi successivi, l’indennità è del 30%. Ora, con le nuove disposizioni viene portato al 60% l’importo dell’indennità per il secondo mese (che diventa 80% per il solo 2024). Chi avesse nel frattempo già fruito di congedi retribuiti al 30%, potrà recuperare in una delle mensilità residue il trattamento più favorevole previsto dalla legge di bilancio“.

Maggiori informazioni sui congedi parentali

La normativa in parola, per quanto riguarda l’ammontare dell’indennità Inps spettante ai lavoratori beneficiari, è stata oggetto di modifiche sia ad opera della Legge di bilancio 2023 che di quella prevista per l’anno corrente.

Eccezion fatta per le ipotesi (residuali) di liquidazione dell’indennità per congedo parentale da parte dell’Inps direttamente al lavoratore beneficiario, le somme in parola vengono di norma anticipate in busta paga da parte del datore di lavoro. Quest’ultimo si preoccupa poi di recuperare gli importi conto Inps rispetto alle somme a debito da versare all’Istituto con modello F24.

L’indennità a carico dell’Inps è pari, per il 2024, al 30% / 80% della retribuzione media globale giornaliera (RMG) moltiplicata per il numero di giornate indennizzabili comprese nel periodo di congedo.

La RMG è quella percepita nel periodo di paga quadri-settimanale o mensile scaduto e immediatamente precedente quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo parentale.

Sono indennizzabili dall’Inps tutte le giornate comprese nel periodo di assenza, eccezion fatta per:

  • festività e domeniche, nel caso degli operai;
  • festività cadenti di domenica, per gli impiegati.
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Autore
Ortensia Ferrara
Ortensia Ferrara
Classe ’83, giornalista pubblicista dal 2007, laureata in scienze della comunicazione dal marzo 2008, appassionata di scrittura creativa, giornalismo e comunicazione da sempre. Pignola, puntuale, permalosa e inguaribilmente pessimista, curiosa, noiosa e ironica.